Avventure in ostello

Il mistero del Trovatore di Franchi

Uno degli ospiti più indimenticabili che abbia mai incontrato venne in ostello verso la fine di novembre 2017.

Si tratta di un signore cinese, sui quaranta, che non sapeva una singola parola di inglese, barriera facilmente superabile grazie al santo protettore dei non bilingue, Google Traduttore.
Attraverso tale splendida invenzione, passammo il pomeriggio a chiacchierare, sebbene molto lentamente.

Mi parlò della sua famiglia, della figlia dodicenne ballerina ed infine mi raccontò di essere proprietario di un’azienda alimentare. Il motivo per cui era in Italia era per cercare un pizzaiolo per il ristorante che aveva intenzione di aprire nella sua città natale (che ho dimenticato quale fosse. Non Pechino di sicuro). Per raggiungere tale scopo, si sarebbe fermato a Torino una settimana, poi avrebbe fatto qualche giro in altre città (che, surprise!!, ho dimenticato. Forse nella lista c’era Lucca, ma non potrei giurarlo) ed infine sarebbe tornato a Torino, per poi ripartire per la Cina.

Prima di partire, dopo una settimana di soggiorno da noi, mi regalò un paio di bustine di ottimo tè nero e un ventaglio rosso.

E poi mi diede una serie di monete: si trattava di franchi svizzeri.

Attraverso il nostro ormai collaudato sistema di comunicazione, mi disse che le aveva trovate nel suo letto, ma che non erano sue. Pensando che magari erano cadute all’ospite nel letto sopra il suo, le misi via senza pensarci troppo.
In fondo, in ostello capita di trovare di tutto, ovunque: soldi in tutte le valute possibili, libri, cibo, giochetti erotici (lo giuro, un giorno trovammo una flashlight, molto discreta, devo ammetterlo, nella spazzatura. Un mio collega ci mise una quantità imbarazzante di tempo a capire cosa fosse), vestiti. Di conseguenza, un paio di monete non erano nulla di tanto strano no?
Spoiler: non proprio, in questo caso.

Qualche giorno dopo, come da programma, l’ospite cinese tornò a Torino. Si fermò qualche giorno, parlammo un po’, bevvi un sacco di tè nero e provai per la prima volta un mochi (ottimo). Tutto a posto, tutto nella norma.

Il giorno della sua partenza, dopo il check out, il signore mi allungò nuovamente qualche moneta.
Altri franchi. Non molti, di nuovo, ma mi disse di nuovo di averli trovati nel suo letto, esattamente coma la volta precedente.
Anche questa volta non c’era nessuno svizzero sopra di lui, quindi le possibilità sono due: o quest’uomo mi ha mentito, dicendomi di aver trovato dei soldi che lui stesso aveva lasciato, ma non ne vedo la ragione; oppure è una specie di genio della lampada/folletto dell’economia.

In tal caso, gli posso dire solo una cosa: si trasferisca in Svizzera, subito. Al ritmo con cui trova i soldi, nel giro di poche settimane diventerà milionario.

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