Libri

Libri e lacrime – SPOILER ALERT!!

Prima di entrare nel discorso vero e proprio voglio dare un paio di consigli: se non avete ancora letto o non avete finito il primo volume del Trono di Spade, Chiamami col tuo nome o The Martian, conosciuto anche come L’Uomo di Marte o Il Sopravvissuto, scappate via. Correte più veloci delle lepri, dei fulmini o di qualunque altra metafora vogliate, ma non continuate a leggere, perchè vi parlerò di momenti chiave o del finale di questi romanzi, e l’ultima cosa che voglio è essere incolpata del terribile peccato dello spoiler. Dopo tale necessario chiarimento, possiamo finalmente aprire le danze: da ora si continua a vostro rischio e pericolo.


Cosa hanno in comune Il Trono di Spade, Chiamami col tuo nome e The Martian?

Niente, per il resto del mondo. Nel mio caso, invece, si tratta degli unici 3 libri su 1226 (sì, ho una lista con tutti i libri che ho letto, a partire dai 7 anni. Ho liste per qualunque cosa) che mi abbiamo fatto piangere. Tutti per motivi diversi, ma che hanno raggiunto lo stesso risultato, ovvero di farmi frignare come una bambina. Ora vi racconto il perchè, il come e il quando (in un caso, anche il dove.)

  • Il Trono di Spade Ci sono stati due episodi che mi hanno portato alle lacrime nel primo libro della saga: se la morte di Ned è stata uno shock e non volevo crederci fino alla fine, ho iniziato a piangere come una bambina solo quando Catelyn ricevette la notizia della morte del marito. Le emozioni che la donna dovette attraversare e tutto il suo dolore furono troppo per me, e per la prima volta in tutta la mia vita piansi per colpa di un libro. La seconda volta avvenne qualche capitolo dopo, quando Daenerys, dopo aver dato alla luce il figlio morto, prova inutilmente a risvegliare Drogo dal coma nel quale era caduto dopo aver riportato una brutta ferita e, per evitare una lunga e dolorosa fine al marito, lo soffoca con un cuscino. Anche qui non riuscii a trattenermi dal piangere, con una piccola differenza rispetto alla prima volta: ero in classe, durante l’intervallo, e feci preoccupare terribilmente tutti i miei compagni (lo siento chic@s…). Viva la discrezione!!
  • The Martian Nel caso di The Martian, la commozione arrivò alla fine, proprio nelle ultime due pagine. Dopo un sacco di avventure, contrattempi, navicelle spaziali che esplodono, patate, codici e spiegazioni scientifiche sui teli, razzi e tecnologie della NASA, quando Mark, ormai in salvo sull’Hermes, si ferma a riflettere sullo sforzo e il costo necessario per salvarlo, non mi è stato possibile non piangere. Il libro è leggero, divertente e l’ho divorato in una calda notte estiva, ma il finale, con una riflessione sull’umanità e la compassione che pervadono il mondo quando c’è bisogno di aiuto, è semplicemente commovente, sia nella versione cartacea che nella versione cinematografica, e scatena in me sempre la stessa reazione: lacrime, lacrime e lacrime.
  • Chiamami col tuo nome Sapevo già, prima ancora di comprare il libro, che avrei pianto. Me lo sentivo, ne ero certissima. E non volevo che succedesse, almeno per qualche tempo; ma un giorno mi sono detta ‘chissene, io voglio leggerlo, pianti o no’, così l’ho comprato e l’ho iniziato. Mi è piaciuto moltissimo: è poetico, toccante, divertente, filosofico e intelligente. Elio e Oliver hanno una relazione che ho trovato spettacolare, che si costruisce con il tempo, con passi falsi e mosse giuste, tensioni e amore e tanto rispetto. Così, mentre il finale, che sapevo già essere molto diverso da quello che volevo io, si avvicinava, io cercavo di prepararmi mentalmente a resistere all’attacco delle mie emozioni. A quanto pare però non ci riuscii per nulla; letta l’ultima riga, apriti cielo!, ecco le lacrime. Tante, troppe, inarrestabili. Per i due o tre giorni successivi, qualunque cosa che mi ricordava Elio e Oliver anche solo lontanamente mi intristiva di nuovo e mi portava al bordo del pianto. Eppure la tristezza (non richiesta!!!!!!!!!) non rovina il libro, come pensavo prima di iniziarlo, ma lo conclude nell’unico modo possibile e lo eleva da ”semplice” romanzo su una giovane coppia ad un vero capolavoro sulle relazioni d’amore tra gli esseri umani, qualunque sia la loro sessualità o il loro genere.

In certi casi, volenti o nolenti, i libri ci toccano così a fondo che non possiamo trattenerci dall’esprimere le nostre emozioni in modo diretto e spontaneo, e questa è probabilmente la parte migliore del leggere: le storie più belle arrivano fino al nostro cuore e si scavano una nicchia dove accoccolarsi, calde e pulsanti, vive. Come noi, in fondo.

5 pensieri riguardo “Libri e lacrime – SPOILER ALERT!!

  1. Hai descritto perfettamente uno dei motivi per cui ho deciso di aprire il mio blog: i libri ti consentono di provare delle emozioni uniche, ti formano, ti appassionano e se questa passione riesco a trasmetterla sono felice.
    Chi non legge non sa cosa si perde!

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