Libri

Narnia, la migliore (e la più crudele) saga fantastica della mia infanzia

Attenzione!! Spoiler per l’ultimo libro di Narnia, intitolato L’ultima battaglia!

Non ricordo esattamente l’età precisa che avevo quando iniziai a leggere i libri di Narnia, ma dai miei calcoli dovevo avere otto o nove anni.

Mi entusiasmarono dalla prima pagina: erano completamente diversi da qualunque altra cosa avessi letto fino a quel momento. C’erano mondi che crollavano, altri che venivano creati, animali parlanti, regine malvagie, fughe nel deserto, guerre epiche e tanta, tanta magia. Li adoravo al punto da divorarli in un giorno solo, con grande disperazione di mia madre. Per evitare che li finissi subito decise quindi di darmene solo uno al mese, scelta che mi non rallentò affatto.

Ma non ero l’unica, in classe, a leggerli con così tanta passione e fretta. Uno dei miei compagni, infatti, li concludeva al mio stesso ritmo e anche sua madre strinse con lui lo stesso patto che io e mamma avevamo. Il che però non fermò me e lui dal creare una gara per vedere chi li avrebbe finiti prima (cosa estremamente inutile, dato che entrambi leggevano lo stesso libro durante lo stesso giorno).

Le cose però non restarono così a lungo: dopo aver letto il quarto libro, Il Principe Caspian, il mio compagno si ammalò e restò assente per ben tre giorni; al ritorno, la catastrofe. Mi confessò infatti che sua madre, vedendolo a letto tutto il giorno, aveva ceduto alle sue insistenze e gli aveva dato un libro al giorno. Così mi sconfisse in una gara che, a posteriori, non avrebbe dovuto avere nessun vincitore.

Ripensandoci adesso, l’unica nota positiva fu che, data l’età di entrambi, non gli venne nemmeno in mente di raccontarmi la fine della serie e di questo gli sono molto grata.

Archiviata la nostra sfida, continuai a leggere i romanzi che mi mancavano, ovvero Il Viaggio del Veliero (uno dei miei preferiti, insieme al numero tre, Il Cavallo e il Ragazzo), La Sedia d’argento e infine L’ultima Battaglia.

E fu a quel punto che ebbi la più grande e dolorosa delusione della mia infanzia.

Se i sei libri precedenti mi avevano appassionato moltissimo, portandomi in una serie di avventure infinite e sempre nuove, il settimo si rivelò essere un disastro.
In esso gli animali parlanti non solo si ribellarono ad Aslan, il leone che aveva creato Narnia e dato loro la parola, e condussero una guerra conto di lui, ma scoprii che Susan, una delle Regine più sagge e potenti della storia, nonché uno dei miei personaggi preferiti, aveva dimenticato tutto. Tutte le avventure che aveva vissuto con i tre fratelli, tutta la politica e la bellezza di quello che, almeno in parte, era stato il suo regno, Caspian, Aslan, i fauni e gli animali loro compagni, tutto cancellato in pochissimo tempo.

Fu per me un colpo tremendo, ma non l’ultimo: alla fine del libro, infatti, Aslan comunica a Lucy, Edmund e Peter che essi in realtà sono morti nel mondo reale, in un incidente con un treno. Così i quattro fratelli si trovarono separati per sempre: Susan, da sola, unica sopravvissuta, sulla Terra, senza più ricordi di Narnia; i tre fratelli invece, su Narnia per il resto dell’eternità.

Dire che rimasi confusa, terrorizzata e intristita da un finale tanto doloroso è in eufemismo. Fu la peggior conclusione possibile per una serie che mi aveva accompagnato per relativamente poco tempo, è vero, ma che mi aveva segnato molto più profondamente di quanto avessi pensato. Ero una bambina, e i miei eroi avevano incontrato un destino estremamente crudele, che mai mi sarei aspettata.

L’avessi saputo prima, mi sarei fermata alla Sedia d’argento, e L’ultima Battaglia avrebbe potuto benissimo andare a farsi fottere.

Per quanto sia passato molto tempo e abbia letto di altre morti che mi hanno segnato, addolorato o addirittura ridotta alle lacrime, la fine della serie di Narnia mi sconvolse e continua tuttora ad essere il peggior finale che abbia mai letto: Susan, i tre fratelli, gli animali di Narnia, il lettore stesso non meritano una conclusione così dura e crudele.

Da allora ho riletto moltissime volte i primi sei libri, e mi rifiuto anche solo di pensare al settimo, tranne quando me ne lamento, il che accade molto spesso, se mi viene data corda.

Narnia è stata e sempre sarà la saga epica della mia infanzia, la serie che mi fece scoprire il fantasy e la magia, che mi fece innamorare nel giro di qualche pagina, per non abbandonarmi mai più, ma anche la storia più crudele che abbia mai letto.

8 pensieri riguardo “Narnia, la migliore (e la più crudele) saga fantastica della mia infanzia

  1. Ho visto soltanto i film, pur avendo la raccolta dei libri. Mi ha scioccato quello che ho letto.
    Sinceramente penso che avrei dovuti leggerli quando ero MOLTO più giovane. Quando provai a cimentarmi, non li ho trovati entusiasmanti. Una lettura fin troppo “young adult”.

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    1. Credo siano una di quelle storie che se leggi nel momento giusto, che dipende da persona a persona, per alcuni è da bambini per altri da adulti, ti resteranno sempre nel cuore, altrimenti rischi di non appassionarsi tanto

      Piace a 1 persona

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