Viaggi!!

Amsterdam in 12 foto

Nel settembre del 2017, dal 25 al 28, feci un viaggetto fantastico.

Tempo prima, infatti, avevo scoperto che G-Dragon, uno dei miei cantanti preferiti, aveva aggiunto alcune date in Europa al suo Act III: M.O.T.T.E Tour. Ovviamente niente date in Italia, ma chissene. Per qualche ora provai inutilmente a prendere un biglietto per Berlino, ma dopo una serie di tentativi falliti ripiegai verso Amsterdam. Così, biglietto alla mano, o per lo meno figurativamente, prenotai voli e ostello e iniziai a cercare tutto cio che avrei potuto visitare in tre giorni e mezzo.

Mesi dopo, quando finalmente riuscii ad arrivare, il viaggio si rivelò ancora più figo di quello che avevo previsto. La città è splendida, viva ed estremamente artistica, e tutti coloro con cui parlai si rivelarono gentilissimi e super amichevoli.

Oggi vi racconto la mia esperienza attraverso una serie di foto, che rappresentano per me le parti migliori del viaggio.

Hope you enjoy it!

La prima cosa da fare, dopo il check in in ostello e l’acquisto di un abbonamento per il trasporto pubblico e i musei, è perdersi in giro per la città. E’ il mio modo preferito di conoscere un posto nuovo, caotico al punto giusto; le liste di cose da vedere sono ottime, ma in certi momenti perdersi è esattamente quello che ci vuole per scoprire scorci fantastici e poco turistici.

Benedette biciclette! Ci vuole un po’ per abituarsi alla loro presenza, ma una volta che questo avviene diventano delle compagne onnipresenti. Anche molto rumorose in certi casi, ma vedere i parcheggi pieni di qualcosa di diverso dalle macchine è uno spettacolo non scontato. Dovremmo davvero iniziare anche noi a usarne tante come loro…

Seconda cosa da fare: un giro per i canali. Grazie all’abbonamento che avevo fatto qualche ora prima, la crociera non mi è costata un solo centesimo, ma valeva davvero la pena. Il giro è stato fantastico e molto originale, permette di vedere la città letteralmente da un punto di vista diverso e inaspettato: per passare sotto certi ponti bisognava stare seduti, pena bernoccoli in fronte grossi come case.

Ovviamente, il primo museo che ho visitato è stato quello della cannabis. Giuro che fu assolutamente casuale: camminando in giro per la città ci sono finita davanti, e dato che era già sulla mia lista di posti da vedere, tanto vale iniziare subito no?

Purtroppo la foto non rende per nulla giustizia alla meraviglia architettonica che è l’EYE Film Institute Netherlands, il museo del cinema. Si trova nel quartiere di Amsterdam Nord, raggiungibile con un traghetto, ed è semplicemente spettacolare. Me ne sono innamorata: la sala centrale ha uno scalone in legno che è probabilmente la cosa più bella che abbia mai visto. Bisogna però dire che la collezione è molto interessante, ma abituata alla ricchezza della nostra Mole Antonelliana mi è sembrata un po’ piccola.

Dato che il concerto era il punto centrale del mio viaggio, il mio adoratissimo telefono ha deciso di pugnalarmi alle spalle proprio nel momento clou: una ventina di minuti prima dell’inizio, dopo avermi dato giusto il tempo di scattare una foto al palco, lo stronzetto si è spento. Nonostante fosse carico, ha deciso di smettere di funzionare. Il che forse è stato un bene, dato che così mi sono goduta tutto lo spettacolo senza la preoccupazione di dover fare foto o video. In più, sono riuscita a farmi spedire qualche scatto da due ragazze conosciute lì, quindi si è trattato di una doppia vittoria! (S)fortuna a parte, il concerto fu magnifico e in certi momenti anche toccante; non cambierei nulla per nessuna ragione al mondo!

Dopo il concerto, mi sono dedicata a visitare una serie di musei, primo fra tutti il piccolo museo dedicato a Banksy. Le opere esposte sono interessantissime, ma l’unica cosa a cui riuscivo a pensare era come avevano ottenuto tutto ciò: chi paghi per avere opere d’arte fatte da un artista anonimo? Le prendi in giro senza chiedere? Serve il permesso della città nella quale sono comparse?

Passo successivo: museo di Vang Gogh. Di questo purtroppo non ho foto, non ricordo se perchè fosse vietato o semplicemente perchè ho cambiato telefono e non le ho più. Foto a parte, il museo è semplicemente spettacolare: ci sono moltissime opere sue, ritratti, autoritratti, paesaggi e ancora lettere scambiate tra Vincent e il fratello Theo, ci sono quadri che lo ispirarono o dei suoi amici, schizzi e mappe. Il museo è molto ben organizzato e ha uno dei miei quadri preferiti, ovvero il teschio che fuma. Quando tornerò ad Amsterdam, perchè succederà, farò un’altro giro, no doubts about it!!

La fermata successiva fu il Rijksmuseum, che possiede la più grande collezione di opere di arte fiamminga, nonchè molte opere di origine asiatica, un sacco di armi e ceramiche e una ricostruzione di una nave fantastica, una libreria immensa e un sacco di altre belle cosette. Seriamente, il Rijksmuseum è, per ottime ragioni, una visita praticamente obbligatoria.

Vale davvero la pena perdersi in giro per il palazzo che lo ospita, arrivare al limite della propria pazienza per colpa delle numerosissime scolaresche, avere male ai piedi per il tanto camminare e al collo per cercare di vedere tutto ciò che le stanze ospitano, promesso.

Dopo il Rijksmuseum, la mia lista conteneva la casa di Anne Frank, ma non avendo comprato il biglietto, avrei dovuto affrontare un isolato e mezzo di coda, quindi decisi di ripiegare verso il vicino Museo del Tulipano. La scelta si rivelò comunque azzeccata: la piccola struttura ospita infatti moltissimi fiori freschi, dipinti, documenti e video che descrivono tutta la storia del fiore simbolo del paese. E’ anche possibile comprare semi e bulbi, ma non avendo più molti soldi (potrebbe essere colpa del coffee shop all’angolo, ma di quello non ho foto, quindi andiamo avanti) non ho preso nessun souvenir.

Se non vi va a genio l’idea di comprare fiori in un museo, il Bloemenmarkt, ovvero l’unico mercato dei fiori galleggiante al mondo, fa al caso vostro. Sebbene relativamente piccolo, è davvero fantastico, pieno di colori e profumi e fiori, un’altra fermata necessaria.

L’ultima mattinata, purtroppo rovinata dal brutto tempo, l’ho passata nei dintorni dell’ostello, facendo un po’ di shopping e leggendo Lolita nella sala comune. Dopo aver salutato il fantastico staff di Hostelle, l’ostello tutto al femminile dove mi sono fermata, sono tornata all’aeroporto, non troppo felice all’idea di tornare a casa.

Sono consapevole che mancano moltissimi posti in questa piccola lista, ma non ho fatto foto a tutto ciò che ho visto perchè, oltre ad avere un cellulare un po’ del cavolo che si spegneva quando voleva lui, spesso e volentieri ero troppo occupata a guardare tutto il guardabile con il naso per aria e prestando troppa poca attenzione alle biciclette. Inoltre, non sono sicura che sia possibile fare foto nel Museo della Prostituzione, nell’intero quartiere di De Wallen (proprio lui, proprio quello a luci rosse) o nei coffee shop, quindi almeno una metà del viaggio resterà solo nella mia testa.

Spero abbiate trovato interessante questo piccolo viaggetto virtuale, anche perchè ci sono altre capitali pronte per essere descritte allo stesso modo!

Next stop… maybe London?

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