Avventure in ostello

Cose incomprensibili | Hostel’s Edition

Per quanto mi roda ammetterlo, ci sono un sacco di cose che non conosco o comprendo.

Non so da dove iniziare a risolvere i problemi di fisica o chimica inorganica, non conosco la sottile arte del guidare, non capisco il motivo per cui nel 2019 ci siano ancora persone che mangino la pizza con l’ananas o uomini che si sentano in dovere di dirmi cosa fare o non fare solo perchè loro hanno un pene e io una vagina. Non comprendo l’odio razziale o a sfondo omofobico, non capisco perchè alla gente piacciano le cozze o le vongole e invece non sopportino i cetrioli e così via.

Per quanto riguarda l’ambiente dell’ostello poi la lista diventa infinita, con domande che nascono spontanee e pressanti come… qualcosa di pressante, al momento non mi viene in mente nulla per completare la metafora. Sono tante e variegate e inespugnabili e se potessi chiederei a ogni singola persona il loro parere ma puntualmente resto senza risposta. Vi faccio una breve lista di esempi:

-Perchè la gente arriva sempre quando stai leggendo il momento di massima tensione del capitolo? Tu sei lì, bella comodo sul divano, con una tazza di tè caldo e la tensione che cresce con una costanza ammirevole, ed ecco che, proprio tre righe prima di scoprire l’identità dell’assassino, prima di sapere se una città ha ceduto a un terribile assedio durati mesi o anni, prima di scoprire se il tuo personaggio preferito muore o no, ecco che suona il campanello, qualcuno chiama al telefono, inizia a piovere e devi correre a mettere al riparo gli stracci stesi sul balcone, la scolaresca ti assalta con domande di tutti i tipi, la coppia chiede quale sia il ristorante più romantico della città*, lo studente torna a recuperare lo zaino lasciato al mattino, va a fuoco il bagno, i condizionatori e le lampade del corridoio e scoppia una tempesta di fulmini causando un blackout in tutta la città e impedendoti di avere anche solo la più piccola luce necessaria per leggere il finale tanto agognato.

*Giuro che, mentre stavo scrivendo questa frase, è suonato il telefono per la prima volta in almeno 90 minuti. Ovviamente.

Ammetto che potrei essermi fatta un po’ prendere la mano verso le ultime righe, ma la questione resta sempre la stessa. Succede tutto quando meno lo vorresti.

Allo stesso modo, se pensi di poter mangiare qualcosa tranquillamente o di poter andare in bagno in santa pace, perchè tanto è da un po’ che nessuno si fa vivo, AH!, povero sfigato! Non sai che lasciare la scrivania della reception corrisponde a una speciale calamita astrale che porterà tutti a volerti proprio in quel momento? Se ti sembrava difficile affrontare la caterva di doveri improvvisi che ho elencato prima a metà libro, prova a farlo quando stai morendo di fame o facendotela addosso!

-Perchè c’è gente che paga un soggiorno di 2, 3, 4 o 5 notti per poi non uscire mai dalla sala comune e non visitare nulla della città? Capisco che ognuno abbia i propri motivi per viaggiare e che essi non sempre siano di svago; moltissima gente viene qui per lavoro o per studio. Ciò che non capisco sono quelle persone che passano ore e ore e ore in sala comune, guardando video su Youtube** o su Facebook, senza mai uscire a visitare i musei o i parchi di Torino, nemmeno nelle più belle giornate primaverili o durante manifestazioni artistiche come il Salone del Libro, Torino Jazz e chi più ne ha più ne metta. L’opzione ‘Guarda più tardi’ di Youtube la conosco solo io?

**Primo check in in circa un’ora, seguito da una chiamata

-Perchè la gente non ringrazia quasi mai? Questa domanda credo se la pongano anche le/i commesse/i e le/i bariste/i di tutto il mondo. Moltissimi ospiti ringraziano e sono gentilissimi e a volte lasciano anche dei piccoli regali, ma purtroppo esistono quelli che se ne vanno senza salutare, che non ringraziano, quelli scortesi o che non ascoltano nulla delle spiegazioni che vengono fornite. Perchè, di grazia? E’ davvero tanto difficile usare quelle paroline magiche che la mamma e il papà vi insegnavano da piccoli?

-Perchè nessuno spegne mai le luci dei bagni? Correct me if I’m wrong, ma a casa abbiamo tutti almeno un bagno. Spesso questo bagno è dotato di un piccolo ma potente oggettino: una lampada. Tale aggeggio va acceso al momento di entrare in bagno (o quando è troppo buio, se avete un bagno con finestra) e spento al momento di lasciare la suddetta stanza. Quindi, se siamo tutti abituati a questo gesto, PERCHE’ CAVOLO NESSUNO SPEGNE LA MALEDETTISSIMA LUCE DEI NOSTRI BAGNI?????????????? Voglio dire, al momento di entrare la accendi, altrimenti non vedresti nulla; perchè allora non concludi il gesto spegnendola?***

***Sta diventando una barzelletta tutto questo. Ha iniziato a diluviare e ho dovuto fare il giro in balcone per salvare gli stracci (nessuno) e quello delle stanze per chiudere le finestre (almeno la metà erano aperte). Ovviamente, a metà giro il telefono ha iniziato a squillare.

Ora. La lista potrebbe andare avanti per ore, ma sono sicure che se dovessi continuare a scrivere succederebbe qualcosa di catastrofico che non mi permetterebbe di finire, quindi basta. Spero vi siate goduti questo breve ma intenso viaggio nel mio personalissimo ‘Angolo Dello Scazzo’. Preparatevi, perchè lo rivivrete molte altre volte, parola di Receptionist Incavolata Nera.

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