Libri

Esiste un’età minima per leggere Dieci piccoli indiani? (Spoiler: forse sì)

Da quando a 11 anni presi in mano il mio primo giallo, ovvero Il mostro della montagna, non ho più smesso di leggere thriller, mystery novels, polizieschi e compagnia bella. Certo, non mi sono buttata subito sui crimini efferati descritti da Edgar Allan Poe, Anne Perry o Henning Mankel, per citarne alcuni; per i primi tempi mi sono comportata bene e ho letto cose adatte alla mia età, almeno fino ad un certo punto.

Anche perché, una volta finiti i Gialli dei Ragazzi che le varie biblioteche torinesi potevano offrirmi, o trovi altro oppure cambi genere. Così ho iniziato ad affrontare i classici, ovvero Agatha Christie, Arthur Conan Doyle, Ellis Peters, la Signora in Giallo, Wallace, Gardner e molti altri. Questo cambio avvenne ”pubblicamente” intorno all’estate del 2010, quando avevo 13 anni, ma la verità è che era già iniziato un anno prima..

Mia nonna paterna mi regalava sempre libri. A volte le rompevo le scatole fino a quando, per zittirmi, mi prendeva quello che volevo io, altre volte invece faceva di testa sua e mi regalava qualcosa che magari non avrei mai richiesto, con più o meno successo.

Intorno al 2009, quando avevo 12 anni, nonna mi prese una copia di Dieci piccoli indiani, di Agatha Christie. A detta di mamma ero troppo piccola per leggerlo, quindi lo nascose in uno scaffale in camera sua. Io ero consapevole del fatto che il mio regalo mi aspettava, seppellito tra i libri e i quaderni di mamma, perciò, appena mi trovavo in casa da sola, mi trasformavo in segugio per cercarlo. Lo trovai dopo qualche settimana e decisi di ignorare bellamente il consiglio di mamma di aspettare ancora qualche tempo prima di leggerlo: sdraiata sul lettone dei miei lo iniziai subito. Anche perché, come ho già raccontato da un’altra parte, proibirmi certi libri non fa altro che accrescere la mia voglia di leggerli.

Ricordo la scena alla perfezione, cosa che, a quanto pare, succede con tutti i gialli importanti nelle tappe della mia crescita personale: il copriletto giallo in camera dei miei, le tende bianche tirate, la pioggia fuori, e soprattutto, la copertina color seppia con il suo bel titolo nero su giallo che mi chiamava. Così, terrorizzata dalla possibilità di un ritorno improvviso di mamma, iniziai a leggere in fretta e furia.

Era il primo libro da adulti che mi trovavo tra le mani e la differenza si fece sentire fin dal primo capitolo: accuse di omicidi più o meno violenti, bugie, violenza e tutta una serie di crimini e situazioni per me completamente nuove riempivano le pagine, spaventandomi più di quanto ero disposta ad ammettere. Riuscii a resistere solo per qualche capitolo, sebbene la tensione mi attirasse moltissimo. Ad un certo punto però le cose divennero troppo per la me tredicenne e dovetti cedere, rimettendo il libro nel suo nascondiglio e facendo finta di nulla. C’è da dire che qualche volta riprovai a leggere qualche pagina in più, sempre senza successo.

Dovetti aspettare circa un annetto per riprenderlo in mano. Nell’estate successiva a questo tentativo fallito, infatti, una certa maestra di mamma mi consigliò una serie che mi fece innamorare subito e dopo qualche volume di essa riuscii a finire il capolavoro della Christie senza nessun problema, finalmente preparata abbastanza all’idea delle morti violente da essere in grado di affrontare Dieci piccoli indiani con tutto l’entusiasmo e la voracità che si merita.

Com’è ovvio, mi piacque moltissimo: la tensione che sale, il non sapere o capire come sia possibile uccidere tutti, il dubbio che circola sull’isola e nel lettore sull’identità del colpevole, la maestria e l’originalità della trama creano uno dei capolavori assoluti della letteratura mondiale e uno dei migliori esempi dell’enigma della camera chiusa, uno dei miei generi preferiti di gialli.

Credo che Dieci piccoli indiani rappresenti per me un passaggio molto importante, dalle letture per ragazzi a quelle per adulti. Ci volle circa un anno e un’altra serie di gialli nel mezzo, ma quello fu certamente uno dei romanzi chiave nella mia storia come lettrice. Richiese un cambio profondo nella mia mentalità e maturità che non potevo immaginare o che non volevo ammettere quando lo presi in mano per la prima volta, ma per fortuna tutto si concluse per il meglio, dato che il libro mi piacque moltissimo.

Unico problema, fui costretta ad ammettere che mamma aveva ragione.

Argh.

11 pensieri riguardo “Esiste un’età minima per leggere Dieci piccoli indiani? (Spoiler: forse sì)

  1. Ne approfitto per chiederti quali autori gialli mi suggeriresti, o anche quali libri preferisci. Per ora ho letto solo Doyle e Christie, oltre a un LeCarré (che era più spionistico), un Mankel, due J. B. Livingstone, oltre a Leblanc (se può considerarsi giallo). Prediligo gli autori “storici”.

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    1. Di sicuro la serie di Fratello Cadfael di Ellis Peters, Ellery Queen, Il nome della rosa (banale, lo so 🙂 ma va letto!), Fred Vargas ed E. Stanley Gardner. Fammi sapere se trovi qualcosa che ti piace tra i consigli che ti ho dato!

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      1. “Il nome della rosa” l’ho letto, l’avevo scordato forse perché sapevo già il finale dal film, quindi l’ho letto più come un romanzo storico… e non mi è piaciuto, sinceramente.
        Mi attira padre Cadfael.

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      2. Anche a me Il nome della rosa mi ha lasciato un po’ perplessa, mi aspettavo un movente più complesso m a Tutto sommato mi è piaciuto. Scaffale invece lo adoro!!

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  2. Dieci piccoli indiani è uno dei miei gialli preferiti, ma ammetto di averlo letto quando avevo almeno 16 o 17 anni, e a quell’età come dimostra la tua esperienza anche solo una manciata di mesi possono fare la differenza. Per me i primi libri “da grande” sono stati di altro genere, tendenzialmente romantici (non so se ti piace il rosa, mi riferisco a Delly) e con qualche incursione nel mondo dell’avventura come lo splendido “Appuntamento con l’oro” di Alistair MacLean. Comunque visti gli autori che hai citato, da appassionata giallista mi permetto di suggerirti Rex Stout: non tutti i suoi romanzi sono un successo, ma alcuni io li trovo veramente splendidi!

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      1. I primi titoli che mi vengono in mente sono “Nero Wolfe e i ragni d’oro”, “Troppi clienti” e “Un minuto a mezzanotte”. Molto bella anche la trilogia legata all’arci-nemico di Wolfe, non so se ne è stata pubblicata una raccolta unica i tre volumi sono Abbiamo trasmesso – Nient’altro che la verità – Nelle migliori famiglie

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