Libri · Monthly Wrap-Up

Di psicopatici e Gesù Cristo – Letture di luglio (Com’è realmente andata)

Arrivata a fine giugno sono stata colpita da un pensiero improvviso, dalla voglia irrefrenabile di fare un esperimento: seguire una TBR per i libri da leggere a luglio.

Come ho spiegato nell’altro articolo, non sono mai riuscita a rispettare una scaletta di libri, al contrario di molta altra gente: per quanto l’idea mi possa piacere, finisco sempre con leggere il romanzo che mi pare più promettente sul momento, basandomi sul mio umore. Questa volta però volevo almeno provarci e mi sono auto-proposta 5 titoli, ovvero The seven deaths of Evelyn Hardcastle di Stuart Turton, A volte ritorno di John Niven, Manuale per ragazze rivoluzionarie di Giulia Blasi, American Gods di Neil Gaiman e infine Dance, dance, dance di Haruki Murakami.

Questi cinque sono quelli che avrei voluto leggere…

Non avevo però tenuto conto di un particolare fondamentale, ovvero il mio compleanno. Il primo luglio infatti ne ho approfittato per farmi regalare e regalarmi un bel po’ di romanzi, alcuni che cercavo e volevo leggere da tempo, mentre per altri mi sono lasciata influenzare dalle copertine.

Insomma, come si fa a resistere a Emily Blunt che ti fissa dalla copertina di The girl on the train o a quella estremamente accattivante di Sharp Objects (e Amy Adams, obv)????

…questi sono quelli che si sono messi in mezzo…

Una volta uscita dalla Feltrinelli con 7 libri nuovi su 10, il 2 luglio, sapevo già che non sarei riuscita a completare la TBR che mi ero proposta. Era una causa praticamente persa, tra i libri nuovi e quelli presi in biblioteca nei giorni precedenti. Ho deciso quindi di mettermi l’anima in pace: avrei letto quello che volevo, come al solito. Se tra quei libri riuscivo a infilarne anche alcuni presi dalla famigerata TBR bene, altrimenti chissene.

Riassuntino veloce: dei 9 libri letti questo mese, uno era della biblioteca, uno era nella TBR, cinque erano parte dei regali di compleanno, uno di un’amica e l’ultimo era uno dei libri che avevo sugli scaffali da almeno un annetto. Ora però basta con i numeri e via con i titoli!

…e questi sono quelli che ho letto.

Numero 1: Jazz, Toni Morrison (biblioteca). Non credo di essere stata pronta per questo libro, perché mi ha annoiato molto, sebbene tutti ne tessano le lodi. L’ho trovato lento, confuso, senza una vera trama o finale. Il presente e passato si annodano e intrecciano senza chiarezza e ho passato più tempo a chiedermi chi stesse facendo cosa che ad apprezzare lo stile o l’innegabile passione dell’autrice verso la musica, la vita e la Città, ovvero Harlem.

Number 2: Central Park, Guillaume Musso (compleanno). Questo mi è piaciuto moltissimo. E’ intrigante, veloce, sorprendente, con un finale che definire inaspettato è riduttivo. I personaggi sono coinvolgenti e reali e la trama è estremamente originale. Consigliato a chiunque cerchi una lettura veloce, sebbene non leggerissima: ci sono alcuni temi che non tutti possono apprezzare.

Número 3: A volte ritorno, John Niven (TBR!!!!!). Gesù torna sulla Terra per portare nuovamente il messaggio di Dio, e questa volta deve farlo adattandosi ai tempi, ovvero partecipando a un concorso musicale televisivo. E’ un libro divertente, pungente e molto veloce. Sebbene uno possa immaginarsi perfettamente come vada a finire (dopotutto l’umanità cambia fino ad un certo punto e Gesù si ritrova a vivere una vita molto simile a quella di 2000 anni fa), ci si appassiona immediatamente alle avventure del Figlio e dei suoi compagni di viaggio, una più assurda dell’altra.

номер 4: Kitchen, Banana Yoshimoto (quello che avevo da un anno). E’ diverso dalle aspettative che mi ero creata ma non per questo meno bello. Si tratta di due racconti lunghi che hanno come temi centrali l’amore e la perdita, affrontati con uno stile leggero, fiabesco e dolce che colpisce il lettore per la sua delicatezza e comicità tranquilla.

수 5: Il condominio, J. G. Ballard (compleanno). Questo è stato… strano. Violento, pesante, assurdo e distopico in modo brillante, affronta la socialità dell’essere umano, le sue passioni più distruttive e segrete con il tono distaccato e tranquillo di una telecamera. Non lo consiglio a chi cerca un finale felice o ha lo stomaco delicato, perché bastano poche righe per cadere in un baratro oscuro non per tutti.

Uimhir 6: Sharp Objets, Gillian Flynn (compleanno). Mi aspettavo molto di più. Dopo aver letto Gone Girl, volevo un romanzo che cattura esattamente come quello e sono rimasta molto sorpresa nel trovare una storia originale e dura senza dubbio ma allo stesso tempo prevedibile. Senza fare spoilers, ho capito chi fosse il colpevole nel primo terzo del libro, quindi c’è qualcosa che non quadra. Ciò che più mi ha colpito è proprio la differenza tra i due libri che ho letto di quest’autrice: Sharp Objects è il primo romanzo, Gone Girl il terzo. E tra i due il cambiamento è enorme; si passa da una storia così così a un capolavoro. Complimenti per la crescita come scrittrice, Miss Flynn!!

Anzahl 7: Carte in tavola, Agatha Christie (compleanno). Cosa possiamo dire, è una storia di Poirot, quindi non può che essere fantastica, con colpi di scena e di cellule grigie, personaggi ben caratterizzati e una trama molto originale.

番号 8: Il talento di Mr. Ripley, Patricia Highsmith (amica). Meh. Ben scritto, si legge in fretta, ma volevo di più. Volevo una maggiore profondità psicologica e volevo un protagonista che pesasse un po’ di più. Ripley invece prima fa una cosa, poi risolve i problemi che essa causa. Per carità, lo fa alla perfezione, ma credevo che avrei trovato un protagonista più freddo e calcolatore e invece mi sono ritrovata con un ragazzo molto fortunato e senza coscienza.

Inombolo 9: Guance morbide, Natsuo Kirino (compleanno). Tra i libri che ho letto fino ad adesso della Kirino, questo è forse il meno violento. Si basa sulla scomparsa di una bambina e il personaggio della madre, l’unica che, a distanza di anni, continua attivamente a cercarla, al punto da dimenticare il marito, la figlia minore e la vita che va avanti, inesorabile. E’ un bel libro, molto scorrevole e ben scritto, che affronta un tema durissimo con tatto e precisione.

Credo di aver finalmente imparato la lezione. O almeno spero. Niente più TBR per me. Leggo quello che mi va al momento e va bene così.

Also, se ho sbagliato la grammatica di una delle parole, mi dispiace. Google traduttore è infallibile solo quando vuole lui.

2 pensieri riguardo “Di psicopatici e Gesù Cristo – Letture di luglio (Com’è realmente andata)

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