Avventure in ostello

Oggetti dimenticati in ostello: cronache di mezzi libri, vestiti firmati e cuori di maiale

Chi non si è mai dimenticato qualcosa mentre era in viaggio credo meriti un posto nel Guinness dei primati come Miglior Memoria dell’Anno. Un libro, una maglietta sgualcita, pettini o caricabatterie, è più che normale lasciare qualcosa indietro per errore. Io, per evitare o ridurre al minimo questa situazione, faccio quindicimila volte il giro della stanza/casa prima di partire, controllando sotto i letti, sul tavolo o persino nell’armadio che non ho mai aperto, perché chissà, magari sono sonnambula e di notte nascondo cose in giro.

Però, per quanto uno possa cercare ovunque, ogni tanto capita che qualcosa ci sfugga e resti lì, abbandonato in giro per il mondo. Tra gli oggetti che troviamo più spesso qui in ostello ci sono orecchini, braccialetti e maglie, oltre ovviamente a cibo lasciato per gli altri ospiti e ogni tanto qualche libro. Oggetti ordinari, che magari hanno un legame affettivo con l’ospite che a volte si fa vivo per farseli spedire.

Altre volte invece…

Partiamo dagli oggetti più comuni, ovvero capi di abbigliamento. Al primo posto ci sono due camicie di Ralph Lauren; se spendi 60/90€ per una sola camicia, come cavolo fai a dimenticarne due!???!!!? Costano un’occhio della testa! Se mai dovessi spendere così tanto per un vestito o giacca o qualunque altra cosa, potete stare ben certi che la terrò sott’occhio h24!

Dopo le camicie, tra le varie magliette del pigiama e calzini spaiati, abbiamo trovato tre paia di pantaloncini corti da uomo, rosa, tutti uguali e tutti sporchi. Che bellezza.

Al secondo posto della classifica delle cose dimenticate più spesso c’è il cibo. Pacchi di pasta, farina, cereali, yogurt, verdure varie, di tutto. Ciò che ricordo con più schifo è un cuore di maiale lasciato in frigo. Così, abbandonato su un vassoietto di plastica bianco, senza nemmeno un po’ di pellicola per proteggerlo, rosso scuro, molliccio e con un odore orribile.

Nella categoria libri, oltre a thriller vari in inglese o francese, la scoperta più strana è stata una raccolta di racconti, o almeno credo: al volume mancano le prime 380 pagine. Come sa qualcuno avesse letto il libro, deciso che solo la prima parte era interessante, strappato quello che voleva e abbandonato il resto lì. Una domanda sorge spontanea: perché?

Ora invece entriamo nel vivo: qualche mese fa infatti abbiamo trovato dei travestimenti. Due capi hanno attratto la nostra attenzione. Il primo era una maschera da vecchio, con tanto di barba bianca; il particolare più… interessante? era il naso, formato da un pene. Un naso a forma di pene. Da mettersi in faccia. E poi la gente si chiede perché lavorare in ostello può essere pesante. Il secondo capo era un po’ più normale, ovviamente entro certi limiti; si trattava di un costume gonfiabile da unicorno. Proprio la prima cosa che uno mette in valigia per andare all’estero, come ho fatto a vivere fino ad adesso senza!!

Come in ogni articolo che si rispetti, eccoci alla fine, al punto forte: tenetevi alla sedia perché l’ultimo oggetto dimenticato è…

…Una flaslight. Non una torcia in inglese, ma un sex toy, quell’aggeggio di forma cilindrica, con un buco nel mezzo con striature di silicone o qualcosa di simile che i maschi sprovvisti momentaneamente di partner possono usare per masturbarsi. Pulito, per fortuna. C’è da dire anche che era molto discreto, visto da fuori sembrava una piccola borraccia, cosa che per un certo periodo ingannò uno dei miei colleghi. Una volta capito di che si trattava ce ne sbarazzammo in fretta. Io avrei voluto venderlo o provare a barattarlo con qualcos’altro, ma mi costrinsero a buttarlo. Peccato però, pareva di ottima qualità.

Rimpianti a parte, resta una domanda. Chi, nel pieno delle facoltà mentali, compra un sex toy, se lo porta dietro in viaggio, magari lo usa pure, lo pulisce (altrimenti l’avrei bruciato immediatamente) e poi parte lasciandoselo alle spalle???? Nel bagno comune degli uomini????

Certe cose non le capirò mai.

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