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Considerazioni sparse su La Casa de Papel, prima stagione | #SeriesWithSuzanne

Immaginatevi una scena: è sera, più precisamente le 23.30, siete a casa con una carissima amica, sul pavimento si trovano due zaini e una valigia e la sveglia è programmata per le 5.30 del mattino. Alle sei e trenta partirete per un viaggio di circa 10 ore per arrivare in un’isola, diciamo l’isola d’Elba, dove passerete le due settimane successive. Nessuna delle due ha sonno, e sapete che se andrete a letto non dormirete comunque.

Cosa fate quindi per conciliare il sonno?

Non so voi, ma io e Suzanne abbiamo deciso di guardare una serie su Netflix. Ne abbiamo scelta una a caso (non è vero), che non fosse troppo accattivante (come no), in modo da poter andare a dormire tra un episodio e l’altro senza problemi (spoiler alert: ci siamo fermate solo perché recuperare il sonno in treno è impossibile), ovvero La Casa de Papel, in italiano La Casa di Carta. Lei l’aveva già vista e adorata, io aspettavo di iniziarla da troppo tempo, quindi era l’opzione perfetta.

Breve riassunto prima di iniziare con le mie considerazioni/opinioni/previsioni: il Profesor, genio misterioso, mette insieme un gruppo di otto criminali per portare a termine un colpo unico, ovvero entrare nella zecca spagnola, stampare il denaro e scappare con il bottino.

Nessuno dovrà sapere nulla di personale dei compagni, niente relazioni romantiche e/o sessuali, niente nomi; i protagonisti diventano città. Da Tokyo, la protagonista e voce narrante, passando per Nairobi, esperta falsaria, Helsinki e Oslo, cugini serbi, Moscú e Denver, padre e figlio, Berlín, la mano destra del Profesor ed infine Rio, il giovane hacker e punto debole di Tokyo, il gruppo studia per cinque mesi il piano fin nei minimi dettagli.

Le cose, ovviamente, non vanno come previsto. Tutti commettono errori e si discostano dal piano in un momento o nell’altro, ma quello che importa davvero è riprendersi e andare avanti per evitare di essere catturati e finire in prigione.

Nota aggiuntiva: al momento di pubblicare quest’articolo e i prossimi avrò già finito tutte e tre le stagioni, quindi OCCHIO AI POSSIBILI SPOILER!

Da sinistra a destra: Berlín (seduto), Helsinki, Oslo, Nairobi, il Profesor, Moscú, Denver, Rio e Tokyo

-Arturito, noto anche come Arturo Roman, direttore della zecca, è un gran cagacazzo. Probabilmente anche vigliacco e codardo, con una punta di frignone. Una meraviglia di persona.

-L’ispettrice Raquel Murillo non ha la minima idea che sua madre soffra di Alzheimer. La signora scrive tutto su post it che tiene in giro per casa, ma i più importanti, con dati come i nomi delle figlie e via dicendo, sono nascosti nell’armadio di camera sua, al sicuro.

-Tokyo e Rio, che hanno iniziato una relazione andando contro gli ordini del Profesor, sono molto carini ma faranno anche un sacco di disastri, me lo sento.

-Il Prof ha organizzato tutto nei minimi dettagli, comprese le possibili svolte negative.

-Potrei avere una cotta per Tokyo. E Denver. E anche Nairobi e Rio.

– Moscú è un po’ il padre di tutti, anche se non risparmia critiche dure e personali a nessuno.

-Berlín è completamente pazzo. Sarà anche un ottimo leader e in un certo senso un fantastico motivational speaker con un sacco di conoscenze random, però è fuori come un balcone. Inoltre, sono piuttosto sicura che abbia un qualche tipo di relazione personale con il Prof, tipo essere suo fratello o cugino o ex amante o checcavolonesoio.

-Qualcuno morirà. Considerata la scarsa, se non nulla, attenzione prestata a Oslo ed Helsinki, a lasciarci le penne sarà uno dei due, poi l’altro farà qualche gesto eroico ma molto stupido per vendicarlo e/o tentare inutilmente di salvarlo, rischiando o addirittura morendo nell’intento.

-Il Prof ha una qualche mania del controllo: appena le cose vanno leeeeggermente fuori controllo si fa prendere dall’ansia. E rischia di fare cazzate lui stesso.

-Angel, il compagno di squadra di Raquel, è innamorato di lei e farà di tutto pur di aiutarla, probabilmente arrivando a litigare con lei.

-Il Prof, o meglio Salva, si innamorerà dell’ispettrice, cosa che non aveva pianificato. Succede sempre.

-Monica e Denver faranno cose. Magari diventeranno anche una coppia. Non so quanto sia sano come rapporto, considerato che Denver scopre che nascondeva un telefono, gli viene ordinato di ucciderla ma decide di disobbedire a Berlín e le spara in una coscia per convincere i compagni e poi la nasconde in una delle camere corazzate. In ogni caso sarebbero molto carini.

-Nairobi spacca e il Señor Torres, uno degli impiegati della zecca, l’adora (come dargli torto).

-Uno o più dei protagonisti si ribellerà al comando di Berlín facendo ancora più casini.

-Alison Parker, una degli ostaggi nonché figlia dell’ambasciatore britannico, ci proverà con Rio, il più giovane e carino della banda, causando problemi con Tokyo. Spero solo non trasformino tutto in un enorme triangolo amoroso fatto di cliché triti e ritriti, perché mollerei la serie intera.

-Il Prof, i media e i colleghi dell’ispettrice useranno la sua dura situazione familiare, la figlia e il suo essere donna contro di lei, cercando di dipingerla come una lunatica irrazionale per screditarla e manovrarla, o almeno ci proveranno. Starà a lei decidere cosa fare dopo.

-Bella Ciao, parte della colonna sonora e simbolo della Resistenza che tanto attrae il Prof, non mi uscirà più dalla testa.

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