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Welcome to the Black Parade in 22 stili musicali

Parliamoci chiaro: The Black Parade, il terzo album dei My Chemical Romance uscito nel lontano Halloween del 2006, è un’opera d’arte.

Si tratta di un concept album che narra la storia di ‘The Patient’, un giovane ragazzo che scopre di avere una malattia terminale e riflette sulla sua vita, la morte e il significato di essa. I testi sono profondi, le melodie splendide e la storia coinvolgente.

Da quel lontano 31 ottobre di ormai 13 anni fa, The Black Parade si è assicurato un posto nell’Olimpo del Rock moderno. Ancora oggi, le canzoni sono attuali, strazianti e belle come il primo giorno, e si sono guadagnate un seguito di fedelissimi (e meritatissimi) fans. Sebbene i MCR avessero già pubblicato due album ottenendo un discreto successo tra i giovani, fu con questo terzo album che si garantirono la fama di cui godono ancora oggi, a sei anni dallo scioglimento del gruppo.

Il quarto disco, Danger Days: The True Lives of the Fabulous Killjoys, narra la lotta di un gruppo di banditi contro la fantomatica Better Living Industries, società che controlla praticamente il mondo nel lontano (ma non troppo) 2019, ed è un’altra meraviglia.

Nulla batte però The Black Parade, parola della girl scout che non sono mai stata. In quest’album ci sono alcune delle mie canzoni preferite di sempre, come The Sharpest Lives (dove il personaggio rivive le sue esperienze con la droga, di cui intendo tatuarmi una frase entro poco), Teenagers, Mama, Famous Last Words e, ovviamente, Welcome to the Black Parade.

Ora. Welcome to the Black Parade inizia, per chi non lo sapesse, con un semplice sol. Eppure basta quella nota per far piangere e disperare fans ed ex-emo di tutto il mondo, cosa che ha ovviamente generato una caterva di meme più o meno divertenti e/o depressivi, a seconda dell’umore di suddetti fans. Io personalmente mi diverto un sacco a guardarli, poi però metto su il disco e inizio a piangere, fosse anche solo una minuscola lacrimuccia solitaria.

Qualche giorno fa ho trovato un video, a caso. Youtube ultimamente mi consiglia un sacco di roba strana, ma devo dire che stavolta ci ha azzeccato di brutto. Si tratta di un video del canale Ten Seconds Songs, nel quale Anthony, cantante barra musicista, reinterpreta canzoni in stili diversi. Avevo già visto il suo canale anni fa, ma stavolta mi è comparso al momento giusto e con il video giusto. Tra tutte le cover e rivisitazioni che ha fatto, questa è, per ovvie ragioni, la mia preferita.

Oggi invece, mentre scrivevo questo articolo, ho trovato un’altro video degno di menzione, ovvero la sua cover della stessa canzone tutta nello stile dei Queen. Vado a piangere.

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