Music Monday · Musica

Bea Miller – Music Monday #5

Quest’estate ho scoperto un sacco di artisti e gruppi musicali nuovi. Molto diversi tra loro ma con un paio di particolari in comune: sono tutti fantastici e talentuosi, nonché ancora semi sconosciuti. Di alcuni di loro ho già parlato in questa rubrica (Dorothy), altri invece sono ancora in attesa di venire analizzati come si deve. Oggi tocca a una di quest’ultime: parliamo di Bea Miller.

Bea Miller, classe 1999, è una cantante e attrice americana. La sua carriera è iniziata prestissimo: a soli tredici anni partecipò alla seconda stagione di X-Factor arrivando nona e dando così il via al suo percorso artistico.

Una volta concluso il programma nel 2012, Bea firma un contratto con la Hollywood Records e la Syco Music, e nel 2014 pubblica il suo primo EP, Young Blood, che entra subito nella classifica di Billboard. Grazie anche a questo successo, la giovane partecipa come numero di apertura ad alcuni concerti di Demi Lovato.

Nel 2015 Bea pubblica il suo primo album, intitolato Not An Apology, che comprende i brani già usciti nell’EP più altre canzoni inedite. Lo stesso anno vince ai Teen Choice Awards il premio come Next Big Thing e apre alcune tappe di Selena Gomez e del tour di Demi Lovato e Nick Jonas.

Il progetto successivo ad Not An Apology comprende tre EP da tre canzoni ciascuno: il primo, intitolato Chapter 1: Blue, esce il 24 febbraio 2017 e comprende i brani Song like you, Burning Bridges e I can’t breath.

Il secondo capitolo, Chapter 2: Red comprende uno dei primi brani che ascoltai e che ancora adesso preferisco, ovvero Like That.

Chapter 3: Yellow esce il 3 ottobre. Il singolo principale è S.L.U.T., brano che adoro: il suo messaggio di self-love e contro lo slut-shaming è attuale e necessario, ora più che mai.

Lo stesso anno la canzone Brand new eyes viene usata per il trailer del film Wonder.

Il 2018 è l’anno in cui viene pubblicato il secondo full lenght album, intitolato Aurora: come con Not An Apology anche questo comprende le canzoni già presenti nei tre EP precedenti e una serie di altri brani inediti. Di essi, Buy me Diamonds è uno dei miei preferiti.

Qualche tempo dopo viene pubblicato il singolo I wanna know in collaborazione con il duo swedese NOTD: la canzone ottiene un enorme successo in Australia, Regno Unito, Stati uniti e Svezia, nonché su Spotify: ad oggi il singolo è stato riprodotto più di 200 milioni di volte.

Il 2019 è un anno pieno per Bea: vengono annunciati ben due tour, ”Nice to mee you tour” e ”Sunset in outerspace tour”, tre collaborazioni (It’s not you it’s me con 6lack, Feels like home ft Jessie Reyez e infine Never gonna like you ft Snakeship) e, verso la fine dell’anno, Bea crea la sua propria casa discografica, chiamata Olliebear Records, in collaborazione con Crea Music Group, compagnia che si occupa di diritti musicali, promozioni etc etc.


L’anno si conclude in modo spettacolare, ovvero con una canzone che mi piace davvero moltissimo, ovvero That Bitch, una specie di inno femminista, una rivendicazione del diritto di essere ascoltate quando parliamo e non di venire ignorate solo perché donne.

Trovo che questa canzone sia la rappresentazione perfetta del perché Bea mi piaccia tanto: è diretta, dice quello che vuole nel modo che vuole, senza peli sulla lingua. Grida, se necessario, perché avere una voce ma non essere ascoltate è assurdo. Bea ha talento da vendere e lo sta dimostrando brano dopo brano e That Bitch non è che la punta dell’iceberg.

I been runnin’ my mouth around the corner
Chasin’ it down the street
I cash in my words like I’m a billionaire
But I don’t have food to eat
And I keep talkin’ like I’m taller than the trees
But my eyes never see much higher than five feet
And I keep on tellin’ everyone the truth
But maybe that’s not the move
And everyone wants to hear a strong opinion
If it’s the same as you
And they say honesty is the best policy
If that were true, don’t think all of my friends would hate me

Society is suckin’ on your dick
And since I got a pussy, I’m a bitch
And since you are a dude, yeah, you can tell the truth
But as soon as I do, I’m a bitch

That Bitch

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