Libri · Monthly Wrap-Up

Di puttane e pirati – Letture di Dicembre 2019

A novembre ho raggiunto il mio goal di lettura: sono riuscita a leggere 100+ libri in un anno!!! Non succedeva da un sacco di tempo, almeno da quando passavo le mie estati a Garessio a leggere tutto ciò che la biblioteca aveva a disposizione e facevo milioni di viaggi per il paese con le braccia cariche di romanzi.

Dicembre mi è servito per superare il mio obbiettivo di altri 7 libri, portando così il numero totale di letture a 109.

1- La vera storia di Long John Silver, Bjorn Larsson. Conoscevo Long John da L’Isola del Tesoro, ma sono passati anni da quando ho letto il romanzo di Stevenson. Rivederlo attraverso gli occhi di Larsson è stato una fantastica esperienza: John diventa un antieroe umano, che lotta per la sua libertà al di sopra di qualunque altra cosa. Non importano i tesori, le vendette e gli scontri con chiunque si metta sulla sua strada; tutto ciò che conta per Barbecue è essere padrone di se stesso e del suo destino. Narrato con stile semplice ma molto accattivante, questo romanzo è una lettera d’amore alla narrativa d’avventura che tutti coloro che amano le storie di pirati dovrebbero leggere.

2Lazarillo de Tormes, Anonimo (letto in e-book). Ricordate quando ho detto che non sono tipa da leggere in gruppo/compagnia? Beh, meno di un mese dopo ho iniziato a seguire un gruppo di lettura sulla letteratura spagnola classica organizzato dal Circolo dei Lettori. Viva la coerenza! La verità è che non sapevo bene cosa aspettarmi e che quindi non avevo mai provato a frequentare un gruppo di lettura, ma mi è venuta la curiosità di provare e mi sta piacendo molto. Il primo libro letto per il gruppo, chiamato Hispánica, Clásicos, è stato Lazarillo de Tormes, un romanzo picaresco molto corto e divertente. Il giovane Lazaro, nato in una famiglia povera, lascia la madre e il fratellino per seguire un mendicante cieco. Da lui inizia a imparare trucchi per sopravvivere sulla strada e che gli serviranno più avanti, quando lascerà il cieco per iniziare a servire altri padroni, in una spirale di situazioni comiche e assurde, fino a trovare un… equilibrio molto particolare e sistemarsi per la vecchiaia.

3Fortune e sfortune della famosa Moll Flanders, Daniel Defoe. Moll nasce da una donna incarcerata e viene cresciuta da una signora in campagna, guadagnandosi da vivere ricamando; alla sua morte la giovane si trova ospite di una ricca famiglia e ha così inizio la sua battaglia per vivere la miglior vita possibile. Non è facile quando non hai nessun parente e non puoi contare su una grossa eredità o un nome importante in società, ma Moll non si lascia scoraggiare: vuole vivere bene e fa tutto ciò che deve per ottenerlo, anche se questo significa disobbedire alle leggi o la morale dell’epoca. Questo è stata una delle letture più appassionanti dell’intero anno, perché Moll non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, lotta contro tutto ciò che la vita le mette davanti con forza e determinazione. Direi che è un esempio da seguire, l’importante è non farlo troppo alla lettera. Leggete il titolo completo del libro su Wikipedia e capirete perché.

4- Star Trek – Il prezzo della fenice, S. Marshak & M. Culbreath. Kirk e Spock non sono mai stati così gay, ed è adorabile da leggere. La premessa è semplice (kinda): Kirk resta ucciso mentre rompe la Prima Direttiva, ma Omne, una specie di tiranno con il proprio mondo privato, offre a Spock un duplicato del capitano perfettamente identico all’originale. Solo che le cose si complicano quando Spock si accorge che la copia di Kirk potrebbe non essere la sola presente sul pianeta. Accompagnato da moooooolte emozioni (per fortuna Spock è mezzo vulcaniano, fosse stato del tutto umano e abituato a esprimere i propri sentimenti in quanto tale il libro avrebbe avuto minimo 500 pagine) e discussioni su di esse, il libro si legge molto in fretta e lascia il lettore a chiedersi perché la coppia Kirk-Spock non sia ancora canon.

5- Camera d’albergo, Colette. Meh. Colette, scrittrice e attrice teatrale francese, descrive un episodio della sua vita: un giorno va in albergo insieme alla sua gatta, conosce una coppia, scopre che ci sono delle corna di mezzo e rivede una collega ballerina. Fine.

6- Il paradiso delle signore, Emile Zola. Troooooooooooppe descrizioni. La storia è semplice, vista e rivista: povera ragazza di campagna rigorosamente vergine e innocente arriva in città, trova lavoro e il proprietario di suddetto posto di lavoro, uomo ricco e un po’ puttaniere, si innamora di lei. Ciò che rende questo libro diverso e unico è lo stile di scrittura di Zola, perché trasforma qualcosa di banale come un grande magazzino in un simbolo del cambio della società e la lotta tra piccoli artigiani e suddetti magazzini è la premessa necessaria per una riflessione profonda sul capitalismo, lo sfruttamento della manodopera e molto altro. Le parte più pesanti del romanzo sono le descrizioni: per quanto siano poetiche, dopo aver letto due, tre, quindici pagine di stoffe colorate e luci diffuse non ne potevo più. Il problema è che tali mattoni vengono ripetuti ad ogni grande svendita, cosa che succede almeno due o tre volte nel corso della storia, per un totale di fin troppe pagine di taffetà e sete e guanti di pelle e ombrelli e cappellini e biancheria intima e rasi e fiocchi e nastri e vestiti colorati e pizzi e stoffe bianche appese alle colonne e asciugamani sui tavoli e lenzuola e vestitini da bambini e cuffiette e lane pregiate e pizzi ovunque e fin troppa altra roba.

7- Vita di Pi, Yann Martel. Questo libro mi ha sorpreso molto. Non sapevo bene cosa aspettarmi oltre a un ragazzo e una tigre su una barchetta, ma Vita di Pi si è rivelato molto di più. Pi racconta la sua storia a un giornalista, parlando della sua infanzia in India, dello zoo del padre e della religione, anzi, religioni, che segneranno tutta la sua vita. Dopo una breve introduzione sull’infanzia di Pi in India, dove la sua famiglia possiede uno zoo, il protagonista narra il viaggio verso il Canada e il naufragio che lo interrompe improvvisamente. Pi si trova su una zattera che diventerà, nei prossimi mesi, la sua casa, il posto più pericoloso eppure l’unica salvezza del ragazzo. Senza mai abbandonare la sua fede e la speranza di venire salvato, Pi deve sopravvivere e convivere con una tigre del Bengala in una minuscola barchetta usando soltanto le conoscenze accumulate negli anni passati allo zoo del padre e i pochi oggetti presenti sulla scialuppa.

****

Ho concluso l’anno così, leggendo l’avventura di un ragazzino e una tigre persi nel Pacifico e impegnati in una lotta terribile per la vita. Anche il 2020 è iniziato con un romanzo ambientato vicino al mare, con un protagonista pronto a lottare contro chiunque si metta tra lui e la libertà di disporre di se stesso come preferisce. Un uomo duro ma giusto, umano ma non un eroe.

Ma questa è un’altra storia.

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