Libri · Recensioni

Ora e per sempre, Ray Bradbury – Recensione

La prima volta che incontrai un’opera di Bradbury fu durante le medie, quando mi venne dato da leggere Fahrenheit 451. Il libro mi piacque abbastanza, ma credo di essere stata troppo piccola in quel momento per poterlo apprezzare appieno (il che significa che presto dovrò rileggerlo con attenzione!).

La seconda volta fu nel lontaaaaano settembre 2017, quando presi in biblioteca una copia de Le Cronache Marziane. Questo secondo incontro andò molto meglio del primo: la storia mi affascinò moltissimo e ancora oggi mi ritrovo a riflettere tanto sul finale quanto sul vero significato del libro. E’ tutto una metafora sugli americani, è una storia ciclica continua tra terrestri e marziani o è solo una versione sci-fi di una colonizzazione qualunque? In ogni caso, trovo che sia un romanzo fantastico e con uno spessore filosofico non comune.

La terza volta che ho incontrato Bradbury è stata qualche giorno fa, di nuovo in biblioteca. Questa volta ho scelto, abbastanza a caso, Ora e per sempre, ovvero un volume che comprende due racconti di 80/90 pagine ciascuno, intitolati Da qualche parte suona un’orchestrina e Leviatano 99. Ed è stato amore dalla prima pagina.

Trame

Da qualche parte suona un’orchestrina

Il primo racconto di questa piccola raccolta narra la storia di un giovane giornalista di nome James che, spinto da sogni fantastici e una poesia particolarissima che non lo abbandona, prende un treno e si dirige verso la minuscola cittadina di Summerton, in Arizona. Qui si trova in un luogo incantato, sospeso nel tempo, abitato da uomini e donne misteriosamente giovani e amichevoli e conosce la bellissima Nef e il vecchio tuttofare del villaggio, Elias. James si accorge subito che manca qualcosa in quel paesino bellissimo e curato e inizia lentamente a scoprire una serie di incongruenze che lo portano a sospettare che ci sia qualcosa di strano in quel luogo. Ma l’arrivo improvviso di un suo collega, spinto fin lì per rubare un possibile scoop, costringe James a prendere una decisione immediata che porterà fine alla pace del luogo.

Leviatano 99

Ismaele, giovane terrestre nato nello spazio, e il suo amico alieno telepata Quell si imbarcano sull’enorme astronave Cetus 7. Sebbene la loro sembri essere una semplice missione di ricognizione spaziale, il capitano della nave costringe l’equipaggio a seguirlo nella sua folle vendetta personale, ovvero quella di distruggere l’enorme cometa conosciuta come Leviatano, un enorme corpo celeste che fagocita e annichilisce mondi interi, colpevole di averlo privato della vista. Nel corso di questo inseguimento di proporzione epiche, la sanità mentale del capitano, messa già in dubbio da un misterioso uomo di nome Elia prima della partenza, sembra peggiorare continuamente, al punto da non prestare aiuto o appoggio a nessuna nave incontrata durante il viaggio e obbliga l’equipaggio a scegliere da che parte schierarsi, se seguire il folle incontro a una possibile e terribile morte o ribellarsi e tornare verso la Terra.

“And Quell asked, ‘Ah, but what is nature?’

Socrates answered, sparks showering, ‘God surprising himself with odd miracles of flesh.”

Leviatano 99

Commenti

Note: in questa sezione non ho potuto evitare qualche leggero spoiler, ma senza dare troppi dettagli; spero non vi rovinino il piacere della lettura!

Questo libro è Arte, è Poesia e Bellezza, è una lettera d’amore alla vita e la letteratura. In due brevi racconti che si leggono d’un fiato, Bradbury crea immagini spettacolari, di una bellezza e purezza incredibili.

Le due vicende sono diversissime tra loro per ambientazione, logica e storia del protagonista, ma entrambi gli uomini sono alla ricerca inconscia di qualcosa, pronti a restare stupiti come bambini davanti all’amore e l’amicizia che incontrano durante il loro cammino. I due sono fari nel buio, anime pure che simbolizzano un’umanità diversa, pronta a credere e vivere per la gioia di farlo, nonostante le difficoltà o i dubbi.

Un altro protagonista fondamentale in entrambe le storie è il Tempo. Nel primo racconto l’immortalità in contrasto con le brevi vite umane crea le basi per comporre una lettera d’amore alla Letteratura, quella che tiene in vita gli scrittori oltre la loro morte fisica, elevandoli come fossero divinità minori in un pantheon in costante crescita. Nella seconda storia, la letteratura incontra lo spazio, e il tempo diventa l’arma per punire e giocare con i piccoli esseri umani che pensano di poter competere con lo spazio o una terribile divinità come se fossero eroi d’altri tempi.

Ho trovato anche altri punti in comune tra le due storie, rappresentati dai personaggi secondari, ovvero Nef, Quell, Elias ed Elia. Nef e Quell sono coloro che ancorano i protagonisti alla vita, coloro che mostrano ai due l’esistenza di qualcosa di nuovo e fantastico, un tramite tra l’umanità e il resto dell’universo attraverso l’amore e l’amicizia. Elias ed Elia, che potrebbero benissimo essere due facce della stessa medaglia, spingono i due uomini verso l’ignoto, profetizzano e accompagnano la loro crescita e ci mostrano la parte più pura delle loro anime, permettendoci di creare un legame con la parte più vulnerabile di James e Ismaele.

Ora e per sempre è un libro bello in tutti i sensi. Non solo perché crea immagini spettacolari con poche parole, come se fossero leggere pennellate di colore che in pochi istanti riescono a rappresentare immagini magnifiche, ma anche perché parla di uomini e di cose molto più grandi di loro come se descrivesse il giardino dietro casa. Con la semplicità necessaria per farsi comprendere da tutti, Bradbury riesce a disquisire di temi altissimi con delicatezza e amore per il risultato finale. Raramente ho trovato un libro così semplice e puro eppure tanto poetico e in grado di commuovere con poche frasi, senza apparente sforzo.

4 pensieri riguardo “Ora e per sempre, Ray Bradbury – Recensione

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