Libri

To all the books I DNF’ed before: cronache di libri mollati a metà

Attenzione: ci sono spoiler per alcuni dei libri nominati!

Per un bel po’ di tempo non volevo mai lasciare i libri che stavo leggendo a metà. Non mi sembrava giusto e spesso finivo con l’annoiarmi a morte sforzandomi inutilmente di concludere romanzi noiosi o brutti. Con il tempo però mi sono resa conto che non ne vale la pena: se non sono obbligata a leggere qualcosa per la scuola o un gruppo di lettura, perché perdere tempo che potrei usare per leggere qualcosa che mi piace davvero? Vero che ancora adesso ci sono casi in cui mi sforzo di finire qualcosa ma in futuro voglio essere più categorica. Bah, vedremo come vanno le cose in futuro.

Nell’ultimo anno e mezzo ho lasciato a metà nove libri. Di quei nove, cinque li ho abbandonati quest’anno. Credo che con il tempo la mia pazienza per i libri brutti sia drasticamente diminuita, con mia grande gioia.

Ma andiamo con ordine.

Il primo libro lasciato a metà in questo ultimo anno e mezzo è…

It, di Stephen King. Ci ho provato, davvero. Ho letto più di quattrocento pagine, sforzandomi di seguire la storia con interesse, ma niente da fare. La narrazione è lenta, non fa affatto paura (se ti chiami ‘Re del Terrore’ dovresti scrivere cose terrificanti no? Invece l’unica cosa spaventosa di King è il suo profilo Twitter e le cagate che posta) e i continui sbalzi tra presente e passato sono caotici. Come se non bastasse, quattro undicenni che fanno sesso nelle fogne? Grazie ma no grazie.

Il secondo libro mi ha lasciato un po’ delusa. Stevenson è un autore che mi piace, ma Il Principe Otto è noioooooooooooooooooooosooooo e non succede nulla nelle prime 80 pagine, quindi l’ho lasciato perdere. Stesso discorso vale per Amelia Peabody e il falso scarabeo, di Elizabeth Peters: le storie che avevo letto anni prima mi erano piaciute, erano divertenti e originali, e sempre ambientate nel mondo dell’archeologia e l’Antico Egitto, che adoro. Così quando mi sono resa conto di quanto fosse noioso questo romanzo ci sono rimasta male, ma non avevo intenzione di perdere altro tempo, quindi l’ho lasciato perdere.

La società degli Immortali, di Wes Craven, aveva una trama forse un po’ confusa ma interessante: prometteva cloni, scienza estremamente avanzata, e una specie di società segreta? di immortali? credo? Solo che la storia si è dimostrata noiosa e prevedibile. E non mi va di sapere come finirà un libro di circa 400 pagine quando non sono nemmeno a metà.

E con questo siamo arrivati al 2020! Il primo libro mollato quest’anno è Il Navigatore, di Morris West. Di nuovo, monotono e lento. L’idea di base, ovvero quella di un gruppo di naufraghi che devono sopravvivere in un’isola deserta è interessante, ma se la prima cosa che stabiliscono è chi va a letto con chi il resto non mi interessa abbastanza da continuare a leggere.

L’alienista di Caleb Carr sembrava molto figo, basandomi sulla trama. Dopotutto la psicologia criminale è un tema che mi affascina da sempre e la storia prometteva di narrare la nascita di quella scienza e del profiling. Solo che… Solo che le vittime sono ragazzini costretti a prostituirsi. Bambini di nove, dieci o undici anni che nel milleottocentochicazzosenefrega si prostituivano, venivano stuprati, e ora vengono uccisi e forse squartati (ho rimosso i dettagli, non ricordo né tantomeno ho voglia di controllare su internet) da un pazzo. Ci sono cose che riesco a leggere, per quanto disturbanti, ma questa no, affatto.

Un libro che avevo iniziato l’anno scorso per poi abbandonare è American Gods, di Neil Gaiman. Succedono un sacco di cose, ci sono milioni di personaggi e ad un certo punto, nonostante tutto, non mi importava nulla di nessuno di loro e mi stavo annoiando. Non chiedetemi come sia possibile, ho anche provato ad aspettare un po’ per poi riprenderlo qualche mese dopo, ma quest’anno mi sono decisa e l’ho lasciato perdere del tutto.

Poi è toccato a Le Nebbie di Avalon, di cui mi rifiuto di nominare l’autrice perché ha fatto robe orribili e non voglio darle più attenzione del necessario (se volete i dettagli, li trovate qui. Occhio però, questa è roba molto seria). Dopo aver letto circa duecento noiosissime pagine e aver sopportato una scena di sesso tra fratelli che non avevano idea della loro parentela fino alla fine del rapporto, organizzato tra l’altro dalla loro zia (che sapeva tutto fin dal principio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!checazzoooodiproblemihalagente!!!!!!), ho scoperto cosa aveva fatto l’autrice. Già da qualche giorno mi stavo chiedendo se valesse la pena continuare a leggere e dopo aver scoperto le cose di cui l’autrice è stata accusata dalla figlia, l’unica ragione per cui non ho dato fuoco al libro è perché era della biblioteca. Addio ****** ****** *******, non è stato bello conoscerti.

Il nono libro, per tornare su un terreno decisamente più facile da affrontare, è Jane e la disgrazie di Lady Scargrave, di Stephanie Barron. L’idea di base della serie è quella di prendere Jane Austen e trasformarla in una specie di investigatrice dilettante quando qualcuno del suo circolo sociale o tra amici di amici muore. Figo no? In teoria sì. Però il problema è l’esecuzione della storia. Jane è una donna giovane, single (particolare fondamentale, a quanto pare, perché lei ci ricorda di non essere sposata ogni tre frasi), intelligente (al contrario di tutte le altre ragazze sposate, che sono vanitose e pensano solo a vestiti nuovi e mariti ricchi), sempre pronta ad aiutare i suoi amici (perché lei è una brava persona che non abbandona nessuno) e via dicendo. Insomma, è una Mary Sue fatta e finita. E l’indagine, oltre a passare in secondo piano, è leeeeeeeeeenta.

Per il momento è tutto, e da una parte non vorrei dover ampliare la lista; voglio leggere cose belle!!! Dall’altra però sono sempre più decisa ad essere crudele: se una storia non mi coinvolge devo mollarla appena inizio a sentire la noia pervadermi.

2 pensieri riguardo “To all the books I DNF’ed before: cronache di libri mollati a metà

  1. Le nebbie di Avalon lo davano via gratuitamente in biblioteca e, dato che ne avevo sentito parlare bene, l’ho preso. Ho letto alcune pagine, ma mi è sembrato piuttosto noioso. Quando poi mi sono detto “Ma perché dovrei leggere questo quando esistono le leggende arturiane originali?” ho lasciato definitivamente perdere.
    Nella scena di sesso tra fratelli parli di Artù e Morgana? Perché questo c’è anche nel poema di Mallory, ma lì la sorella in questione era Morgause.

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    1. Decisamente noioso, sono d’accordo!! Sì, parlo di Artù e Morgana. Sapevo che sarebbe successo, anche nelle altre versioni che conoscevo della storia i due avevano un rapporto, ma leggerlo nei dettagli e sapere che la zia aveva orchestrato tutto è stato piuttosto orribile.

      Piace a 1 persona

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