Appunti di (ri)lettura · Libri

Appunti di (ri)lettura: Il Trono di Spade, vol. 1

Nel lontano Halloween del 2014, mentre ero a Madrid con i miei genitori e mio fratello, comprai il primo libro de Il trono di Spade, in spagnolo Juego de Tronos. Me ne innamorai subito: i personaggi erano fantastici, sia i bravi che i cattivi sono affascinanti e carismatici e la trama è complessa e intrigante. Nonostante non conoscessi tutte le parole e le espressioni usate, riuscii a divorare quattro romanzi di oltre 650 pagine in relativamente poco tempo, al punto che alla fine dell’anno scolastico mi restava solo il quinto libro da leggere. Ma costava troppo, intorno ai 32€, e per qualche anno abbandonai la serie. Poi trovai una libreria qui a Torino che mi fece arrivare il quinto romanzo dalla Spagna in tre giorni e ne approfittai subito. A quel punto però avevo già accumulato un sacco di altri libri da leggere e non ricordavo cosa fosse successo ai personaggi, perciò Danza de Dragones è rimasto intoccato nella mia libreria da allora.

Tre giorni fa però mi è venuta voglia di leggerlo, all’improvviso. E dato che per arrivare al quinto libro devo leggere tutti gli altri prima, ho deciso così di rileggere tutta la serie. Per ora ho finito il primo volume de Juego de Tronos e mi sono venute in mente una serie di cose che penso possano essere interessanti spunti di discussione.

Due piccole note prima di iniziare: 1. ci saranno spoiler un po’ ovunque; 2. dato che sto rileggendo i libri, so già cosa succede fino al quarto nell’edizione spagnola, che corrisponde a L’ombra della profezia nell’edizione italiana in 12 volumi o a Il banchetto dei corvi in quella da 4.

Iniziamo dalle età dei protagonisti, soprattutto i più piccoli. I giovani Stark, Daenerys, Loras Tyrell, Joffrey e sorelle, tutti quanti sono bambini!!! Dany si sposa a 13 anni con Drogo, che ne ha più o meno 30, e resta incinta a 14; Jon e Robb ne hanno 14, Arya 9, Loras tipo 16 o 18, Joffrey 12. Sono tutti piccolissimi e mi fa un certo effetto immaginarmi dei bambini (!!!!!) che si comportano come degli adulti, che lottano e uccidono e si sposano e fanno sesso (argh). So che nel periodo storico e nel contesto in cui è ambientato il libro ha senso che siano così giovani e già costretti a vivere come se avessero almeno il doppio dei loro anni, ma è strano, e ho deciso di ignorare qualunque menzione delle loro età. Me li immagino come nella serie, dove tutti hanno quattro o cinque anni in più, e pace all’anima mia.

La seconda cosa che ho notato ha a che fare con Viserys, il fratello maggiore di Dany. In parole povere, Viserys è un credulone cretino e violento. Picchia la sorella e la usa come merce di scambio per ottenere un’esercito da Drogo, ma si fa abbindolare dalle belle parole del mercante Illyrio: si atteggia tanto, ”io sono il vero Re”, blah blah blah, poi però il mercante lo prende chiaramente per il culo e gli ride in faccia e quell’idiota nemmeno se ne accorge.

Catelyn non mi piace, per ora. So che cambierà con il tempo, ma all’inizio è fredda, tratta di merda Jon, come se essere nato bastardo fosse colpa sua ed è una piagnona almeno fino a quando Bran e lei vengono attaccati. Dopo inizia lentamente a diventare più interessante, prende in mano la sua vita e quello che accade intorno a lei e alla sua famiglia, ma continua a non essere la mia preferita.

Joffrey è un coglione, ma lo sappiamo tutti. L’unico motivo per cui la gente gli presta attenzione e ride alle sue battute è perché è il figlio di Cersei.

Sansa, come Cat, nella prima parte della storia è insopportabile. Tratta male Jon e Arya, si comporta da principessina superiore a tutti (tranne la famiglia reale, perché lei è una dama e sa come comportarsi in società e blah blah blah) e il suo unico scopo è quello di conquistare il suo principe azzurro Joffrey. Non vedo l’ora che inizi a cambiare e si trasformi nella donna adulta e forte che adoriamo.

Non ricordo come Tyrion si liberi dall’accusa di aver mandato un assassino a uccidere Bran ma so che succederà; nonostante quello, sono preoccupata per lui, perché è un personaggio che mi piace molto.

Robert Baratheon è un cretino. Sa perfettamente che Ned non è il tipo da appoggiarlo in tutto e per tutto, anzi; dovrebbe conoscere il suo amico abbastanza da essere consapevole del fatto che non approverebbe mai decisioni contrarie al suo onore come uccidere donne e bambini o organizzare tornei costosissimi quanto il regno è in debito con tutti, ma si incazza quanto il suo amico gli da contro. Voleva una nuova Mano, chiede al suo migliore amico di dirgli la verità e trattarlo alla pari, ma quando questo succede si comporta come Joffrey quando qualcuno non ride alle sue battute coglione. Non solo non è più l’uomo che Ned conosceva al momento di conquistare il trono, ma è diventato una caricatura di una caricatura, una specie di enorme marionetta manipolabile da chiunque sappia come farlo.

L’ultima cosa che ho notato è come la magia venga sempre dall’est. Mi spiego meglio: ogni volta che si parla delle terre al di là del mare, le terre ancora più a est di dove si trova Daenerys, tutti parlano di creature leggendarie, magie e stregoni, forse addirittura draghi ancora vivi. Pensandoci su mi è venuto in mente che anche ne Il Priorato dell’Albero delle Arance la parte ad est dell’Abisso, il mare che divide il mondo a metà, formata dall’Impero dei Dodici Laghi, Seiki e terre limitrofe, è la parte del mondo in cui i draghi esistono. Vero, la magia in questo caso viene dal sud, ma i draghi sono a est. E’ un po’ come se la nostra visione del mondo, nel quale l’Oriente è la parte più magica, quella con leggendari draghi e guerrieri immortali, regni ricchissimi nascosti nelle montagne, tesori immensi e mostri marini, venga costantemente riflessa nei libri di autori occidentali. O almeno, quanto io penso alle leggende dell’Oriente penso ai draghi giapponesi, l’Esercito di Terracotta, la Muraglia cinese e Gengis Khan, il pantheon Indiano, lo Sri Lanka che potrebbe essere il paradiso terrestre, i samurai e i maghi, tutte storie e persone che ricreano un’atmosfera magica che spesso vedo riflessa nei libri, sempre nelle terre ad est.

Per il momento è tutto, ora posto l’articolo e poi mi immergo subito nella lettura del secondo volume. See you soon!!

3 pensieri riguardo “Appunti di (ri)lettura: Il Trono di Spade, vol. 1

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