Libri · Recensioni

Un’estate con la Strega dell’Ovest, Kaho Nashiki – Recensione

Qualche giorno fa sono andata a trovare mia nonna, e, mentre tornavo a casa, ho allungato la strada di un paio di centinaia di metri per passare vicino a una libreria. Con mia enorme sorpresa, il negozio era aperto. Mi ci sono fiondata subito e, per la prima volta in tre mesi, ho comprato dei libri nuovi per poi tornare a casa saltellando dalla felicità. Uno di quei tre romanzi l’ho letto quasi subito ed è quello di cui vi voglio parlare oggi, ovvero Un’estate con la Strega dell’Ovest. Il libro è diviso in una novella e tre racconti attorno alle figure di Mai, una tredicenne giapponese, e la sua nonna materna di origini inglesi.

Romanzo

La prima parte del libro, il romanzo vero e proprio, inizia con la morte della nonna, la Strega del titolo. Da quel punto Mai, mentre viaggia con la madre verso la casa della nonna, inizia a ricordare l’estate di un paio di anni prima, durante la quale aveva passato qualche settimana con lei nei boschi delle montagne giapponesi. Mentre lavorano nel piccolo orto/giardino e discutono di temi quali la morte e l’anima, Mai si convince che la nonna è una strega e le chiede di aiutarla a diventare come lei. La signora inizia così a darle i consigli che lei reputa necessari, rendendo ancora più forte e unico il loro legame.

Racconti

I tre racconti, scritti anni dopo il romanzo, si concentrano su Blackie, il cane della nonna, un pomeriggio nel quale Mai e la nonna erano insieme anni prima della famosa estate e infine un breve brano narrato dalla nonna stessa mentre ricorda la figlia e la nipote.

Commenti

La prima cosa che ho notato è lo stile spezzettato dell’autrice. Un’estate con la Strega dell’Ovest è il primo libro di Kaho Nashiki e si vede, soprattutto nella scelta della costruzione grammaticale e nei dialoghi. Non sono un’esperta di scrittura, ma iniziare una nuova frase ogni sei parole e un nuovo paragrafo ogni tre righe interrompe il ritmo di lettura e rende difficile immergersi nella storia. I dialoghi invece risultano a volte un po’ eccessivi, continuando con scambi che potrebbero benissimo venire narrati dall’esterno in poche parole senza togliere nulla dalla storia. I tre racconti non presentano gli stessi problemi, segno che lo stile dell’autrice è maturato e migliorato nel tempo, cosa di cui mi rallegro molto. L’originalità della storia, la delicatezza delle immagini e i discorsi affrontati sono infatti estremamente belli e meritano di essere letti, nonostante sia un pochino difficile entrare nel ritmo del libro.

Altro particolare strano è la struttura stessa del romanzo: inizia con l’annuncio della morte della Strega e senza nessun tipo di interruzione la storia continua con il lungo flashback che è diviso in vari capitoli; il lungo ricordo di Mai finisce di nuovo in modo un po’ improvviso per tornare nel presente. Io avrei diviso la storia in modo più chiaro: un prologo per iniziare, nel quale ci viene detto che la nonna è morta, una serie di capitoli per descrivere la famosa estate e infine un epilogo per il presente.

Nonostante il ritmo spezzettato e la struttura strana, consiglio questo libro a tutti per una serie di motivi. Il primo è l’originalità: la storia è relativamente semplice, ovvero una ragazzina che passa del tempo con la nonna, ma tutti gli altri dettagli rendono questo particolare legame unico e bellissimo. Non è tutto rose e fiori, ma i due personaggi principali sono due donne diverse, separate dall’età e le esperienze di vita che riescono a conoscersi e condividere tanto in un periodo di tempo relativamente breve e lo fanno attraverso un percorso di crescita molto interessante e originale.

Il secondo motivo per cui dovreste dedicare qualche ora a questo libro sono le descrizioni della natura. Non ci sono indicazioni geografiche sul luogo nel quale si svolge l’azione, ma sappiamo che la casetta della nonna si trova vicino a un bosco nelle montagne del Giappone, in un luogo magico pieno di piante e fiori che vengono descritti in modo tanto chiaro che è possibile immaginare la bellezza del posto con pochissimo sforzo.

L’ultima ragione sono i temi affrontati. Mai è giovanissima, sta affrontando un momento duro a scuola e ha milioni di domande; la nonna riesce, con molta delicatezza e intuizione, a parlare con lei di tutto, dalla morte di una persona amata, ma anche l’idea del morire in sé, all’esistenza dell’anima, la solitudine e la crescita. Con tono leggero ma non per questo troppo infantile, la scrittrice affronta temi importanti per tutti in modo chiaro e comprensibile e che io reputo adatto a lettrici e lettori di tutte le età.

Se avete un po’ di tempo e 9.90€ (avete presente le offerte della Feltrinelli che permettono di scegliere due titoli tra 50 e pagare in totale 9.90€? Per ora, Un’estate con la Strega dell’Ovest fa parte di questa promozione), vi consiglio di approfittarne e comprare questo romanzo. Ci vorranno un paio di pagine prima di ingranare con la lettura ma vi assicuro che ne varrà la pena.

9 pensieri riguardo “Un’estate con la Strega dell’Ovest, Kaho Nashiki – Recensione

  1. Anche secondo me in ogni romanzo i dialoghi andrebbero limitati al minimo, e fatti durare soltanto lo spazio di poche battute; se invece un dialogo va avanti troppo a lungo, a quel punto non si riesce più a distinguere con chiarezza chi sta parlando, e quindi sarà necessario fermarsi di continuo per capire se quella battuta la sta pronunciando il personaggio X o il personaggio Y.
    Sono d’accordo anche sul fatto che sia possibile instaurare uno splendido rapporto anche tra persone anagraficamente molto diverse. E questo non soltanto quando c’è un legame di sangue: ad esempio, uno dei miei amici più cari potrebbe essere mio nonno, ma tra di noi c’è un’affinità e una sintonia che ho sperimentato raramente con persone della mia età. Penso che sia la comunanza di interessi e di valori a far sì che si crei o meno un legame così bello, l’età influisce molto meno di quel che si pensa. Questo nell’amicizia chiaramente: nei rapporti di coppia la situazione è diversa, perché lì la fisicità ha un ruolo più importante e quindi troppi anni di differenza possono essere un problema serio.

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    1. I dialoghi sono decisamente complicati da scrivere, immagino, ma spesso sembra che gli autori si facciano prendere un po’ la mano…. Meglio qualche battuta diretta e basta!
      Condivido la tua opinione sulla differenza d’età, se ci sono delle passioni in comune e sintonia gli anni di differenza possono passare in secondo piano senza problemi.

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      1. Mi fa molto piacere che siamo sulla stessa lunghezza d’onda. E mi fa ancora più piacere che la nostra sintonia sia rimasta intatta nonostante settimane di silenzio da parte mia! 🙂 Grazie per la risposta! 🙂

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      2. Perdonami, ma sono fatto così: piuttosto che lasciare un commento insulso, preferisco stare zitto. Il guaio è che talvolta passano delle intere settimane senza che mi venga l’ispirazione per fare un commento significativo, e quindi alcuni miei amici bloggers si sentono trascurati. Tu per fortuna hai mostrato un atteggiamento più comprensivo, e te ne sono molto grato! 🙂

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      3. Mi sembra un’ottimo motivo per non dire nulla, come dici tu un commento sentito e sincero vale più di uno vuoto. Prenditi pure tutte le pause necessarie!! 🙂

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