Libri

Dieci scrittrici/scrittori di gialli/thriller in cerca di lettori | CrimeWeek Day 4

1- Agatha Christie

Partiamo dalla regina dei gialli. Ciò che più mi colpirlsce della Christie è la sua capacità di partire da una struttura vista e rivista (quella della stanza chiusa, sebbene in questo caso utilizzi il termine in senso più ampio): l’azione di svolge in un luogo determinato, con personaggi che conosciamo dal principio e seguiamo i protagonisti mentre fanno lavorare le cellulite grigie per cercare la soluzione del mistero. Insomma, non compaiono sconosciuto all’improvviso, niente viaggi in capo al mondo alla ricerca di prove misteriose per poi tornare a Londra in giornata, nulla di tutto ciò. Non importa dove siano ambientati i romanzi, se in Inghilterra, nei Caraibi o in Egitto, l’azione si svolge in quel luogo. E va benissimo così, perché ciò che rende unica la Christie è la sua impressionante capacità di rendere ogni volta diversa una storia relativamente semplice. Forse il segreto sta nella costruzione dei personaggi, uno più originale dell’altro, figure in grado di trasformare anche le storie più normali in avventure uniche; quello che so per certo è che non mi stancherò mai di leggere i suoi romanzi.

2- Natsuo Kirino

Cambiamo continente e secolo e parliamo di una delle mie ultime scoperte (più o meno), ovvero miss Kirino, autrice di Quattro casalinghe di Tokyo, Grotesque, Una storia crudele e molto altro. La Kirino affronta temi durissimi, non adatti a tutti. Al contrario della Christie, questa scrittrice costruisce le proprie storie in modi sempre nuovi, a volte partendo dall’inizio dell’azione, altre volte con flashbacks e salti di anni interi. I suoi romanzi sono ambientati in Giappone, con personaggi spesso procedenti dalle classi povere della società come lavoratrici di fabbriche notturne, prostitute, strozzini e gente simile. I crimini descritti sono molto dettagliati e molto pesanti, dagli abusi sui minori fino allo stupro e omicidio (e squartamento di cadavere per eliminare le prove). Insomma, decisamtne non adatta a tutti. Ma se non vi lasciate spaventare facilmente, datele una chance: potreste scoprire il vostro prossimo libro preferito proprio tra i suoi.

3- Dan Brown

In seconda media, durante una visita alla biblioteca con la mia classe, il mio prof, che conosceva la mia passione per i gialli, mi diede due libri che pensava potessi apprezzare: di uno vene parlerò dopo, ora voglio concentrarmi sul secondo. Si trattava de Il codice da Vinci, di Dan Brown. Arrivai a casa, lo aprii… E non riuscii lasciarlo fino allora di cena, momento in cui lo finii. Non riuscivo a fermarmi. E il “fenomeno” sembra ripetersi ogni volta che leggo uno dei suoi romanzi. Il motivo è presto detto: adoro i thriller pieni di azione, in cui ci sono continui colpi di scena, misteri da risolvere, gente cattiva e magari poliziotti da cui scappare, assassini misteriosi, rompicapi antichissimi e magari il mondo intero da salvare da minacce di proporzioni più o meno colossali. Allo stesso tempo, non tutti gli scrittori di questo genere mi catturano come Brown, anzi; credo sia l’unico ad aver ottenuto questo risultato, il resto dei libri di questo tipo mi sembrano esagerati e noiosi.

4- Sir Arthur Conan Doyle

Non posso non parlare di colui che inventò il detective privato per eccellenza: Sherlock Holmes è e rimarrà uno dei personaggi più indimenticabili e apprezzato della letteratura. E con ragione: le sue avventure sono originalissime, le sue deduzioni fantastiche da leggere; Watson è una “spalla” meravigliosa e Moriarty un fantastico antagonista. Capisco benissimo la società dell’epoca, che i pazzi per il dolore in seguito alla morte di Sherlock, al punto da bullizzare Doyle al punto da resuscitare la sua creazione più odiata. Probabilmente avrei fatto lo stesso…

5- Ellis Peters

Fratello Cadfael è uno dei miei personaggi preferiti di tutti i generi e i tempi. Anche l’ispettore Felse, altra creazione nata dalla penna della Peters, è un poliziotto con i fiocchi; i libri di entrambe le saghe sono intelligenti, con personaggi ben costruiti e casi da risolvere ancora meglio progettati. Non riesco proprio a capire perché questi romanzi non siano molto più conosciuti, perché hanno tutto ciò che si può chiedere a due serie gialle: protagonisti buoni e pronti a tutto pur di scoprire la verità, delitti originali e trame ottime, stile scorrevole, ambientazione rurale (per l’ispettore Felse) oppure storica per fratello Cadfael, con tanto di guerre civili e conflitti religiosi. Insomma, c’è tutto ciò che un appassionato di polizieschi può cercare.

6- Alice Basso

I cinque romanzi gialli della Basso hanno probabilmente la mia protagonista preferita, amata anche da entrambi i miei genitori. Si tratta di Vani Sarca, ghostwriter a tempo pieno e collaboratrice della polizia a tempo perso (più o meno). Attorno a lei si crea una familia meravigliosa, formata da bambine, signore anziane, scrittori e poliziotti che la donna incontra durante le sue avventure, che uniscono sempre la letteratura con delitti di varia natura. Sono libri divertenti, che catturano il lettore dalla prima frase, abbastanza leggeri da poter essere letti e apprezzato da tutti ma non per questo meno ‘gialli’ di molti tri. In più, sono ambientati nella città italiana più fuga di tutte, ovvero la mia adorata Torino: meglio di così non se ne trovano.

7- Ellery Queen

Il secondo libro che mi diede il mio prof quel fatidico giorno in biblioteca fu una raccolta di racconti di Ellery Queen, intitolato Le falene assassinate. Anche lì fu amore a prima vista: rimasi subito catturata dalle atmosfere semplici dei casi, ma soprattutto da Ellery stesso, un investigatore intelligentissimo e molto umano. Ciò che più apprezzo delle sue storie però è il modo in cui ogni dettaglio necessario alla soluzione del caso venga presentato al lettore in modo esplicito, così che i più attenti possano risolvere da soli il mistero prima della fine. Il motivo di questa chiarezza risiede nell’origine delle storie di Ellery Queen, che venivano lette alla radio in modo che gli ascoltatori potessero risolvere il caso mentre lo sentivano, in tempo reale. Nel passaggio dalle onde radio alla carta questa tradizione è rimasta, con un risultati molto interessanti e mai noiosi.

8- Don Winslow

Ammetto fin da subito di non aver letto nemmeno la metà dei suoiibri, ma mi bastano i pochi libri letti per sapere che Winslow è tra i miei preferiti. La sue storie sono più di azione, legate spesso alla malavita italoamericana o al traffico di stupefacenti, che non gialli veri e propri, ma lo inserisco comunque perché, sebbene spesso racconti le storie di coloro che sono dalla parte sbagliata della legge, il conflitto tra i protagonisti e le forze dell’ordine/esercito è dipinto sempre con toni estremamente accattivanti. Non importa se il protagonista sia un buono o un cattivo, il lettore segue sue azioni nel bene e nel male, durante delitti, fughe, guerre tra bande, vendette sanguinose e sparatorie. Se dovessi definire i suoi romanzi in tre parole, direi sesso droga e rock n roll: sta a voi decidere se leggere le avventure di spacciatori e assassini al soldo della mafia sono di vostro interesse o meno. Io, da parte mia, ve le consiglio caldamente.

9- Andrea Camilleri

Torniamo in Italia per un altro autore che non conosco al punto da potermi definire un’esperta ma di cui ho letto abbastanza da poter trovare almeno tre categorie diverse di storie. La prima, e probabilmente più famosa, è quella del commissario Montalbano: avventure polizieschi ambientate in Sicilia, belle per la loro semplicità e genuinità; la seconda categoria raccoglie romanzi brevi, con personaggi sempre diversi, gente comune con vite normali che però vengono travolte nel momento in cui vecchi segreti vengono a galla oppure certe perversioni vengono rese note, o ancora antichi conflitti vengono portati alla luce del sole, facendo precipitare i protagonisti in spirali verso la perdita di controllo e il delitto. La terza categoria al momento comprende solo La scomparsa di Patò, romanzo composto da articoli di giornale, rapporti di polizia e lettere che descrivono l’indagine che segue la sparizione di Patò durante una rappresentazione sacra nel suo paesino siciliano. È un libro geniale, diverte e con un messaggio finale molto più politico e sagace di quanto mi aspettassi. Merita davvero!

10- Stieg Larsson


Anche qui ammetto di aver letto solo un libro di questo autore, ma è bastato: Uomini che odiano le donne è stato la una lettura magnifica, all’altezza delle mie aspettative e forse addirittura oltre ad esse. Lo stile semplice e diretto mi ha catturata subito, facendomi divorare il romanzo in pochissimo tempo. Lizbeth e Micheal sono due personaggi che si complementando a vicenda, una squadra perfetta per risolvere un caso aparentemente impossibile. L’atmosfera della Svezia è una cornice affascinante attorno a un caso costruito fin nei minimo dettagli, con una galleria di personaggi indimenticabili. Non vedo l’ora di continuare la serie e sono sicura che non ne resterò delusa.

6 pensieri riguardo “Dieci scrittrici/scrittori di gialli/thriller in cerca di lettori | CrimeWeek Day 4

  1. Io probabilmente preferisco la detective story, il giallo “classico”, a quello più thriller. Ho letto solo alcuni di questi autori… Doyle è forse il più “completo”, con Sherlock Holmes mescola vari tipi di giallo/noir/thriller, ecc.. Christie è quella con le trame più ingegnose, anche se talvolta sono un po’ surreali (tipo “Dieci piccoli indiani” e “Assassinio sull’Orient Express”: bellissimi, ma… parliamone, dai. 😁)
    Dan Brown è un po’ troppo “americanata” per i miei gusti, ma ha il merito (o demerito) di aver lanciato il sotto-genere del thriller storico. C’è da dire che però scopiazza un po’ troppo teorie altrui spacciandole implicitamente per sue idee, anche se la colpa è anche dei lettori…

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    1. Sono completamente d’accordo su Doyle e la Christie e capisco benissimo la tua critica a Dan Brown. Dal canto mio però è uno scrittore che mi piace molto perché le trame mi catturano fin da subito, nonostante la chiara esageratezza. Insomma, una bomba di antimateria al Vaticano che viene fatta esplodere su un elicottero con il pilota che sopravvive alla caduta è del tutto assurdo, eppure mi piace un sacco! La cosa strana è che con altri autori altrettanto esagerati (James Rollins, uno tra tutti) non riesco nemmeno a finire i loro romanzi. Chissà perché. 😁🤔

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