Libri

Non leggo abbastanza autrici/autori e libri LGBTQ+ | #PrideMonth 🏳️‍🌈

A casa ho moltissimi libri che voglio leggere prima di comprarne altri, altrimenti nel giro di pochi mesi ne avrò talmente tanti che non riuscirò più a muovermi per il mio appartamento. La maggior parte di essi sono volumi ereditati dai miei nonni o classici che ho comprato negli ultimi anni, tutte cose che mi interessano e che prima o poi voglio leggere. Se però analizzo questa pila di romanzi con un occhio critico, ci sono un paio di cose che saltano subito agli occhi: primo, la maggior parte dei libri sono scritti da uomini bianchi; secondo, sono praticamente tutti su coppie etero, anche nei casi in cui l’amore o la parte romantica sono solo una frazione minuscola della storia.

Non c’è nulla di male in quei libri in particolare, come ho già detto sono romanzi che voglio davvero leggere, ma allo stesso tempo voglio ampliare i miei orizzonti letterari e prestare maggior attenzione a autrici/autori appartenenti alla comunità LGBTQ+ (così come scrittrici/scrittori di colore. La diversità nella letteratura, checché ne dica Stephen King, è fondamentale, e voglio migliorare anche sotto questo aspetto.).

Ciò che fino ad adesso mi ha un po’ spaventato è la natura di tali storie: in moltissimi casi le vite descritte in questi libri sono tragiche e dolorose e spesso presentano numerose scene di omofobia e transfobia anche piuttosto violenta. So che questa è purtroppo la realtà che la maggior parte delle persone come me ha dovuto affrontare, soprattutto in passato, perciò è normale che questi temi vengano trattati nei libri e parlarne per evitare che la storia si ripeta è fondamentale. Allo stesso tempo però ogni volta che leggo qualcosa del genere, o mi intristisco e resto sul bordo delle lacrime per giorni, oppure mi incazzo a morte e vorrei solo poter tornare indietro nel tempo e uccidere un po’ di gente senza conseguenze.

Nessuna delle due reazioni è molto sana, quindi fino ad adesso ho preferito lasciare da parte libri potenzialmente pesanti e comprare e leggere solo volumi sui quali ho la certezza quasi assoluta che non mi distruggeranno a livello emotivo. Inoltre ho la scusa perfetta per poter far finta di nulla: ho talmente tanti libri da leggere che per ora non posso comprarne altri/prenderli in prestito in biblioteca. Per carità, non è una bugia, ne ho davvero molti che voglio far fuori il prima possibile, ma è anche vero che ho tutta la vita per farlo.

E’ una scelta giusta tralasciare un’intera fascia della letteratura solo perché mi spaventa la mia possibile reazione? Non credo. Da una parte ignoro deliberatamente la mia stessa gente per paura di piangere un po’, dall’altra cerco di proteggermi. Solo che non sono più una bambina, non posso continuare a evitare ciò che non mi rende felice e far finta che non esista. In più, sono convinta al 110% che così facendo mi perdo storie strazianti ma bellissime, storie che potrebbero diventare i miei nuovi libri preferiti, se solo mi spingessi fuori dalla mia zona di comfort letterario.

Cosa posso fare quindi per ampliare i miei orizzonti?

Un primo passo potrebbe essere quello di cercare di leggere ogni mese almeno uno o due libri LGBTQ+, meglio se scritti da gente che fa parte della comunità, iniziando magari da storie più leggere per abituarmi un po’ per volta ed essere così in grado di leggere di tutto tra qualche tempo (tranne Una vita come tante. Quello è troppo, non credo riuscirò mai a leggerlo.).

Secondo passo, parlare delle mie emozioni. Non importa se con i miei, con la mia meravigliosa psicologa o qui sul blog, devo imparare a dire ciò che provo, soprattutto quando i sentimenti sono negativi e troppo pesanti per poterli affrontare da sola. Non c’è nulla di male nell’aprirsi con gli altri e devo sfruttare più spesso questa piattaforma per farlo. Quindi, se leggendo un libro trovo scene che mi feriscono o provo emozioni molto forti, siano esse positive o negative, devo imparare a incanalarle in discorsi coerenti e trasmetterli a qualcuno che mi ascolti o mi legga, in modo da avere un confronto sano su quello che provo.

Il che significa rimboccarmi le maniche, leggere anche cose scomode, recensirle e parlarne con chiunque presti un minimo di attenzione.

Per il momento è tutto, ci vediamo alla prossima autocritica (si spera) costruttiva!

PS: se avete libri/scrittrici/scrittori LGBTQ+ da consigliarmi fatevi avanti, mi segno tutto e prima o poi leggerò ogni singolo romanzo, promesso!

14 pensieri riguardo “Non leggo abbastanza autrici/autori e libri LGBTQ+ | #PrideMonth 🏳️‍🌈

  1. Sono totalmente ignorante in materia. Credo di aver letto qualcosa con personaggi non etero, ma non ricordo di che si trattasse. Mi piacerebbe approfondire un po’ l’argomento, ma ci sono un paio di fattori che mi frenano (diversi dai tuoi, ovviamente). Il primo è che generalmente un libro di tale tipo non è un libro CON non-etero, ma SUI non-etero. Il ché implica sostanzialmente che è un romance o che perlomeno la componente “sessuale” è rilevante. A me i romance fanno abbastanza ribrezzo, li trovo “ruffiani” verso il lettore e molto banali. C’è da dire che, forse, una storia non-etero avrebbe elementi di diversità che potrebbero rendermela più gradevole. [Estendendo la questione, a me i libri con gli amoreggiamenti vari non piacciono, anzi mi infastidisce quando in un romanzo non romance viene inserita una storia d’amore evitabile; parlando di quelli con personaggi etero, non è vero che se ci sono due protagonisti – una donna e un uomo – al 90% fanno sesso entro la fine del libro? È banale e ripetitivo.]
    Il secondo motivo è che mi pare molti autori, forse per accattivarsi il pubblico, calchino troppo la mano sull’essere non-etero. Quand’è che i non-etero verranno trattati da personaggi “normali”? Sembra che si voglia zoomare sulla loro vita sessuale neanche fossero specie animali da studiare. Non so se è troppo presto perché etero e non-etero siano trattati alla pari nei libri o se magari questo focus viene usato per sensibilizzare sui disagi che la comunità LGBTQ+ vive. Forse dovrei fare un distinguo tra opere che vogliono fare appunto sensibilizzazione e fiction generica che usa il LGBTQ+ come specchietto per attrarre.

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    1. Si nota molto che a me di chi si portino a letto i personaggi non importa nulla? 😅
      A meno che non sia proprio strettamente indispensabile per la trama. Tipo X è attratto da Y e non si accorge che Y è il serial killer a cui sta dando la caccia, perché è rincitrullito dagli ormoni.

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      1. Ma no, è un poema epico. In pratica in uno dei “capitoli” c’è questo Ila che è bello e delle ninfe lo rapiscono perché è bello, ma Ercole lo ama perché è bello e quindi abbandona gli argonauti per cercarlo. È solo una parte minuscola dell’opera. Ora che ci penso, è un’opera in cui la bisessualità è trattata con naturalezza e “normalità”. Parliamo di 2300 anni fa. 😁

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    2. Ottima riflessione. Anche a me danno fastidio le storie d’amore forzate, siano esse etero o no. Quello che voglio è concentrarmi su romanzi che parlino di persone non etero perché voglio conoscere le loro storie, che possono essere viaggi di scoperta personali con o senza sesso, lotte con la società, giovani uomini o donne che cercano di conoscersi e accettare lati della loro personalità che non vedono nel loro ambiente sociale e via dicendo. Per carità, un romance ben fatto ogni tanto lo leggo pure, ma non è quello che sto cercando. Sesso o non sesso non mi importa, se voglio leggere qualcosa del genere so esattamente dove andare a cercarla. È anche vero che molte persone parlano della comunità LGBTQ+ perché vedono un vantaggio nel farlo, cosa che trovo orribile (basti pensare a tutti i libri Young Adult su coppie gay scritti da donne etero che sembra lo facciano solo per esternare una qualche fantasia sessuale loro). È una forma di sfruttamento anche quella, sebbene più sottile di molte altre. In quando allo sfruttare l’essere non etero, credo che per ora sia necessario: sbattere in faccia a certe persone le proprie differenze è un modo di dichiarare ‘anche io esisto, e non sono la sola/il solo. Prestatemi attenzione perché il mondo sta cambiando e sempre più gente si riconoscerà in qualcuno come me, che vi piaccia o meno’. E non ho nessun problema a riguardo, pur capendo benissimo che possa risultare controproducente al voler ottenere una parità completa. Fino a quel momento però urlare ai quattro venti la propria identità e sessualità per farsi sentire non è una cosa sbagliata, secondo me.

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  2. Non sono per nulla esperta neanche io. Ho il sospetto di aver letto in passato romanzi in cui qualche personaggio era non-etero, ma al momento non mi vengono in mente e comunque erano sempre più di contorno. Però ti posso consigliare quello che ho letto giusto tre mesi fa: “Un uomo solo” (di cui vorrei anche riuscire a parlare sul blog).
    È il resoconto di una giornata di un professore universitario rimasto per l’appunto solo dalla morte del compagno.
    Non so se rientra esattamente in quello che stai cercando, e non si può definire una storia allegra, ma ci ho trovato riflessioni bellissime e sono stata conquistata dallo stile di scrittura.

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