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Se potessi riscrivere 2001: Odissea nello Spazio ci sarebbe molto più sangue, tensione e filosofia – SPOILER!!

Ho già accennato nella mia recensione di aver avuto due teorie su una possibile conclusione della storia e come invece il finale ufficiale mi abbia lasciato perplessa e delusa, e oggi voglio concentrarmi sul perché. Partiamo dalla fine: dopo aver raggiunto Giapeto, uno dei satelliti di Saturno, David Bowman trova una specie di obelisco gigante che lo conduce dall’altra parte dell’universo, o qualcosa di simile, dove viene… manipolato e trasformato in se stesso bambino ma super potente??? O qualcosa del genere?? E poi decide di tornare verso la Terra e distrugge l’umanità perché può farlo?????? Non lo so, non ho capito quasi nulla.

Non ha senso: all’improvviso viene detto che lui è il migliore degli umani senza motivo, dato che non ha nulla di speciale, poi diventa un bambino con poteri da dio ma è sempre se stesso (credo) e poi decide di uccidere l’umanità sebbene lo scopo della sua nuova razza sia quello di permettere al resto delle creature di tutte le galassie di migliorarsi. Non si capisce un beneamato cazzo.

Perciò, se potessi riscrivere il libro a partire dalla seconda metà seguirei una delle mie due teorie. Partiamo dalla prima, quella che mi piace meno (ma comunque di più della versione ufficiale).

Una volta che Bowman scopre che Hal, il calcolatore/intelligenza artificiale di bordo sta facendo quello che vuole, ci viene detto che Hal è controllato dagli alieni che hanno messo gli obelischi sulla Terra e sulla Luna. Costoro usano Hal per farsi portare Bowman e gli altri astronauti che iniziano a usare come cavie per esperimenti o qualcosa di simile. A questo punto, la storia potrebbe finire qui o continuare con la lotta disperata dei cinque (o quattro, se lasciamo morire Frank come succede nel romanzo) che devono cercare di scappare dalle loro grinfie e magari tornare a casa, o che finirebbero persi per sempre/uccisi nello Spazio. Oppure potremmo vedere come gli alieni usino gli umani per un altro motivo magari anche crudele, che potrebbe essere per cercare una qualche cura a una malattia misteriosa, per intrattenimento tipo gladiatori galattici, come animali domestici o come futuri coloni di pianeti per loro inabitabili, che ne so. Invece no, ci becchiamo un bambino capriccioso che non vedremo più dopo due pagine. In questo primo caso, l’antagonista sarebbe la razza aliena e l’uomo sarebbe costretto a lottare per la sopravvivenza. Sarebbe figo anche il contrario, ovvero se dopo tutti gli esperimenti a scapito degli umani si scoprisse che in realtà i cattivi sono loro e che il loro stile di vita sta distruggendo la Terra che viene vendicata da questi alieni…

Non sarebbe un finale felice, ma non sempre è necessario un happy ending, e credo che sarebbe stato molto più interessante vedere una lotta ad armi quasi pari tra cinque umani intelligenti e una razza di alieni più avanzati tecnologicamente. E se proseguiamo secondo la storyline nella quale gli umani sono i cattivi, potremmo avere un ottimo libro di filosofia ed ecologia che analizza i danni che stiamo arrecando al nostro pianeta e magari potrebbe suggerire come ridurre il nostro impatto.

Se invece scegliessimo la mia seconda teoria, quella che preferisco, la storia andrebbe in una direzione completamente diversa. Partiamo sempre dallo stesso punto: Hal inizia a ”impazzire”, causa la morte di Frank Poole e gli altri scienziati ibernati e cerca, senza successo, di fare lo stesso con Bowman, che si rivela abbastanza intelligente da sopravvivere, invece di avere solo una botta di culo come succede nel libro. Dave è ora l’unico umano sull’astronave, a milioni di chilometri dalla Terra e senza comunicazioni. Non può uscire dalla nave perché Hal non lo farebbe rientrare, non può scollegare il computer (o magari ci prova ma scopre che è tutto inutile, Hal resta in pieno controllo), ha una scorta limitata di cibo e aria ed è completamente solo. Deve trovare un modo per salvarsi la vita e tornare a casa, e a questo punto inizia una guerra di nervi e per la sopravvivenza tra lui e Hal.

Non ho idea di come possa succedere, in qualche modo i due riescono a tenersi testa fino a quando 1. arrivano gli alieni a salvare Bowman perché credono negli umani e Hal diventa così l’antagonista sconfitto da una potenza superiore, oppure 2. uno dei due cede, fa un bel discorsetto filosofico sulla superiorità dell’avversario e infine si uccide: non importa chi, sarebbe figo vedere la vittoria di entrambi; 3. la guerra va avanti fino alla morte naturale di uno dei due, più probabilmente Dave, e il lettore si trova davanti una bella riflessione sul sempre interessante scontro uomo/intelligenza artificiale e su cosa succederà al nostro pianeta se lo dovessimo lasciare nelle ”mani” di AI e robot.

Anche in questo caso sarebbe difficile concludere il romanzo con una bella storiella tutta amore e sorrisi e balle varie made in Disney, ma proprio quello sarebbe il punto forte: vediamo un conflitto molto più vicino a noi e alla nostra realtà rispetto al bambino sotto steroidi spaziali.

È anche vero che se la storia si concetrasse troppo sul conflitto Hal/Dave gli alieni e i loro obelischi giganti perderebbero importanza, ma si potrebbero sempre inserire come spettatori o un problema secondario, una specie di casus belli che fa iniziare lo scontro ma che non vediamo concludersi. Non lo so, come teoria fa acqua un po’ dappertutto, ma sono convinta che sarebbe comunque migliore di ciò che invece ci siamo dovuti sorbire.

Ci sono talmente tanti spunti per creare riflessioni filosofiche, scientifiche e psicologiche su milioni di temi diversi estremamente intriganti e attuali che vengono sprecati per nulla ed è una cosa che mi fa davvero incazzare. Si potrebbe anche rendere il libro un punto di unione tra la fantascienza e l’horror aggiungendo qualche dettaglio qua e là e calcando la mano sul comportamento dell’antagonista, sia esso Hal o la razza aliena: da una parte possiamo parlare di durissimi esperimenti su cavie umane o su lotte all’ultimo sangue, dall’altra Hal potrebbe arrivare a manipolare Dave fino a controllarlo al completo, come se lo stesse possedendo, magari rigirandolo contro la Terra e facendogli tradire la sua stessa razza. Dave sarebbe solo più un burattino che sottolineerebbe la debolezza dell’essere umano nei confronti di creature di un’altra galassia o delle sue stesse creazioni e sarebbe una riflessione oscura ma super interessante. Per non parlare della tensione: la guerra di nervi tra Hal e Dave potrebbe essere il punto forte della storia, invece di un problema risolvibile togliendo due dischetti da un computer nel giro di una manciata di pagine.

Così invece c’è moltissimo potenziale nella prima metà della storia che viene buttato fuori dalla finestra e vola fino a raggiungere Frank in orbita intorno a Saturno.

4 pensieri riguardo “Se potessi riscrivere 2001: Odissea nello Spazio ci sarebbe molto più sangue, tensione e filosofia – SPOILER!!

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