LBTGQ+ · Libri · Recensioni

Orlando, Virginia Woolf – Recensione 🏳️‍🌈

Qualche settimana fa mi sono resa conto di aver letto pochissimi libri di autori/su personaggi LGBTQ+. Ne ho parlato in questo articolo nel quale mi sono promessa che avrei letto più libri del genere. Poi ho ricevuto dei soldi inaspettati e ho deciso di comprare qualche libro; grazie a Santo Libraccio ho trovato ben 8 romanzi a meno di 40€: due sci-fi, tre classici (La dama delle camelie, Madame Bovary e L’amante di Lady Chatterly) e infine ho deciso di cercare dei libri di un autore/autrice LGBTQ+ e la scelta è caduta su Virginia Woolf, della quale ho comprato altri tre volumi (Le tre ghinee, La signora Dalloway e infine Orlando). Quest’ultimo è stato il primo che ho letto e sebbene l’abbia apprezzato molto, mi ha lasciato un po’ perplessa e piena di domande.

Trama

Orlando è un ragazzo nobile che, dopo aver incontrato la regina Elisabetta I nella casa di famiglia, viene portato a corte dove resta negli anni successivi come cortigiano e amante della regina. Durante un inverno particolarmente freddo, il giovane conosce Sasha, la figlia dell’ambasciatore russo, della quale si innamora, per poi vedersi spezzare il cuore poco dopo. Dopo aver dormito per un’intera settimana in seguito all’episodio con Sasha, Orlando decide di andare a Istanbul per lavorare come diplomatico, ma mentre è laggiù cade in un’altro sonno da una settimana e, una volta risvegliatosi, scopre di essere una donna.

Una volta destatosi, Orlando passa un certo periodo con una carovana di zingari, per poi decidere di tornare in Inghilterra dove inizia a frequentare i salotti più in vista della società ma anche molte prostitute, sempre alla ricerca dell’amore, impresa che si allargherà al punto da farla vivere quasi quattrocento anni praticamente senza invecchiare.

Commenti

Lo stile della Woolf è molto ricco, ma serve moltissima attenzione per seguirlo. Ci si può perdere con molta facilità data la quantità di metafore poetiche e le riflessioni sulla natura o l’animo umano: sono digressioni intriganti ma mi hanno confusa spesso, faticavo a seguire la linea temporale della storia. Il modo stesso in cui è strutturato il romanzo rende complicato capire cosa stia succedendo e quando e il linguaggio non aiuta molto a mantenere la concentrazione. Forse è soltanto una sensazione che provo ora, se lo rileggessi tra qualche anno probabilmente lo capirei molto di più.

Orlando come protagonista è… tanta roba. Quando è un uomo, è un giovane allegro e pieno di vita, con molte amanti, tra cui la regina, e un ruolo importante a corte. Adora la letteratura e gli piace molto scrivere, ma non è mai sicuro di ciò che compone. Cerca l’appoggio di un poeta che distrugge uno dei suoi poemi spingendolo ad allontanarsi dalla società, ma resta un uomo normale, pieno di dubbi e passioni. Poi però si risveglia donna, all’improvviso. Accetta il cambiamento senza storie o senza stupirsi e inizia a scoprire la vita delle donne, le regole imposte dalla società e i lati positivi e negativi. Non ha più il suo lavoro e si getta a capofitta nella vita sociale, passando molte serate con dame e gentiluomini, altre con poeti e infine iniziando a frequentare delle prostitute e infine alcune in compagnia dei suoi molti amanti, uomini e donne. Allo stesso tempo è sempre più libera dalle convenzioni, attratta dalla natura, scappa nei boschi attorno a casa sua ogni tre per due: Orlando uomo lavorava e seguiva le regole, Orlando donna è selvaggia (nel senso di donna che non si lascia controllare dalla società) e piena di passioni e amore.

Il coprotagonista della storia è, secondo me, il tempo. E’ un personaggio molto elusivo, che non viene descritto o commentato se non all’inizio del XX secolo con una metafora molto bella, tra l’altro. Lo perdiamo nelle pieghe della storia, non è quasi mai il centro dell’attenzione. Nessuno commenta quanto sia strano che Orlando viva per 350 senza quasi invecchiare, nemmeno Orlando stess@; il tempo scorre per tutti tranne che per lei/lui e nessuno sembra prestarci attenzione. Ma è proprio questa mancanza di focus che rende indimenticabile la sua presenza, come se fosse un prurito costante che il lettore non può fare a meno di avvertire senza liberarsene. Non so se lo considero un fastidio, ma devo ammettere che la mancanza di spiegazioni di qualunque tipo mi ha lasciato molto perplessa.

Altro dubbio che mi è rimasto è legato alla percezione del libro più che al libro stesso. Leggendo su internet, Orlando era spesso descritto come romanzo lesbico. Ora. Se non sbaglio, lesbismo significa essere una donna e provare attrazione romantica e sessuale nei confronti di altre donne. Orlando-uomo è attratto da donne, poi diventa lui stesso una donna (che forse potremmo considerare una donna transgender, sebbene non sia passato attraverso nessun tipo di transizione, quindi forse la parola più corretta sarebbe gender non conforming. Se sbaglio, per favore correggetemi!!!) e Orlando-donna prova attrazione per uomini e donne, quindi potrebbe essere bisessuale o pansessuale. Dov’è l’essere lesbica???????????? Vero, il libro è stato scritto da Virginia Woolf per la sua amante Vita Sackville-West, ma entrambe erano sposate con uomini, quindi forse nemmeno loro erano lesbiche.

Libro LGBTQ+? Certamente, anzi, un pilastro della letteratura queer. Ma non lo vedo proprio come un romanzo lesbico.

5 pensieri riguardo “Orlando, Virginia Woolf – Recensione 🏳️‍🌈

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...