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Il colore viola, Alice Walker – Recensione 🏳️‍🌈

Book number three of my LGBTQ+ challenge! Dopo Orlando e Pomodori verdi fritti ho scelto un libro più complesso, almeno per la violenza di certi temi trattati. Devo dire che non mi ha traumatizzato come mi aspettavo, anzi, mi è piaciuto davvero molto; forse leggere libri che prima mi spaventavano non sarà difficile come credevo… Meglio così!

Trama

Celie è una giovane donna di colore che, dopo essere stata stuprata per anni da colui che credeva essere suo padre e vedere i suoi figli venire strappati dalle sua braccia, sposa un uomo che odia e che la picchia ogni tre per due. Celie vive la sua misera vita ubbidendo al marito, chiamato semplicemente Mr, e crescendo i suoi figli, senza ottenere nulla in cambio, nemmeno un po’ di amore da parte dei bambini. La vita della povera donna cambia quando il marito porta in casa la sua amante, la bella cantante Shug, che nel giro di pochissimo tempo inizia a creare un legame unico con Celie, che scopre così l’amore per la prima volta nella sua vita.

Attraverso una serie di lettere che Celie ”scrive” a Dio, il lettore segue così la sua storia dalla prima adolescenza fino alla sua vecchiaia, alternando la sua voce con quella della sorellina minore Nettie, che Celie non vede e non sente da quando la più piccola scappò di casa, anni e anni prima.

Commenti

La costruzione del romanzo è molto interessante. Mi è piaciuta l’idea di raccontare la storia di Celie e quella di Nettie attraverso delle lettere, cosa che permette di seguire i pensieri e le emozioni della due sorelle. L’unico problema è che quando Celie racconta un aneddoto descritto da qualcun altro, lo fa in prima persona, come se fosse lei a parlare, cosa che rende un po’ difficile seguire l’azione in certe parti. A parte questo, lo stile è fluido e accattivante e ho divorato tutto il romanzo in una sola giornata, trainata proprio dalla bellezza e la semplicità di una storia profondamente umana e in grado di emozionare.

Un particolare che ho apprezzato moltissimo è il modo in cui i personaggi cambiano. A parte Shug, che resta un punto fisso e non si sviluppa (cosa non necessariamente negativa, dato che fin da subito lei è molto indipendente, forte e in grado di ottenere quello che vuole da chi vuole), tutti gli altri protagonisti compiono un viaggio che permette loro di conoscersi meglio e diventare persone più aperte, mature e che accettano ciò che la vita getta davanti a loro con la forza necessaria per andare avanti e continuare a lottare. Il che è un ottimo particolare, perché Celie all’inizio aveva la personalità di un’ameba. (Sorry, not sorry.) Poi con il tempo diventa una protagonista fantastica, una donna in grado di lottare contro la violenza che la circonda e di liberarsi di un giogo maschile soffocante per fare quello che vuole della sua vita, anzi, per iniziare a vivere davvero.

I temi principali di questo libro sono temi complessi ma molto interessanti: si parla del ruolo delle donne, di sessismo, violenza domestica, razzismo e omosessualità, un po’ come in Pomodori verdi fritti. Qui però la realtà è presentata in modo molto più duro: le donne qui non vengono solo ignorate, anzi, sono spesso e volentieri solo oggetti sessuali o da scambiare per ottenere qualcosa in cambio. Il sessismo è presente in ogni pagina, in tutte le azioni compiute dai maschi della storia, almeno nella prima parte della storia, prima che inizino tutti a cambiare lentamente. Lo vediamo attraverso gli occhi di Celie e le sue conversazioni con Shug, discussioni che mettono in luce anche le differenze tra i bianchi e i neri e i loro ruoli nella società, così come il vero significato di Dio e della religione e molto altro. Un particolare che invece sia Pomodori verdi fritti sia Il colore viola hanno in comune è il modo in cui viene trattata l’omosessualità femminile, ovvero senza che nessuno dica nulla. Idgie e Ruth crescono un bambino e vivono insieme per anni e anni e nessuno si lamenta o le attacca, Shug e Celie iniziano una relazione extraconiugale senza nasconderlo più di tanto e i loro mariti non tentano nemmeno di separarle. Il che è una figata.

Quindi, se non avete paura di leggere storie con particolari molto duri quali stupri e pedofilia (che non vengono descritti con tantissimi dettagli, ma sono comunque presenti e non è possibile ignorarli) e temi seri, buttatevi. Ne vale la pena, ve lo prometto.

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