Film · Netflix · Serie e Film

The Silence of the Marsh – Recensione

Trama

Il protagonista senza nome, interpretato da Pedro Alonso, l’indimenticabile Berlín de La Casa de Papel, è uno scrittore di successo di gialli. All’inizio della storia, l’uomo sta lavorando su un nuovo romanzo, incentrato sulla corruzione dei politici della sua città, Valencia.

Ma la situazione si complica quando lo scrittore sembra rapire e uccidere proprio il politico corrotto di cui parla il libro, iniziando così una caccia all’uomo: la famiglia mafiosa dell’anziana e potente Puri mette sulle tracce dello scomparso il violento Chema, pronto a tutto pur di scoprire la verità. In un intreccio continuo di realtà e finzione, seguiamo le conseguenze delle azioni dello scrittore, siano essere accadute veramente o solo frutto della sua vasta fantasia.

Commenti

Questo film mi ha sorpresa davvero. Ricorda un po’ Incenption, visto il continuo alternarsi di due realtà, ovvero la vita presente e il libro che viene scritto, senza mai capire bene quali siano i confini dell’azione. Quando credi di aver capito cosa sta succedendo, la storia cambia di nuovo, si intreccia senza un attimo di pausa. È un concetto estremamente interessante e molto ben sviluppato, in grado di tenere gli spettatori sempre sul filo del rasoio senza mai dare una risposta precisa e chiara. Allo stesso tempo, la storia è in un certo senso lineare e pulita, più facile da seguire di quello che possa sembrare, senza per questo essere scontata o abbandonare del tutto i dubbi.

Gli attori fanno un ottimo lavoro, tranne forse il politico corrotto all’inizio: in certi momenti, l’interpretazione è un pochino forzata. A parte lui, gli altri sono davvero capaci di immergere la spettatrice all’interno della storia. Pedro Alonso veste i panni di un uomo solitario, che non sembra avere segreti con sé stesso o chi guarda la storia, eppure è chiaro che il personaggio ha dei livelli di profondità e mistero che non riusciremo mai a penetrare del tutto. Carmina Barrios, la Puri, riesce ad essere al tempo stesso nonna e protettrice della sua famiglia, una donna in grado di guidare la sua associazione mafiosa con pugno di ferro e il rispetto di tutti quelli che la circondano.

Insomma, El Silencio del Pantano è un film davvero bello, che fa pensare per molto tempo chiunque lo guardi. Resta dentro proprio perché tanto diverso, complesso eppure lineare e bello nella semplicità delle scenografie e dei dettagli di tutte le scene. Ve lo consiglio davvero!

2 pensieri riguardo “The Silence of the Marsh – Recensione

  1. I poliziotti corrotti sono uno dei cliché più ricorrenti nel cinema poliziesco e non solo. Questo è l’elenco in ordine cronologico dei film a me noti in cui è presente questo tema:

    Serpico
    Cop Land
    L.A. Confidential
    Phoenix – Delitto di polizia
    Ferite mortali
    Indagini sporche
    Cellular
    Edison City
    The Departed – Il bene e il male
    American Gangster
    La notte non aspetta
    Pride and Glory – Il prezzo dell’onore
    Brooklyn’s Finest
    Freelancers
    Hard Rush
    Robocop (il remake)
    Codice 999
    I corrotti – The Trust
    Bent – Polizia criminale
    City of Crime

    Tra l’altro l’ultimo è il film più bello che abbia visto quest’anno, e lo pensavo anche prima che morisse il suo attore protagonista (Chadwick Boseman). Ho parlato di un altro film della lista in questo post (molto ironico): https://wwayne.wordpress.com/2019/07/14/lho-fatto-per-te/

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...