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15 ottimi motivi per leggere Il morso della vipera

Trama

Anita è una bella ragazza la cui vita perfetta le sorride, nonostante sia il 1935 e il fascismo controlli ogni aspetto politico e sociale degli italiani. La sua famiglia è proprietaria di una tabaccheria, ha una migliore amica che adora e un fidanzato figo con una bella posizione economica e politica. Ma, con sua stessa sorpresa, quando Corrado le chiede di sposarlo e inizia a parlare dei sei figli che avranno, Anita è terrorizzata dall’idea di dover spendere così il resto della propria vita e decide quindi di mettere in pausa, almeno momentaneamente, il suo futuro già programmato.

La sua idea? Lavorare per qualche mese e guadagnarsi da vivere da sola. Dopo aver convinto a fatica la famiglia e Corrado, Anita riesce a trovare un posto come dattilografa in una rivista che pubblica racconti gialli americani tradotti dallo scrittore e suo capo Sebastiano Satta Ascona. E saranno proprio questi racconti e personaggi inventati a spingerla a credere all’anziana donna che accusa pubblicamente un eroe di guerra di aver ucciso sua figlia anni e anni prima.

Ma credere non è abbastanza, e Anita decide di iniziare a investigare l’accaduto per scoprire cosa successe realmente, sebbene questa decisione abbia risvolti rischiosissimi: se qualcuno si rendesse conto dei suoi piani, il regime fascista non avrebbe problemi a fermarla utilizzando violenza e forza bruta…

15 ottimi motivi per leggerlo

1 – Partiamo col botto, ma anche in modo scontato: Alice Basso è una scrittrice fantastica.

2 – Il morso della vipera è ambientato nella Torino del 1935, nel pieno dell’espansione architettonica voluta dal regime fascista. Ed è un reportage super interessante sulla storia di Torino e su quanto e come il suo aspetto sia cambiato negli ultimi novant’anni. Non importa se conosciate la città del presente, una volta finito il libro sarete esperti sulla Torino degli anni 30 e le sue principali attrazioni.

3 – L’ambientazione storica permette di creare un’atmosfera estremamente intrigante: seguiamo le protagoniste del romanzo mentre discutono con professoresse quasi apertamente anti-fasciste e questionano il regime dentro la sicurezza delle loro case ma sono obbligate a rispettare gli ordini e gli usi del regime e i suoi uomini. Il contrasto è molto interessante, soprattutto perché permette ai lettori di vedere una fase fondamentale della nostra storia dal punto di vista della gente comune, di coloro che non erano parte della vita politica attiva ma che semplicemente tiravano avanti, giorno per giorno.

4 – La protagonista e la sua migliore amica sono l’una l’opposto dell’altra ma entrambe divertenti e ben “strutturate”: Anita, personaggio principale, è una giovane ragazza molto bella, abituata alle attenzioni altrui e street smart, in grado di usare il cervello che la gente non pensa lei possieda per rigirare le situazioni più disparate a suo favore. La sua migliore amica, Clara, è bruttina per sua stessa ammissione, ha un lavoro alla Reale Mutua ed è super intelligente in modo più… accademico. Le due si completano e la loro amicizia, per quanto esse siano diverse, è estremamente solida e piacevole da scoprire, pagina dopo pagina.

5 – La famiglia di Anita, per quanto a volte possa essere restrittiva, si preoccupa per lei ed è bello vedere come i genitori si prendano cura di lei e del fratello per assicurare il loro futuro in tempi tanto difficili.

6 – La storia è originale, molto ben strutturata e con vari colpi di scena e svolte che rendono impossibile prevedere il finale.

7 – Suddetto finale (che non vi svelo) è comunque dolceamaro, perché data l’ambientazione storica, raccontare la verità è impossibile; Anita e Sebastiano devono quindi trovare un modo di raccontare la verità senza mettersi nei guai con il regime fascista ma permettendo a coloro che conoscono la storia di scoprire cosa sia davvero accaduto.

8 – E’ chiaro che questo è solo il primo di una serie di romanzi e non vedo l’ora che escano i prossimi!!

9 – Proprio perché siamo solo agli inizi, il triangolo/quadrato amoroso è appena appena accennato e non appesantisce affatto la storia, anzi, la quasi totale mancanza di una sottotrama amorosa apre le porte a molti possibili sviluppi futuri.

10 – Altra cosa che sono curiosissima di vedere in futuro è cosa succederà man mano che la storia si avvicina al momento in cui la Seconda Guerra Mondiale inizierà e come i vari personaggi si comporteranno in tale frangente.

11 – Prima di iniziare la storia vera e propria, la Basso si prende tempo per introdurre il contesto storico, i personaggi e le loro identità e le relazioni tra loro. Ammetto che l’inizio è un pochino lento, ma in questo modo il lettore ha la possibilità di conoscere bene i personaggi prima di iniziare un’avventura che non vi permetterà di lasciar perdere il libro fino alla fine.

12 – La storia si legge in fretta grazie allo stile scorrevole e semplice ma accattivante di Alice Basso.

13 – Nonostante la serietà dell’indagine e dell’ambiente storico, il libro ha anche una certa leggerezza e vari momenti divertenti che ben si contrappongono al resto del romanzo, senza sminuire l’importanza di quello che i due protagonisti si propongono di fare.

14 – Il morso della vipera è una lettera d’amore alla letteratura gialla e i racconti americani dagli anni 30 in poi, cosa che si percepisce dall’inizio alla fine del romanzo.

15 – Dopo le avventure di Vani Sarca, la storia di Anita è diversissima ma altrettanto bella: se vi è piaciuta la prima saga, chances are you’ll love this one!!

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