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In piedi sull’arcobaleno inizia bene, poi però mi fa desiderare che venga commesso un omicidio – Rant Review

Ormai lo sapete, la mia relazione con le opere di Fannie Flagg è… altalenante. Pomodori è una figata, è perfetto; Voli acrobatici ha una parte spettacolare e una un pochino più noiosa; Pane cose e cappuccino fa schifo, così come Miss Alabama. In piedi sull’arcobaleno inizia bene, è leggero e divertente, poi compare Mr. Coglione, also known as Hamm Sparks, e finisce tutto nel cesso. Perché l’unica cosa che volevo leggere su di lui era una morte lenta e dolorosa.

Trama

Una trama vera e propria non esiste, dato che segue il paesino di Elmwood Springs e la famosa speaker Neighbor Dorothy, già conosciuta in Pane cose e Cappuccino e le persone attorno a lei tra gli anni quaranta e novanta. Conosciamo la sua famiglia (marito, madre e figli, ovvero Anna Lee e Bobby, un monello sempre pronto a ficcarsi in casini che è un piacere leggere), così come un gruppo di cantanti gospel suoi ospiti alla radio (la cui figlia per un po’ si trasferisce da loro), i vicini, Macky, Norma e zia Elner di Pane cose e cappuccino e la Povera Tot, moglie di un ubriacone e portafoglio ambulante per i suoi disastrosi figli. e fin qui va tutto benissimo, la storia non avrà molta struttura me è un piacere da leggere, perché sono personaggi che coinvolgono il lettore anche quando si arrampicano su serbatoi dell’acqua o piangono per l’abito della ballo scolastico.

Poi arriva Hamm Sparks e va tutto a puttane. Perché Hamm, The Coglione Supreme, rompe il cazzo a Betty Raye (la figlia dei cantanti gospel) fino a quando lei accetta di uscire con lui, poi lui la volta successiva in cui la vede inizia a romperle il cazzo fino a quando Betty cede e lo sposa, poi la obbliga ad assisterlo nella sua carriera politica. E quando la carriera arriva alla fine, la costringe a candidarsi come governatrice del Missouri al posto suo, dandola in pasto al mondo politico degli anni Settanta dominato da uomini e allo stesso tempo mettendole le corna. Il tutto, ovviamente, dopo averle promesso innumerevoli volte che avrebbe lasciato la vita pubblica per vivere con lei e i figli in campagna. E alla fine pronuncia un discorso a favore della guerra in Vietnam, chiamando coglioni i pacifisti, scusando la polizia e la violenza usata nelle manifestazioni e usando un linguaggio estremamente razzista nei confronti del Vietnam e la sua popolazione. E a questo punto, ottenuto l’appoggio dell’America razzista e radicale, decide di candidarsi come presidente. Poi viene finalmente ucciso, e vi dirò la mia: se lo merita. Anzi, mi spiace che non abbia sofferto.

Una volta che Hamm scompare, la storia finisce nel giro di una settantina di pagine che coprono gli anni ’80 e ’90, ovvero seguendo i protagonisti che invecchiano, vanno in pensione, si lamentano (e Macky e Norma che discutono come in Pane cose e cappuccino, ovvero facendomi innervosire come mai prima: la cosa peggiore è che non sono sempre stati così, all’inizio della storia le loro erano normali conversazioni) e alcuni muoiono, mentre quelli rimasti vivi hanno il loro happy ending. Yikes.

Commenti

Come ho già detto, la storia inizia bene, ma inizia a scricchiolare quando la famiglia gospel ci narra la loro storia: i due genitori si sono conosciuti e innamorati quando lei aveva DODICI ANNI E LUI VENTIQUATTRO. UN UOMO DI VENTIQUATTRO (24) ANNI SI INNAMORA DI UNA BAMBINA DI DODICI (12). Capisco una dodicenne con una cotta, ma UN VENTIQUATTRENNE INNAMORATO DI UNA BAMBINA E’ PEDOFILIA. NON AMORE. E i due non aspettano nemmeno che lei raggiunga i sedici anni (diciotto sarebbe meglio, ma già sedici era chiedere troppo), no, quando lei ha quattordici anni e lui ventisei scappano insieme. 14 e 26. UNA CAZZO DI BAMBINA E UN ADULTO COMPLETAMENTE MATURO. QUESTA E’ PEDOFILIA. PE. DO. FI. LIA. Datemi un attimo, vado a vomitare l’anima.

Altro problema: Hamm Il Coglione non accetta un no come risposta. Forza Betty Raye a stare con lui, poi sposarlo (ammetto che lei a questo punto sembra tenerci a lui, ma decisamente non lo ama all’inizio) e poi fare quel cazzo che decide lui, e come se non bastasse le mette le corna. Uno schifo di uomo. E non dimentichiamoci il razzismo, l’appoggiare una guerra violentissima e assurda, accettare “””regali da anonimi amici e sostenitori politici””” e passare più tempo a sbattersi la bella amante che non a giocare con i figli. Se la PEDOFILIA, PERCHE’ QUELLO NON E’ AMORE, mi aveva disgustato e rovinato il divertimento creato dalla prima parte della storia, Hamm distrugge ogni interesse che mi era rimasto in essa. L’unico motivo per cui ho continuato a leggere è perché volevo sapere come sarebbe morto Hamm e quanto avrebbe sofferto (spoiler: non abbastanza). Sapevo che sarebbe successo perché ammetto di aver letto le ultima pagine, nelle quali si parlava di Betty come vedova.

Se la storia si fosse concentrata su Bobby, Dorothy & co. dall’inizio alla fine, il risultato sarebbe stato un libro carino e leggero, anche se cerca chiaramente di ripercorrere i passi di Pomodori verdi fritti senza raggiungere però lo stesso livello di bellezza e genialità. Anche qui, infatti, abbiamo una donna di una certa età che racconta vita morte e miracoli del suo paesino a chiunque la ascolti, ma manca tutta la profondità dell’altro romanzo. E’ un palese tentativo di ripeterne il successo ma con pessimi risultati. Invece ci dobbiamo sorbire una storia inutile, con personaggi che fanno incazzare e finali affrettati e noiosi.

Ah, ultima cosa: non c’è nessun personaggio di colore né accenni al razzismo, nonostante la storia sia ambientata tra gli anni ’40 e ’90 come Pomodori, che invece ne parlava, sebbene non in modo super approfondito. Come se, tra tutti gli stati americani, il Missouri sia stato sempre e solo abitato da bianchi e il razzismo si sia sviluppato solo negli altri 49 stati. Non so, forse sto esagerando, ma mi sembra strano che all’improvviso non ci sia nessun accenno a un tema che abbiamo visto, nel bene e soprattutto nel male, in praticamente tutti gli altri romanzi dell’autrice.

2 pensieri riguardo “In piedi sull’arcobaleno inizia bene, poi però mi fa desiderare che venga commesso un omicidio – Rant Review

  1. Sto seguendo l’andamento di queste letture con vivo interesse, ormai mi ci sono appassionata, sopratutto per il tuo modo di recensirle. Peccato però che si stiano rivelando in gran parte deludenti. Spero sia rimasto qualche gioiello nascosto ancora da trovare!

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    1. 😁 Grazie!! Al momento mi è rimasto solo un libro, ma se mai dovessi trovare gli altri che mi mancano della Flagg li leggerei comunque, ho sembre la speranza di trovarne un altro bello. Incrociamo le dita!!!

      Piace a 1 persona

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