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RuPaul Drag Race season 13: talento sprecato?

Quando il trailer e i primi minuti della tredicesima stagione di RuPaul Drag Race sono stati pubblicati ero elettrizzata: sembrava promettere una stagione intensissima, piena di cambi e talento.

Ma ora, dopo 11 episodi in tre mesi, le mie opinioni sono polarmente opposte. Il cast è stellare e il loro talento innegabile, ma la produzione esagerata degli episodi, la lentezza dello show e una serie di scelte sbagliate stanno rovinando tutto.

Il primo episodio, quello in cui le drag queen si sono sfidate a colpi di lip sync e sono così state divise in due gruppi, si è rapidamente rivelato ripetitivo e noioso. E come se non bastasse, il drama aggiunto di dover mandare una di loro a casa senza un vero motivo è stato chiaramente aggiunto per creare casini in seguito tra i concorrenti. Non mi dispiace quando ci sono delle discussioni dato che alla fine è un programma televisivo, ma creare a tavolino i problemi in modo così evidente è una pessima scelta.

Il secondo e terzo episodio vedono i due gruppi creare i versi di una canzone di RuPaul e la coreografia: è un tipo di sfida che vediamo in tutte le stagioni ma che non stanca mai. Nel quarto episodio iniziano finalmente le eliminazioni. E dico finalmente perché, per quando sia bello dare a tutti la possibilità di dimostrare di cosa sono capaci le queen prendendosi così tanto tempo, alla fin fine RPDR è una gara e ci si aspetta che qualcuno vada a casa tutte le settimane. Se questo non succede, gran parte dell’appeal del programma svanisce.

Gli episodi successivi sono già più interessanti: vediamo sfide di moda, recitazione, improvvisazione, il Rusical (orribile sta volta, ma lasciamo perdere) e l’immancabile Snatch Game, uno dei più divertenti di sempre, almeno secondo me. Le sfilate producono dei look magnifici (per non parlare dell’abito di Symone dedicato alle vittime della violenza della polizia in America, per onorarle e non dimenticare mai le loro morti), vediamo un sacco di bei momenti tra le concorrenti ma anche discussioni e scontri e i Lip Sync sono divertenti.

Parlando di Lip Sync, è impossibile negare che la sfida tra Symone e Kandy sia finita nel modo sbagliato: Symone è stata chiaramente più brava, il pareggio non è meritato. Per quando mi piaccia Kandy e il suo modo di fare schietto, non si meritava di restare dopo quell’episodio. La verità è che l’hanno tenuta solo perché crea “good tv”: ci sta, ma è uno schiaffo in faccia a coloro che magari avrebbero dato altrettanto se la produzione avesse scelto di tenerle più a lungo. Se proprio dovevano mantenere un pareggio a stagione, cosa che vediamo da anni ormai, avrebbero dovuto farlo nel decimo episodio: sia Olivia Lux che Denali hanno spaccato e meritavano di continuare la competizione.

Restiamo un attimo sul tema della produzione dello show. È sempre più visibile quando sia realmente pianificato il programma; tutti i reality show sono fatti a tavolino, ma questa stagione lo è in modo così sfacciato che sta diventando davvero fastidioso. Anche le discussioni delle queen mentre si preparano sono chiaramente forzate: per quando sia importante parlare di temi attuali come BLM e le difficoltà passate delle queen in un mondo ancora troppo omofobo, se nelle altre stagioni era fatto in modo leggermente più naturale ora è chiaro che le concorrenti vengono imboccate su cosa dire. E lo ammetto: non mi ha mai fatto piacere il modo in cui le parti più dolorose della vita del cast venivano trattate. Per quanto possa far bene sfogarsi e parlare di certe cose, ci sono momenti in cui è palese che RuPaul o qualcun altro per lui spingeva le queen a confessare e discutere momenti durissimi per loro con la scusa dello “sconfiggere il tuo inner sabouteur”, praticamente strappando loro confessioni sulla loro vita persona e familiare anche in occasioni in cui era chiarissimo che le concorrenti non volevano parlarne. Detto questo, devo ammettere che le chiacchierate del decimo e undicesimo episodio mi sono piaciute proprio perché più spontanee di molte che le hanno precedute.

Altra critica è la lentezza dello show. In tre mesi hanno trasmesso solo 11 episodi e solo sette queen sono andate via. Le story lines interne e la produzione rendono gli episodi leeeeeeentiiiiiiiiiissimi e se continuiamo così non finiremo prima di quest’estate. E se da un lato è un bene perché così possiamo conoscere meglio le concorrenti, dall’altra rischia di infastidire il pubblico e alienarlo dal programma in generale.

Ho anche delle critiche per quanto riguarda i giudici: sono sempre le stesse. Oltre agli onnipresenti Michelle Visage, Carson Kressley e Ross Matthews, i giudici ospiti, che nelle stagioni presenti cambiavani in continuazione, qui sono sempre gli stessi quattro: abbiamo Jamal Sims, Nicole Byer e TS Madison due volte e Loni Love ben tre volte. Se si esclude il fatto che non ho idea di chi nessuno di loro sia o cosa facciano per vivere, dove sono le star sempre diverse che abbiamo visto negli anni precedenti???? A parte un cameo virtuale di Anne Hathaway, il resto del panel dei giudici è forse uno dei peggiori di sempre.

Capisco che è un momento assurdo, che siamo nel mezzo di una pandemia e che girare questa stagione deve essere stato stranissimo, ma tutto ciò non scusa il povero risultato che stiamo vedendo. Perché i problemi principali sono causati dalla produzione e il modo in cui gli episodi vengono montati, quindi non capisco davvero come sia possibile ottenere un risultato così povero. Anche perché a soffrirne di più è il cast, che si sta rivelando uno dei migliori di sempre: le queen sono tutte incredibilmente brave e talentuose sotto ogni aspetto e fatico davvero a sceglierne una che mi piaccia più delle altre (bugia, Denali è la mia preferita perché è anche una pattinatrice eccezionale).

In parole povere, la produzione sta sprecando un cast eccezionale per nulla. Spero davvero che la prossima parte dello show sia meglio della prima, altrimenti la tredicesima stagione rischia seriamente di diventare la peggiore di tutte nonostante ospiti alcune delle drag queen migliori di sempre.

Se vi interessa approfondire la discussione, qui trovate un paio di video dedicati al tema e un articolo interessantissimo sul vestito di Symone, il suo messaggio politico e il modo in cui, alla fine, lo show ha deciso di ignorarlo.

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