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Don’t F**k with Cats: Hunting an Internet Killer – Recensione

Cosa spinge un modello semi-sconosciuto a filmarsi mentre tortura e uccide due gattini e postare il video su internet in una malata caccia al tesoro che si conclude in un omicidio, anch’esso filmato?

Deanna Thompson ama i gatti e internet. Così, quando capita su un video virale chiamato 1 boy 2 kittens in cui uno sconosciuto uccide in modo orribile due gattini, la donna si sente in dovere di fare qualcosa. Assieme ad altri amanti degli animali inizia ad analizzare il video frame by frame, nei minimi dettagli, alla ricerca di qualcosa che possa aiutarli a scoprire l’identità del mostro e consegnarlo alle autorità.

Questa specie di caccia al tesoro internazionale diventa sempre più complessa e spazia nell’arco di vari mesi, ma prende rapidamente una nuova piega quando il presunto autore del video si mette in contatto con i suoi cacciatori. Ben presto, Deanna e John Green, i due più coinvolti nel mistero e diretti partecipanti al documentario, aiutati da altri internet users, scoprono qualcosa che potrebbe cambiare tutto: trovano Luka Magnotta.

Luka è un modello, part time escort, ossessionato da se stesso al punto da creare una settantina di profili internet falsi per provare a rendersi famoso (??) e convinto che usare un profilo falso per dire in giro che sta uscendo con Karla Homolka la serial killer e poi smentirsi in televisione dicendo che è solo bullismo su internet possa aiutarlo in qualche modo (lo so, non ha senso, ma che ci posso fare, la colpa non è mia). Ma il gruppo di Facebook di Deanna e John è convinto che Luka abbia anche una seconda, pericolosa vita come assassino di gatti che, se non controllata, potrebbe sfociare in violenza contro altri esseri umani.

E purtroppo Deanna e John hanno ragione, come si scoprirà nel corso dei tre episodi di questo documentario.

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Don’t Fuck with Cats ha un modo di presentare la propria storia unico ed estremamente accattivante, nonché un approccio raro. Invece di parlare dell’assassino, la sua infanzia e continuare la sua storia fino al delitto, Cats parte da un angolo nuovissimo, ovvero il punto di vista di Deanne e la sua caccia. Se date un’occhiata alla pagina Wiki di Magnotta, l’abuso sugli animali è un trafiletto secondario, quasi dimenticato e addirittura non confermato del tutto; qui invece è il motore della storia.

L’editing del documentario è fantastico: unisce le interviste (a Deanna e John, ma anche alla madre di Magnotta, che nega la responsabilità del figlio, vari poliziotti coinvolti, giornalisti e altra gente) con la caccia vera e propria su internet: vediamo i post, le mappe, articoli, i video (censurati ovviamente) che Magnotta stesso rese pubblici, come se noi stessi fossimo parte di questa assurda e terribile storia. E’ uno stile che mi è piaciuto davvero, dinamico e coinvolgente, che vorrei venisse usato più spesso proprio perché riesce a coinvolgere molto di più rispetto a molti altri documentari (tipo quelli che Nove trasmette da mattina a sera, lineari e a spesso prevedibili); è la novità del modo in cui viene descritto e introdotto il delitto che lo rende tanto interessante. Al tempo stesso, ammetto che può essere leggermente difficile da seguire per chi non è abituato a guardare programmi true crime, ma in tal caso preparatevi con un paio di altri (tipo quelli su Aaron Hernandez e Henry Lee Lucas 😉), poi sentitevi liberi di tornare su questo.

Alcune persone hanno criticato l’approccio di Deanna e John al caso, accusandoli di aver creato una caccia alle streghe e addirittura di essere stati loro, con il loro interessa, ad aver spinto Luka a uccidere lo studente cinese Jun Lin; secondo queste persone, Luka sarebbe stato controllato da un uomo potente e violento che lo costringeva a fare tutte queste cose orribili e postarle su internet, e la caccia nata dopo il primo video avrebbe alimentato la sua vena sadica. Per quanto sia una cospirazione intrigante, io non ci credo nemmeno per un minuto, ma ognuno è libero di farsi la propria opinione.

Che decidiate o meno di guardare Don’t Fuck with Cats, tenete in mente una cosa: per quanto i gatti abbiano sofferto e non si meritassero la fine orribile che hanno fatto, Luka Magnotta si è macchiato di un crimine ancora più grave. Ha ucciso e smembrato Jun Lin per poi dare un pezzo del cadavere in pasto al suo cane e commettere atti di necrofilia e cannibalismo su di esso prima di metterlo in una valigia e gettarlo nella spazzatura come se nulla fosse. E, come se tutto questo non fosse abbastanza, si è filmato e ha pubblicato il video su internet, alla ricerca malata di attenzioni e fama internazionale.

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