Cronache di crescita personale

Ieri mi sono vista per la prima volta – Cronache di crescita personale #2

Ieri sera un mio amico mi ha dato in prestito la sua macchina fotografica, in attesa che io abbia abbastanza soldi da comprarmene una decente. Nonostante fosse tardi e la luce non fosse la migliore, ho provato a usarla, scattando qualche foto in giro per casa e infine sistemandomi sul mio letto per provare a registrare un piccolo video. Come primo tentativo è andata benino: l’inquadratura era decente, si sentiva abbastanza bene nonostante non avessi un microfono esterno, la luce era a posto. Il problema è un altro: riguardandolo, mi sono resa cono per la prima volta nella mia vita quanto davvero io sia grassa.

Suona orribile ma non c’è altro modo di dirlo, per quanto mi dispiaccia. Negli ultimi due anno ho messo su peso e ne ero consapevole: impossibile non esserlo quando non entri più nei vestiti che hai nell’armadio o quando due piani di scale a piedi ti tolgono il fiato.

Il peso per me è sempre stata una questione delicata e dolorosa e negli ultimi anni fatico sempre di più a tenerlo sotto controllo. Ci sono stati periodi in cui sono riuscita a mangiare bene e in modo calcolato, contando le calorie e andando in palestra, perdendo così qualche kg, ma pian piano questo instabile controllo è scomparso e ho messo su tutto quello che avevo perso e molto di più. Una settimana fa sono andata dal mio medico e mi sono pesata per la prima volta da mesi, scoprendo di essere arrivata a 88 kg. Meno di quanto temevo, ma comunque molto più di quanto voglio. La questione è relativamente semplice: so che sono grassa, non mi piace e so cosa fare per perdere peso. Eppure fatico a mettere in pratica quella che so essere la soluzione.

Ieri è arrivata la scossa che aspettavo, temevo e in parte bramavo. Vedendomi in quel breve video mi sono davvero resa conto di tutti i chili che mi porto addosso. E’ assurdo: specchi in casa ne ho, ho notato che i vestiti mi stanno stretti, so come mi vede la gente, eppure tra lo specchio e il video mi sembra di aver messo su altri cinquanta chili. Forse è la spietatezza dell’obiettivo, che non permette di nascondere nulla, o l’angolo sbagliato in cui ho messo la macchina, non ne ho idea. Quello che so con certezza è che guardare quel minuto e mezzo di conversazione registrata è stato come ricevere un pugno nello stomaco. Per la prima volta, forse nella mia intera vita, mi sono vista davvero. Le poche foto che provavo a scattarmi con il cellulare, quasi sempre dallo sterno in su, non sono mai riuscite a scuotermi tanto, pur piacendomi una volta su cento.

Quel breve video è riuscito, in novanta secondi, a mostrarmi la realtà senza filtri o veli. E la odio.

La odio perché è la rappresentazione di tutte le volte in cui ho ceduto alle parole degli altri e ho lasciato che i loro discorsi mi spingessero nella tristezza e l’odio verso me stessa, che cercavo di risolvere sempre allo stesso modo, ovvero mangiando. La odio perché mi sbatte in faccia la mia debolezza, perché non mi permette più di nascondermi dietro scuse o finta ignoranza.

Eppure è quello di cui avevo bisogno per iniziare a cambiare davvero. Perché se prima mi vedevo in modo diverso, distorto, convinta di non essere al punto in cui sono, ora che so davvero fino a dove ho spinto il mio corpo ho una ragione vera per cambiare, ho una motivazione reale.

Non voglio continuare ad essere la persona in quel video. E non ho intenzione di dire “vediamo quanto dura” come ho fatto finora, perché questa volta le cose cambiano sul serio, e non torno indietro. La scalata è iniziata.

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