Libri · Recensioni

Poirot e la strage degli innocenti – Recensione #LibriAll’Elba

Appena finito I sette mariti di Evelyn Hugo ho deciso di leggere qualcosa di più corto, qualcosa che sapevo per certo che mi sarebbe piaciuto, ovvero un libro di Agatha Christie, il trentacinquesimo della serie di Poirot, Poirot e la strage degli innocenti.

Trama

Ariadne Oliver, famosa scrittrice di gialli partecipa a una festa per ragazzi organizzata nelle campagne inglesi. Ma la serata viene rovinata inizialmente da una confessione: la tredicenne Joyce ammette di aver assistito a un omicidio. Nessuno sembra crederle, data la sua fama di gran bugiarda, ma una volta che la festa finisce Joyce viene ritrovata morta in biblioteca, affogata in un secchio usato durante i vari giochi della serata.

Ariadne decide quindi di rivolgersi a Poirot, amico di vecchia data, per cercare di trovare il colpevole dell’assassinio della ragazzina. Ma l’investigatore belga crede che non sia giusto o sensato fermarsi lì: se è vero che Joyce aveva assistito a un omicidio anni prima, il movente è da cercare nel passato, in quel racconto a cui nessuno aveva dato credito ma che potrebbe nascondere tutte le risposte necessarie.

Commenti

Adoro la Christie e devo dire che questo libro è tutto quello che mi aspettavo da lei. Abbiamo un omicidio brutale commesso in un piccolo paesino in cui tutti si conoscono, almeno all’apparenza, una vittima che nessuno sembra voler morta, sebbene pochi trovassero la ragazzina simpatica, un cast di personaggi secondari assolutamente caratteristici e tipici dell’autrice e un mistero del passato ancora da risolvere, se esiste davvero.

La parte della trama dedicata alle indagini sul possibile omicidio che aveva dato inizio a tutto si svolge sullo stesso piano dell’omicidio presente, con Poirot che interroga e chiacchiera con tutti coloro che erano presenti alla festa cercando di stabilire con certezza cosa potrebbe essere successo ed intrecciando così passato e presente con molta maestria.

Non posso dirvi nulla su come finisce la storia, ovviamente, ma la conclusione mi è piaciuta molto, l’ho trovata soddisfacente e non scontata. Allo stesso tempo però credo che io stessa avrei potuto capire l’identità del colpevole, se mi ci fossi soffermata su a riflettere. E credo che questa sia una delle sfaccettature che preferisco della Christie: l’autrice dissemina indizi nei suoi romanzi in modo che chiunque possa risolverli, ma con tanta maestria che siamo sempre tanto presi dalla storia da non soffermarci mai abbastanza su quei particolari e restiamo sempre sorpresi al momento della grande rivelazione. Il maggior esempio di questa tecnica secondo me è L’assassinio di Roger Ackroyd, uno dei suoi libri che preferisco assieme a Dieci piccoli indiani.

Per ora è tutto, vado a leggere qualcos’altro e prepararmi la cena.

See ya!

3 pensieri riguardo “Poirot e la strage degli innocenti – Recensione #LibriAll’Elba

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