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Mi sono innamorata del BarLume – Recensione serie completa

Vi ricordate quei volumetti di racconti gialli italiani che qualche tempo fa venivano venduti con La Stampa e La Repubblica? Io non compro i giornali ma da Infusion i giornali li hanno e G, una delle ragazze che lavorano lì, me ne regalò una mezza dozzina. Uno di questi era Aria di montagna di Marco Malvaldi, un breve racconto con i personaggi del BarLume come protagonisti. E indovinate un po’: me ne sono innamorata dalla prima linea.

Trama generale e personaggi

Nella cittadina di Pineta, Toscana, esiste un piccolo bar, chiamato BarLume, di proprietà di Massimo, laureato in matematica, tifoso del Toro (bravo) e molto… rigido sulle regole della caffetteria: se provate a ordinare un cappuccino dopo una certa ora, Massimo non solo vi guarda male, ma vi insulta in modo molto artistico e infine vi dà qualcosa di completamente diverso da bere.

I quattro clienti più fedeli del bar sono Ampelio, nonno di Massimo, e i suoi amici Aldo, il Rimediotti e Pilade, con grande fastidio del proprietario. I quattro pensionati infatti sono pettegoli fino al midollo, casinisti e a quanto pare nati solo per infastidire Massimo. Ma le loro personalità forti e conoscenze estremamente approfondite dei cazzi di tutti gli abitanti di Pineta (inteso come affari personali, non peni. A quanto ne so, nessuno dei quattro è un sex worker omosessuale) si rivelano utili quando, una sera d’estate, una ragazza viene trovata morta in un cassonetto della spazzatura.

Da quel momento, la pace abbandona Pineta: quasi ogni estate qualcuno viene ucciso o un vecchio caso viene riaperto, e Massimo e i Fantastici Quattro (Pensionati) si ritrovano coinvolti in qualche modo. Armati di bastoni da passeggio, facce tostissime e cervelli molto allenati, il quintetto finisce sempre per ficcarsi nei casini e cercare di aiutare la polizia a risolvere i casi, con risultati esilaranti e stranamente di successo.

Commenti generali

La prima cosa che colpisce leggendo la saga del BarLume è l’umorismo sempre presente. Massimo&Co. fanno morire dal ridere. Che sia per i casini causati dai vecchietti, che sia per la personalità particolare di Massimo, con questi libri si ride spesso e molto volentieri ma mai in modo forzato. A questi momenti divertenti si alternano discorsi seri su temi quali l’amore, il significato della vita o dell’essere umano e molto altro, appoggiati ed esemplificati da discorsi matematici fatti da Massimo e comprensibili anche per me, che di mate ho preso 1.25 alla maturità.

I casi stessi sono fantastici. Ben costruiti, pieni di plot twist e mai prevedibili, i vari omicidi che vedono coinvolto il BarLume sono coinvolgenti e sempre sorprendenti. Grazie poi allo stile semplice, diretto e divertente, sembra quasi di far parte noi stessi della banda di scatenati e di girovagare con loro per Pineta alla ricerca di indizi e pettegolezzi in grado di spiegare come e perché qualcuno sia morto.

Detto questo, il vero punto di forza della serie sono i personaggi. I vecchietti e le loro discussioni con Massimo, il barista stesso, Tiziana la cameriera e gli altri personaggi secondari sono fantastici. Man mano che la storia si sviluppa nei vari volumi ci troviamo coinvolti anche in sprazzi delle vite private dei protagonisti, cosa che spinge chi legge ad apprezzare ancora di più le loro storie. Gli anni passano e le persone cambiano, e lo stesso succede ai pensionati, Massimo e tutti gli altri, e seguire la nascita di nuove amicizie, nuove storie d’amore e molto altro rende la saga ancora più realistica e coinvolgente.

Se ancora non vi avessi convinto almeno a dare un’occhiata ai libri, lasciate che aggiunga un paio di cosine finali: 1) i libri sono corti, tra le 170 e le 220 pagine, ma dato che sono delle Sellerio le dimensioni sono più o meno la metà di quelle di un volume normale; 2) una volta iniziato un libro non riuscirete a mollarlo fino alla fine (e se la mia testimonianza vi sembra di parte, lasciate che vi dica che sia mamma sia papà la pensano allo stesso modo, dato che anche loro li hanno divorati in un paio di giorni soltanto); 3) i vecchietti sono esilaranti; 4) buona lettura.

PS: ora devo trovare il modo di guardarmi la serie, se è figa almeno la metà dei libri diventerà la mia preferita.

13 pensieri riguardo “Mi sono innamorata del BarLume – Recensione serie completa

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