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La ragazza dello Sputnik, Murakami Haruki – Recensione LGBTQ+ 🏳️‍🌈 | Bookmas 2021 Day 2

Qualche settimana fa mi sono presa due giorni di pausa e, con fin troppi libri, ho passato tre ore in pullman per andare a Pragelato dove ho passato i due giorni successivi a leggere. Uno di quei libri è stato La ragazza dello Sputnik di Murakami. Let’s go!

Trama

Sumire è una giovane aspirante scrittrice che si innamora di Myu, una donna sposata e con un migliore amico innamorato di lei di cui non conosciamo il nome. Questi tre personaggi e le loro vite si intrecciano indissolubilmente durante un viaggio in Grecia delle due donne che porta alla luce il passato misterioso di Myu e il futuro altrettanto incerto di Sumire.

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La ragazza dello Sputnik mi ha sorpreso. Le prima cento pagine della storia sono lente, senza grandi avvenimenti, più dedicate a introdurci i vari personaggi che a iniziare davvero la storia. In questo modo, quando succede qualcosa di davvero importante che cambia tutto, la sorpresa è grande, proprio perché ci eravamo abituati a ritmi completamente diversi.

La storia è relativamente semplice ma lo stile unico di Murakami, che unisce iperrealismo ad aspetti fiabeschi e magici, trasforma un triangolo amoroso qualunque in una storia imprevedibile e unica. Il viaggio in Grecia che cambia per sempre la vita dei tre protagonisti si sviluppa in un modo completamente inaspettato prendendo una direzione davvero particolare. Non voglio dire troppo per evitare spoiler, ma se avete intenzione di leggere questo romanzo preparatevi a tutto e sappiate che comunque non riuscirete a prevedere il corso della storia.

L’aspetto queer di questo romanzo mi è piaciuto molto. Avevo paura che il rapporto tra Sumire e Myu risultasse esagerato, cliché o feticizzante ma sono rimasta sorpresa dalla sensibilità con cui il tema viene trattato. Dopo Kafka sulla spiaggia e il suo protagonista adolescente e le sue visioni… adolescenziali sulle donne, avevo paura che si ripetesse lo stesso schema ma questo romanzo mi ha rivelato una nuova sfaccettatura del talento di Murakami, ovvero la sua abilità di calarsi nei personaggi che scrive al punto da imitare stili di pensiero con grandissima naturalezza.

Qui invece abbiamo un narratore che, pur soffrendo perché non può stare con la donna che ama, non la odia o da la colpa a Myu per non poter toccare Sumire. L’amico supporta le decisioni della sua cotta anche quando queste la allontanano da lui ed è sempre pronto ad appoggiarla. I triangoli in genere non mi piacciono ma devo dire che questo mi ha colpito perché invece di essere il solito “due uomini lottano per una donna” abbiamo due donne che si amano (ma non senza problemi) e un unico uomo che soffre in silenzio, sempre e comunque mettendo l’amicizia di Sumire al primo posto.

Scrittori (ma anche uomini) di tutto il mondo, prendete nota: è così che si parla di rapporti tra donne senza ridurle a un fetish.

7 pensieri riguardo “La ragazza dello Sputnik, Murakami Haruki – Recensione LGBTQ+ 🏳️‍🌈 | Bookmas 2021 Day 2

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