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La morte a Venezia (e per fortuna sto tipo muore davvero) – Recensione LGBTQ+ 🏳️‍🌈 | Bookmas 2021 Day 4

Dopo aver finito La ragazza dello Sputnik ho iniziato quasi subito La morte a Venezia, altro classico quel che mi ero portata in montagna. Erano anni che lo volevo leggere e finalmente ci sono riuscita, anche se devo dire che forse non avrei dovuto farlo.

Trama

Avete presente Lolita? Ecco, sostituite Herbert con un altro cinquantenne tedesco, Dolores con un ragazzino di quattordici anni bello come una statua greca, sottraete gli stupri e gli omicidi e avrete La morte a Venezia.

In pratica, il vecchio pedofilo va a Venezia in vacanza, vede per caso un ragazzino che soggiorna nel suo stesso albergo con la sua famiglia e ne resta incantato e ossessionato. Nei giorni successivi inizia quindi a seguirlo e sbavargli dietro, convinto che il ragazzino lo ricambi (MA PER FAVORE, SCHIFOSO DI MERDA) e non fa altro (PER FORTUNA PORCO CAZZO), poi si ammala e muore (e Alix ne celebra la morte ballando e cantando).

Fine.

Commenti

E’ impossibile negarlo, lo stile e il linguaggio in cui è scritto questo romanzo è bellissimo. Ci sono discussione spettacolari sulla vita, la bellezza e l’arte che potrei leggere e rileggere senza mai stancarmene, catturata dalla poesia delle parole e la filosofia che nascondo.

Ma tutto ciò non può mascherare il fatto che la storia di per sé sia disgustosa. Sebbene tra i due non succeda mai nulla (PER FORTUNA PORCO CAZZO 2.0), leggere le seghe mentali di un pedofilo non è che sia così bello e divertente. Perché sto coglione è completamente convinto che il ragazzino lo ricambi di nascosto e quindi ne tesse le lodi per pagine e pagine, parlando degli sguardi che si scambiano come se fossero promesse infuocate e balle varie. Argh.

Man mano che i giorni passano e che Mr. Pedofilo si perde nella sua fantasia, inizia anche ad ammalarsi e a cambiare: diventa egoista (e rincoglionito, scusate il francesismo) al punto da non avvisare la famiglia del ragazzo della peste che sta divorando Venezia pur di non vederli partire e si copre di ridicolo andando a farsi pettinare e truccare da un parrucchiere per sembrare più giovane (per carità, fa quel che ti pare, ma sto pischello ti ha già visto per il vecchio schifoso che sei, che senso ha coprirsi di cerone e blush giorni e giorni dopo il vostro primo incontro?).

C’è poco altro da dire su questo romanzo che non abbia già eloquentemente espresso nelle frasi precedenti, quindi la smetto qui prima di vomitare sul computer che mio fratello mi ha gentilmente prestato per scrivere questo articolo. Ci vediamo domani, con qualcosa di decisamente più bello (anche perché è difficile scrivere qualcosa di più disgustoso di questo). Bye bitches!

11 pensieri riguardo “La morte a Venezia (e per fortuna sto tipo muore davvero) – Recensione LGBTQ+ 🏳️‍🌈 | Bookmas 2021 Day 4

  1. Beh…non su può che ridere a crepapelle del tuo succinto ma eloquente e tagliente commento su trama e complimenti per la capacità di apprezzare altri elementi. Grazie delle risate

    Piace a 1 persona

  2. Sai che la storia è ispirata a una vera vacanza a Venezia dell’autore, in cui incontrò un ragazzino che lo colpì realmente? Su Wikipedia trovi un valido riassunto della vicenda.
    Io ho trovato il libro molto lento e pesante, oltre che piuttosto sbagliato per le ragioni che hai detto.

    Piace a 1 persona

    1. E’ stato pubblicato nel 1912 quindi è relativamente vecchio. Vero che all’epoca non era visto così male (credo ma potrei benissimo sbagliarmi), ma che schifo comunque.

      "Mi piace"

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