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La stanza di Giovanni, dove Giovanni si merita di meglio e David di peggio – Recensione LGBTQ+ 🏳️‍🌈 | Bookmas 2021 Day 7

Libro numero tre letto durante mie due giorni di vacanza a tema quel a Pragelato è La stanza dio Giovanni di James Baldwin. E preparatevi, perché ho molte opinioni e non tutte positive o tranquille, anzi.

Trama

David è un rompicoglioni e codardo (✌️) americano che si trasferisce per un po’ di tempo a Parigi per conoscere il suo vero io e balle varie, il che significa che, nonostante si fidanzi con una ragazza bella e brava e cazzi e mazzi, continua a scoparsi degli uomini di nascosto e negare la sua sessualità. Una sera David conosce Giovanni, barista italiano che lavora in un localaccio a Parigi e i due sono subito attratti l’uno dall’altro.

Ma qualcosa va male, anzi, malissimo, perché fin dalla seconda pagina sappiamo che Giovanni è condannato a morte e che gli restano solo poche ore di vita. Seguiamo così David che rivive la sua storia d’amore e odio con Giovanni durata pochissimi mesi ma che segnerà indelebilmente i due uomini e le persone attorno a loro.

Commenti

La stanza di Giovanni mi ricorda La dama delle camelie: in entrambe le storie c’è una coppia nel mezzo di una storia di amore e odio profondamente sbagliata che non riescono a lasciarsi alle spalle, con uno dei due (Armand e David) che fanno un errore dietro l’altro, trattano il partner di merda, non riescono ad ammettere i loro errori e feriscono le persone che li amano, mentre Marguerite e Giovanni amano fin troppo, soffrono e fanno scelte sbagliate che li portano alla morte.

Come immagino abbiate già capito, odio profondamente David. L’americano è un codardo che non solo non riesce ad ammettere la sua vera natura, ma che obbliga sia la fidanzata sia Giovanni a vivere una menzogna che alla lunga li rovina. David è convinto che tutto gli sia dovuto e di avere il diritto di amare e odiare e usare Giovanni come gli pare e gli piace. Mentre l’italiano è profondamente innamorato e convinto che David lo ricambi, il coglione di turno inizia rapidamente a odiarlo,, a odiare quello che rappresenta e infine la stanza dove i due si sono trasferiti a vivere insieme. E invece di parlarne o di affrontare la questione come un adulto, David maltratta Giovanni, lo abbandona per andare con prostitute e per fare festa da solo, facendolo preoccupare inutilmente.

Capisco che uno possa aver paura di se stesso e di ciò che una persona può fare in casi estremi, ma David più che spaventato da ciò che vede nello specchio non ha le palle di fare nulla. E’ in un limbo fatto di alcool e sesso e bugie che non vuole lasciare, nemmeno quando questo limbo tanto comodo all’improvviso si fa troppo stretto. Si lascia trascinare dalle conseguenze delle sue azioni e poi se ne lamenta, come se non fosse lui stesso la causa dei suoi mali. E’ patetico.

Giovanni invece è profondamente emotivo e innamorato. Non voglio dire che sia perfetto o che non sbagli mai, ma non si merita la fine che fa: travolto dall’impassibilità (e l’inutilità) di David, si lascia prendere dalla loro storia e la rende il centro del suo mondo, e quando essa finisce tutto ciò che pensava di essersi costruito attorno gli crolla addosso, trascinandolo nella rovina e causandone la sua fine. Ma la colpa non è sua, come David e la sua ragazza cercano di convincersi e di convincere il lettore. La rovina della loro storia (che già dal primo momento è destinata a fallire perché David preferisce scappare di casa per andare a fare orge con marinai sconosciuti piuttosto che creare una famiglia con la tipa che in teoria vuole sposare) ricade solo e soltanto sulle cazzate di David. Giovanni e il suo disastroso destino solo solo un disastro collaterale per David, che nonostante ne sia la causa ne è irritato come se l’esecuzione del suo ex sia un fastidio leggero ma passeggero come lo sciopero dei pullman che ti fa arrivare leggermente in ritardo al lavoro.

Caro David, fottiti. Con un cactus.

3 pensieri riguardo “La stanza di Giovanni, dove Giovanni si merita di meglio e David di peggio – Recensione LGBTQ+ 🏳️‍🌈 | Bookmas 2021 Day 7

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