Bookmas 2021 · Libri

Come sono cambiate le mie letture negli ultimi dieci anni | Bookmas 2021 Day 14

Mi sono appassionata alla lettura il giorno in cui ho compiuto sette anni grazie a un libro di leggende sulle Dolomiti che i miei genitori mi regalarono quel giorno. Da allora ho divorato un po’ di tutto, ma è innegabile che, con il tempo, i miei gusti e le mie abitudini siano ambiate, e non di poco.

Partiamo dall’inizio.

Dopo aver letto I monti pallidi mi spostai verso Astrid Lindgren (Pippi Calzelunghe, Emil il terribile, Martina di Poggio di Giugno…), libri di fiabe e leggende e quello che avevo in casa che mamma considerava adatto alla mia età. Nelle estati successive scoprii il mondo paradisiaco delle biblioteche e iniziai a leggere libri di avventura della sezione dei ragazzi, ovvero le storie di Davy Crockett e altri cowboy/nativi americani, Gialli dei Ragazzi e romanzi simili, che adoravo. Lessi anche qualche classico tipo Pattini d’Argento e Pollyanna, poi iniziai la terza elementare e scoprii Salgari.

Nonostante le scene di tortura, sparatorie e guerre, Salgari non mi spaventò mai e nonostante avessi appena una decina di anni lessi tutto quello che riuscii a trovare di suo, facendo quasi una competizione con Niccolò, il mio migliore amico. Finita questa gara ne iniziai una seconda, con Edoardo stavolta, per vedere chi avrebbe finito prima Narnia. Ma le nostre madri, che volevano facessimo qualcos’altro oltre a leggere tutto il giorno, avevano deciso di comune accordo di darci un solo libro al mese, che entrambi divoravamo subito. Nonostante il patto, Edo finì la serie prima di me perché si prese la febbre, reato a casa per tre giorni e sua madre gli concesse un libro al giorno per tirargli su il morale.

Man mano che crescevo espansi le mie letture con qualche giallo qua e là, partendo da fratello Cadfael e Agatha Christie per poi aggiungere altri classici, ovvero Edgar Wallace, Ellery Queen e Arthur Conan Doyle. Da lì mi spostai verso i thriller (ovvero Dan Brown) e tutto quello che la quattordicenne me considerava cool e not girly.

E qui dobbiamo fare un piccolo excursus: la scuola dove sono andata era microscopica e io ero l’unica ragazza in una classe di tutti maschi (per un totale di sei alunni). Nel tentativo di dimostrarmi forte e tosta divenni un maschiaccio anche io, negandomi tutto quello che consideravo femminile o delicato. Valeva per i vestiti, il mio comportamento e anche i libri e la musica. Fu la mia not like other girls phase.

Dato che dovevo quindi dimostrarmi invincibile, iniziai a leggere cose che, secondo me, le ragazze della mia età non leggevano. Niente storie romantiche, niente Young Adults, solo classici, gialli e thriller. E mettiamolo in chiaro subito: ognuno ha i suoi gusti, tutto possiamo leggere quello che ci pare e i libri non hanno genere. Non c’è nulla di male nel leggere e apprezzare storie più soft e romanzi diretti a un pubblico più giovane, anzi; ma all’epoca mi concentrai su quello che secondo me era più “maschile” e intellettuale. Le poche volte che leggevo qualcosa di romantico mi sentivo quasi in colpa, come se mi stessi tradendo, il che è una cazzata enorme ma ero piccola.

Detto ciò, non voglio dire che non mi piaceva quello che stavo leggendo; i classici mi piacevano e mi piacciono tutt’ora, anche se in modo più critico.

Negli ultimi anni invece ho imparato a capire meglio i miei gusti e il fatto che non ci sia nulla di male nell’apprezzare libri che non vengono considerati classici o intellettuali. Pian piano mi sono resa conto che ci sono davvero tante cosa che non mi interessano, sebbene moltissima gente li consideri libri da leggere almeno una volta nella vita. Mi sono quindi liberata di romanzi tipo I Malavoglia, I Promessi Sposi, vari volumi della Fallaci e un sacco di altri grandi esponenti della letteratura italiana. Perché non mi va di leggere di tragiche saghe familiari o di crisi esistenziali deprimenti, soprattutto se alla fine non lo faccio per il mio piacere personale ma solo perché altra gente pensa che dovrei farlo.

E’ stato un processo lungo che non ho ancora finito del tutto, ma man mano mi sto permettendo di leggere solo quello che mi interessa davvero. E negli ultimi due o tre anni ho iniziato ad esplorare altri generi che prima ignoravo. Su YouTube ho scoperto Cindy e Kat e ho iniziato a seguire i loro consigli, partendo da Sei di Corvi e Love Simon per poi allargare i miei orizzonti con un sacco di altri Young Adults, fantasy e sci-fi.

Ora I miei generi preferiti sono questi tre. Leggo ancora qualche thriller o giallo ma molto meno di prima e preferisco le storie ambientate in mondi fantastici, magari pieni di magia o persi tra altri universi e pianeti. Sto anche leggendo molti classici della letteratura queer, qualche autobiografia e libri di divulgazione scientifica o femminismo e di tanto in tanto filosofia.

Sto lentamente imparando a definire meglio ciò che mi piace e ciò che invece non mi importa in modo da poter rendere la lettura un momento davvero piacevole e personale, senza lasciarmi influenzare da ciò che altre persone considerano letteratura fondamentale. Magari suona ridicolo, ma per me capire cosa mi piace davvero è stato un viaggio lungo e non facile, data la mia necessità di venire accettata e vista come una tipa tosta sotto ogni aspetto. Ma ora sono finalmente arrivata alla fase in cui non mi importa più di tanto quello che le altre persone pensano della mia libreria e devo dire che non mi è mai andata così bene. Mai come in questi tempi ho letto e trovato libri che adoro e che considero i miei preferiti e non potrei esserne più felice. E se a qualcuno sembra assurdo non leggere Delitto e Castigo o non apprezzare 1984 e Bukowski, beh, non sono affari miei.

13 pensieri riguardo “Come sono cambiate le mie letture negli ultimi dieci anni | Bookmas 2021 Day 14

  1. Che bello riflettere su come le letture crescono e cambiano con noi. Assolutamente d’accordo sul fatto di leggere quel che ci piace fregandocene del giudizio altrui. Se è qualcosa che facciamo per stare bene, non possono esserci vincoli imposti dall’esterno.

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