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La mafia nello zaino è un libro che dovremmo leggere tutti – Recensione

Dopo Immacolata Intercezione, la casa editrice Il ramo e la Foglia mi ha contattata nuovamente qualche giorno fa per propormi una seconda collaborazione. Il libro che mi hanno inviato si chiama La mafia nello zaino, di Alessandro Cortese, disponibile dal 27 gennaio in libreria e online.

Se mi conoscete di persona preparatevi: prima o poi, per il compleanno o Natale, ve ne regalerò una copia. Perché questo è un libro commovente e bellissimo, adatto a tutte le età e in grado di coinvolgere e far appassionare anche i lettori meno esperti.

Trama

Nella caldissima Sicilia estiva, un paesino senza nome diventa teatro di una serie di uccisioni collegate alla mafia. Ma nessuno ne parla, della mafia, e il picciriddu protagonista non riesce a capirne il perché. Così dedice di prendere la faccenda nelle sue mani e iniziare a indagare, insospettito dallo strano comportamento degli adulti attorno a lui: la madre sempre triste, il padre con le sue riunioni di amici, ma anche sindaci e parrucchieri che non rispondono alle sue domande e un nano che invece sembra disposto a farlo. In una specie di lettera d’amore e odio per la Sicilia, Alessandro Cortese ci racconta cosa significhi diventare grandi e capire la mafia attraverso gli occhi e l’innocenza di un picciriddu curioso e testardo, eroico nel suo essere un ragazzino qualunque che cerca di scoprire cosa voglia dire amare davvero la Sicilia e diventare adulti.

Commenti

La mafia nello zaino è una storia di crescita, di speranza ma anche di comprensione e paura. Il picciriddu inizia a crescere e si trova sul ciglio della perdita della sua innocenza, ma la verità e la necessità di capire è più importante di vivere nell’ignoranza. Ed è una cosa bellissima da leggere, perché, sebbene divisi tra voler vedere il mondo con il suo candore e sapere cosa si nasconda davvero nell’essere adulti, non possiamo non seguire il ragazzino nel suo viaggio, leggendo tra le righe quello che i grandi fanno per completare il quadro di ciò che sta succedendo nel paesino.

Altro particolare fondamentale della trama è la Sicilia, che ha un’importanza e uno spessore che la rendono quasi un personaggio fisico, sempre presente e sfondo della storia. La Sicilia, la splendida Sicilia, è al tempo stesso casa e famiglia, presenza sempre nel tuo cuore che non ti abbandonerà mai, ma anche una maledizione, perché rappresenta un modo di pensare, di vivere, vedere e sentire e volutamente ignorare per non mettersi in pericolo. I personaggi amano profondamente la loro terra, ma questo amore prende strade diverse. Alcuni di loro decidono di farsi giustizia e governarsi da soli, rigirando la verità in modo da scusare le loro orribili azioni usando anche Dio quando necessario. Con la scusa di migliorare la Sicilia, queste persone la rovinano, la terrorizzano e ammazzano secondo quello che fa loro comodo. Altri invece cercano di capirla e amarla in un altro modo, non meno viscerale ma di sicuro senza violenza e terrore.

Il risultato è una storia straziante e bellissima, che mi ha fatto piangere almeno due o tre volte ma che non potrei essere più felice di aver letto. Perché La mafia nello zaino è un romanzo semplicemente bello, con un messaggio commovente che raggiunge lettori di ogni età. Perché, in fondo, siamo tutti picciriddi alla ricerca della verità. Anche quando questa fa male.

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