Libri · Recensioni

L’ultimo cavaliere – La Torre Nera #1 (aka Alix dà un’altra possibilità a Stephen King)

La mia esperienza con Stephen King è limitata e non delle migliori. Shining mi ha annoiato e non mi ha affatto spaventato come volevo, It l’ho mollato perché lento e palloso; Misery invece mi è piaciuto un sacco. Fine. Fino ad ora non avevo letto null’altro di suo, mai davvero interessata abbastanza. Poi ho scoperto Daniel Greene, ho notato che avevamo gusti simili in fatto di letture e visto che a lui la serie della Torre Nera piace ho deciso di dare a King un’altra chance. Che stavolta ha superato brillantemente (finalmente).

Trama

Roland è un pistolero con una missione autoimposta quasi impossibile. Da tempo rincorre l’uomo in nero per ucciderlo, senza mai avvicinarlo più di tanto. Ma ora le cose sembrano prendere una piega diversa. Pian piano la distanza tra i due si sta accorciando e il pistolero sente nelle ossa che il loro inevitabile incontro-scontro avverrà relativamente presto. Ma l’uomo in nero è potente e non resta con le mani in mano, anzi si protegge disseminando la strada del suo nemico di trappole mortali, trappole che prendono forme inaspettate, umane, calibrate sul pistolero per raggirarlo davvero. 

Commenti

L’ultimo cavaliere mi è piaciuto molto. Come King stesso commenta nella prefazione, lo stile di scrittura è esageratamente fiorito, pieno di similitudini e metafore tipiche di uno scrittore in erba (dato che questo fu uno dei suoi primi libri) ma che riesce comunque a trasmettere immagini con una chiarezza non comune. Manca secondo me un certo spessore emotivo e le scene di azione vera sono poche e corte; ciò però rende la lettura scorrevole e veloce, quindi forse non è una cosa del tutto negativa. 

I personaggi, anche se sarebbe meglio dire il protagonista, visto che tutte le altre persone nominate sono solo comparse nella sua vita, sono decisamente unici, anche se solo abbozzati. Non sappiamo davvero tutto di nessuno: King inventa un mondo ricco di storia e tradizioni che vengono solo nominate e mai spiegate davvero, come se il lettore dovesse districarsi in questa copia del mondo reale per capire cosa stia succedendo. E attenzione: non è una critica ma una constatazione. Il mondo in cui è ambientato il romanzo è una copia del nostro, sbiadita come una vecchia foto, cosa che si evince da certe affermazioni dei personaggi. E’ come se vedessimo il nostro mondo, o una versione post apocalittica di esso nel quale si torna al Far West, attraverso delle lenti che lo distorcono, mettendo qualcosa dove non dovrebbe esserci e togliendola da un’altra parte. 

L’effetto finale è quello di un universo parallelo che sembra quasi di poter toccare, semplice ma brutale nel quale è impossibile non perdersi affianco al pistolero, cacciando l’uomo in nero assieme a lui. 

Quindi sì, King ha superato la prova. E ora non vedo l’ora di comprare il resto dei libri della saga e finirli, perché ho ancora un sacco di domande. Prima però devo leggere La Ruota del Tempo, perché a quanto pare Daniel Greene riesce ad essere estremamente convincente quando parla dei suoi romanzi preferiti.

13 pensieri riguardo “L’ultimo cavaliere – La Torre Nera #1 (aka Alix dà un’altra possibilità a Stephen King)

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