Libri · Recensioni

Memorie di un’avventuriera (di Emanuela Monti) mi ha fatto scoprire una nuova eroina – Recensione

Avete mai sentito parlare di Aphra Behn? Io no, almeno fino a una mail da Il Ramo e la Foglie Edizioni di qualche giorno fa. In questa mail, la casa editrice mi proponeva un terzo libro per la nostra collaborazione, ovvero Memorie di un’avventuriera di Emanuela Monti, dove l’autrice mescola storia e fantasia per ricreare la vita della drammaturga Aphra Behn, romanzandola e ricostruendola dopo anni di ricerche per presentarla al mondo sotto forma di un romanzo scorrevole e piacevolissimo da leggere.

Trama

Raccontarvi la trama di una biografia è leeeeeggermente controproducente, considerando che rischierei di dire troppo. Quello che posso dirvi è che Aphra è stata una figura unica: nel diciassettesimo secolo, in un mondo che vedeva le donne come macchine per sfornare figli e raccogliere ingenti doti (se nobili), la Behn divenne la prima donna a guadagnarsi da vivere scrivendo poesie, drammi teatrali e romanzi. La prima drammaturga inglese, la prima in grado di vivere solo e soltanto della sua arte, almeno per un lungo periodo della sua vita. E se questo non vi sembra abbastanza, lasciate che vi dica solo un’altra cosa: fu anche una spia al servizio di Re Carlo II.

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Memorie di un’avventuriera inizia con una serie di lettere che presentano la situazione presente: Aphra e una sua amica, l’attrice Lady Slingsby, sono in carcere per aver scritto e interpretato un’opera in teoria anonima che insultava un nobile. Da lì, Aphra approfitta del momento per raccontare la storia della sua vita all’amica, dall’infanzia e suoi primi amori fino allo spionaggio e la sua carriera come artista “libertina” e amante dell’amore e la bella vita, senza nascondere nulla, fino a concludersi con una seconda serie di lettere scritte da persone vicino a lei.

Adoro questa struttura, perché fin da subito ci si sente subito attratti alla storia e a quello che sta succedendo, fin da subito vogliamo sapere di più di quello che è successo. Lo stile, pur abbellendo il linguaggio e rendendolo simile a quello del diciassettesimo secolo, con una visione molto filosofica e poetica della vita, è facile da seguire, scorrevole ed estremamente piacevole.

Il romanzo inoltre è piuttosto corto (circa 180 pagine), quindi non ho potuto fare a meno di leggerlo tutto d’un fiato, in parte per lo stile rapido e accattivante ma soprattutto per ciò che il romanzo contiene, ovvero una vita incredibilmente interessante che, secondo la mia (non tanto) modesta opinione dovremmo conoscere tutti, perché Aphra è un esempio spettacolare di ciò che le donne possono ottenere anche quando il mondo attorno a loro prova in tutti i modi a fermarle. Se Virginia Woolf e Vita Sackville-West ne parlano come di un esempio letterario da ammirare e imitare, chi sono io per negarne l’importanza?

Fin dal titolo del volume (Memorie di un’avventuriera – Liberamente ispirato alla vita di Aphra Behn) sappiamo che Emanuela Monti ha mischiato realtà e finzione per creare questo libro. Io non ho idea di dove si trovi la linea che divide ciò che accadde realmente da quello che è stato aggiunto, ma la verità è che mi importa fino a un certo punto, perché il risultato è un romanzo davvero speciale e fantastico, che mi ha colpita moltissimo e mi ha fatto conoscere una nuova donna da ammirare e da cui trarre ispirazione.

In conclusione, Aphra è stata una donna tostissima che sono curiosa di conoscere meglio attraverso le sue opere e di cui dovremmo parlare molto di più. Sapete, ora che ci penso sono quasi offesa da fatto che mi ci siano voluti 24 anni per conoscerla: perché i miei prof di letteratura non l’hanno mai nominata??? La prima drammaturga inglese in grado di guadagnarsi da vivere tramite le sue parole e nessuno me ne ha mai parlato. Perché cavolo la R. (prof di letteratura, n.d.a.) ci fece leggere BIANCA COME IL LATTE ROSSA COME IL SANGUE MA NON CI PARLò MAI DI APHRA? ARGH.

Vado a calmarmi accarezzando la mia gattina (adottata mesetto fa!!) e bevendo una mega tazza di soba cha. See ya!

11 pensieri riguardo “Memorie di un’avventuriera (di Emanuela Monti) mi ha fatto scoprire una nuova eroina – Recensione

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