Alix nel Paese degli Horror · Libri

Alix nel Paese degli Horror – Capitolo 1: El Comienzo, o L’esorcista

Era un día cálido y tranquilo en Pinar de Las Rozas quando decisi di andare a fare un giro in uno dei miei negozietti preferiti a Las Rozas. Era il terzo trimestre del mio primo anno in Spagna e al momento stavo vivendo con uno dei miei compagni di classe perché la madre affittava una delle stanze della casa. Eravamo in quattro (madre, compagno, fratello maggiore, io) più un bel gatto indipendente che passava la maggior parte della sua giornata fuori, nei campi dietro casa. La madre, oltre a essere una grandissima cuoca e non aver avuto reazioni di alcun tipo quando mi tinsi di rosa i capelli nel suo bagno, conosceva un negozietto fighissimo che divenne un punto fisso della mia permanenza in Spagna.

Si trattava di una tiendita molto carina che vendeva vestiti e oggetti di seconda mano, portati dai clienti stessi, il cui ricavato veniva usato in varie missioni in Africa. Costava tutto pochissimo e negli anni presi lì un sacco di vestiti, maglie, felpe, regali per i miei e pupazzi (tra cui uno squalo di quasi un metro, uno Spongebob di 70 cm, una mucca che sembrava stesse saltando e un’ippopotamo ubriaco), ma soprattutto libri. Come potevo resistere, quando potevo portarmene a casa una decina per sì e no sei euro????

Così, un pomeriggio che non ricordo con troppa chiarezza, presi il 622 (o il 628, tanto facevano la stessa strada) a Pinar, arrivai a Las Rozas e andai a vedere cosa c’era di interessante nel negozio. Fu così che trovai una copia de L’esorcista (in spagnolo, obv) e decisi che, per la prima volta nella mia vita, avrei letto un horror. Non sapevo cosa aspettarmi, solo che probabilmente mi avrebbe spaventato, ma dato che era quello che volevo non ero troppo preoccupata.

Iniziai il libro appena tornata a casa, eccitatissima, e ben presto mi ritrovai catturata in una storia terrificante che non riuscivo a posare nemmeno durante le telenovelas del pomeriggio, il che era un affare serio: la madre guardava tutti i pomeriggi due episodi di due serie made in Madrid e poi non rivolgeva più una sola occhiata alla tv fino agli episodi del giorno successivo, fatta esclusione per Eurovision quell’aprile, e spesso le tenevo compagnia. Erano storie assurde ma esilaranti nel modo in cui solo le telenovelas possono esserle e mi divertivo un sacco a guardarle e commentarle con lei, tutte e due in piedi tra la tele e il divano (non so perché non ci sedessimo). Quel pomeriggio però mi immersi nel libro e non lo mollai un secondo, nonostante mi stessi cagando addosso.

Perché L’esorcista era spaventoso e terribile nel miglior modo possibile. Ricordo chiaro come se fosse oggi un momento in particolare: ero seduta sul divano a leggere, con i capelli (ormai rosa) che mi coprivano parte del viso. Fratello maggiore era fuori, la madre pure; il mio compagno invece era davanti a me, al computer, a giocare a LOL. Il sole entrava dalla portafinestra aperta e il gatto era nel giardino dietro casa a fare chissà cosa. Nel mezzo di quel terrificante pomeriggio tranquillo, il mio compagno si alzò dalla sedia per chissà cosa e mi passò davanti: ero così presa dalla lettura che lo vidi solo con la coda dell’occhio, e, spaventata com’ero, feci un salto talmente visibile che spaventai pure lui. Fu spassoso, una volta che gli spiegai perché avevo reagito così, ma sul momento mi presi un colpo con tanto di tachicardia e brividi e pelle d’oca.

E così quella sera, una volta finito El Exorcista, sognai ragni grandi come bambine che strisciavano da sotto il letto e passai ore con la luce accesa in piena notte a cercare di trovare il coraggio di guardare sotto il letto per assicurarmi che non ci fossero mostri nello spazietto tra il letto e il pavimento.

L’esorcista fu per me una rivelazione: pochi altri libri hanno avuto un impatto emotivo così grande e indimenticabile su di me. In quel momento decisi che avrei cercato altri libri horror per cercare di ricreare le stesse sensazioni che questo mi aveva provocato: ci sono un sacco di romanzi del genere horror, di sicuro non sarebbe stato difficile trovare qualcosa di simile, giusto?

Sbagliato.

Ma ve ne parlerò nel prossimo capitolo.

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