Libri · Recensioni

Elantris, Brandon Sanderson – The Cosmere #4

Devo essere sincera: adoro davvero Mistborn ma Elantris mi è piaciuto ancora di più, con mia grande sorpresa. L’ho letto in due giorni perché ho deciso di iniziarlo un venerdì sera, pur sapendo che sabato mi sarei dovuta svegliare alle 5 del mattino per lavoro, ma mi è piaciuto talmente tanto che avrei potuto leggere tutte le 600+ pagine che lo compongono in un giorno solo.

Trama

Un tempo la città di Elantris nel regno di Arelon era abitata da dei e dee fino all’improvvisa comparsa dello Shaod, una malattia magica sconosciuta, che colpì la città e portò la società al bordo del collasso. Dieci anni dopo, Teod e Arelon sono gli ultimi due paesi rimasti liberi dal giogo di Fjorden: per stringere un’alleanza la principessa Sarene di Teod e il principe Raoden di Arelon decidono di sposarsi nel tentativo di unire i paesi contro il nemico comune. Prima che il matrimonio abbia occasione di celebrarsi Raoden viene colpito dallo Shaod e rinchiuso nelle mura di Elantris con gli altri ammalati.

Legalmente sposata ma senza un vero ruolo a corte, Sarene decide di usare le sue capacità diplomatiche per evitare la rovina di Arelon per mano di un re incapace, formando una cospirazione con suo zio e gli amici di Raoden. Nel frattempo, all’interno di Elantris, Raoden cerca di aiutare gli altri ammalati, ridotti a poco più di bestie da anni di fame e ferite che non guariscono.

Ma i due non hanno tutto il tempo che vorrebbero: l’arrivo di Hrathen, sacerdote guerriero di Fjorden, sconvolge la corte di Arelon e preannuncia una guerra contro Fjorden.

Gli unici che possono provare a fermarlo sono la principessa senza regno e il principe prigioniero della sua malattia, inconsapevoli l’una delle azioni dell’altro.

Commenti

Elantris è una figata, decisamente uno dei libri più belli letti quest’anno. Una delle cose che mi sono piaciute di più è il modo in cui il sistema magico non funziona all’inizio della storia, è praticamente sconosciuto, e i personaggi devono lavorare per tutto il libro per capirlo di nuovo. Sanderson è particolarmente famoso per la sua abilità di creare sistemi magici unici e con regole ferree che i personaggi devono seguire senza eccezioni, e vedere come in questo caso la magia sia assente per tre quarti della storia è un cambio davvero intrigante.

Anche la trama mi ha colpito moltissimo: l’idea della città divina caduta e usata come prigione per quelli che sono in pratica zombie è un’idea geniale, e se lo colleghiamo alla tensione creata dalla possibile guerra dietro l’angolo il risultato finale è una storia impossibile da mollare fino alla fine.

Ma il vero punto di forza sono i personaggi. Abbiamo gli amici di Raoden e la famiglia di Sarene, tutti diversi l’uno dall’altro e con personalità uniche, che si battono per ottenere un Arelon migliore. Anche gli abitanti di Elantris sono diversi tra loro, con abilità e storie uniche che scopriamo pian piano. I tre protagonisti sono le stelle della storia.

Abbiamo Hrathen, il prete guerriero con il potere di distruggere nazioni, divorato dal rimorso e con una visione cinica e fredda della sua fede, che si trova a dover affrontare i suoi demoni (e Sarene) mentre cerca di far rinnegare a un’intera nazione la sua fede. Il suo arc è incredibile da leggere, anche se è il cattivo della storia: è impossibile odiarlo, nonostante tutto.

Raoden è un leader nato, al contrario del padre, chiaramente amato dal suo popolo e in grado di infondere speranza anche tra i morti viventi di Elantris. Non è perfetto, ma è profondamente umano e convinto del suo ruolo come protettore del suo popolo. Raoden fa tutto quello che può, anche se in certi casi le sue scelte sono piuttosto discutibili, per migliorare la vita delle persone che dipendono da lui.

Sarene infine è uno dei miei nuovi personaggi preferiti. Donna forte e decisa, è lei che propone a Raoden il matrimonio combinato per salvare i loro paesi. Dopo anni passati come diplomatica per il suo regno, Sarene si trova a non avere un ruolo nella sua nuova reggia, e decide di prendere in mano la situazione e cambiare le cose, spaventata dalle idee del re che stanno portando il paese al collasso, sebbene considerata una sciocca dalla corte. Vederla lottare per il regno e le donne della corte (nonché Elantris) è la parte che preferisco di tutto il libro, assieme alla sua relazione con Raoden.

In breve, Elantris è una storia fantastica con personaggi geniali. Se non avete mai letto nulla di Sanderson e non volete iniziare con le sue serie mastodontiche, Elantris è perfetto: è uno standalone bellissimo che potete leggere senza compromessi e, se vi piace, può valere come introduzione per il resto del Cosmere. Dopo Elantris c’è un breve racconto chiamato La speranza di Elantris (di cui vi parlerò domani) che è quasi una missing scene legata al finale del libro, ma per il resto Elantris non ha un sequel.

Ultima cosetta: nello stesso mondo di Elantris è ambientato anche L’Anima dell’Imperatore, un romanzo breve (brevissimo, promesso!); personaggi sono diversi, il sistema magico pure, l’unica cosa che hanno in comune è il pianeta in cui sono ambientati. E Hoid, ma Hoid è presente in tutti i romanzi del Cosmere (non so ancora come o perché, ma lo adoro e adoro il suo ruolo, quindi per ora potete ignorarlo, salterò fuori solo se continuate con gli altri romanzi). Se le 600 pagine di Elantris sono troppe, provate con L’Anima dell’Imperatore (review in arrivo!).

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