Musica

Canzoni da adulti e bambine (poco) curiose

Vi è mai capitato di riascoltare le canzoni della vostra infanzia prestando attenzione al testo per la prima volta per poi scoprire che parlavano tutte di sesso, droga, rock&roll e molto altro?

A me sì, poco tempo fa.

Ora, piccola premessa: i miei mi hanno cresciuta a pane, Rolling Stones&co., dove co. sta per Police, Téléphone, Manu Chao, The Who, Beatles, Edoardo Bennato e tanti altri classici degli anni ’60 e ’70. Quindi, per anni, io ho storpiato e stonato canzoni fantastiche, che ancora adesso amo profondamente, e che parlano di tutto tranne che di cose adatte ai bambini.

Dopotutto, a quattro, cinque, sei o dodici anni non conoscevo ancora l’inglese o lo spagnolo al punto da capire che Mother’s Little Helper dei Rolling Stones narra di madri dipendenti dai farmaci o che Every Breath You Take dei Police parla di stalking e ancora che Clandestino prende le difese di immigrati clandestini, quindi i miei non hanno nessuna colpa. Questa è la musica che ascoltano e quella che io ho imparato ad amare fin da subito e non potrei esserne più felice.

Inoltre, non avevo nessun interesse a conoscere il testo o ciò di cui si parlava in esse: mi piacevano, le ascoltavo, le ripetevo a memoria e basta. Semplice e senza conseguenze.

Pian piano, con il tempo, mi resi conto che ehi!, quei brani avevano un significato!! Non erano solo filastrocche strane da ripetere in automatico! Io CAPIVO una parte dei testi!

Iniziai così a prestare attenzione alle parole, almeno in parte, dato che non conoscevo ancora tutti i vocaboli usati dai vari Mick Jagger o Sting.

Le prime canzone che realizzai essere “non da ragazzini” furono, ovviamente, Satisfaction e Let’s Spend The Night Together, dei Rolling Stones, seguite da Roxanne dei Police. Queste tre sono abbastanza esplicite nei loro significati, quindi mi ci volle relativamente poco a capire i temi trattati.

Per altre invece ci volle molto più tempo e attenzione: Don’t Stand So Close To Me e l’amore tra una studentessa e il suo insegnante, Can’t Stand Losing You e il suicidio di un adolescente, Hotel California e le accuse di satanismo, Paint It Black e l’accostamento con la guerra del Vietnam per via di Full Metal Jacket, Get Off My Cluod e la ribellione giovanile e moltissime altre che, con il tempo, sto riscoprendo.

Fa un certo effetto, scoprire che per anni ho cantato canzoni con testi tanto oscuri e forti senza avere la minima idea di quello che stessi dicendo. Don’t get me wrong, non mi dispiace affatto essere cresciuta ascoltando la musica fantastica dei miei genitori, che io stessa apprezzo e ammiro moltissimo, ma è strano. E’ un po’ come quando i tuoi genitori ti raccontano qualche storia particolare o scandalosa su un lontano cugino di terzo o quarto grado: ridi e ti stupisci per la situazione, fai domande, ci pensi su qualche minuto per poi continuare con la tua vita come se niente fosse.

Morale della favola? Finché non hanno Google Traduttore sottomano, i bambini possono ascoltare di tutto. Personalmente ci andrei piano con il death metal, altrimenti si rischia una competizione a base di urla tra il pargolo e lo screamer di turno, con gran orrore dei vicini. Poi, ovviamente, lungi da me dirvi come crescere i vostri frugoletti; basta che me li teniate lontani.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...