Serie e Film · Serie TV

Kono lascia la Five-0 (e io piango)

Spoiler vari in giro, soprattutto per la quinta, sesta e settima stagione!!

Il mese scorso ho deciso di cominciare per la seconda volta, e questa volta finire, Hawaii Five 0. E’ una serie che adoro ma che aveva un po’ messo da parte negli ultimi anni, quindi mi sono armata di giga e tè alla vaniglia (che fa un po’ schifo ma al supermercato non avevano altro) e mi sono rimboccata le maniche, pronta per iniziare la maratona. Dopotutto, non avevo molto altro da fare…

Ho finito le prime quattro stagioni, quelle che avevo già visto, in otto giorni. Tutto molto fico, c’è poco da dire. Fatta eccezione per il patriottismo messo un po’ ovunque, come l’ananas nelle loro ‘’’’pizze’’’’, che fa tanto figo se sei americano, ma stanca in fretta il resto del mondo. Però Steve McGarrett in divisa lo posso fissare tutto il giorno tutti i giorni, nessun problema, anzi.

Navy SEALS a parte, finita la quarta stagione inizia la quinta (ma va????). Con essa si raggiunge il centesimo episodio, che mi è piaciuto un sacco ed è nella top three dei migliori dell’intera serie. In pratica, Steve viene catturato, torturato e drogato e inizia a immaginare una realtà completamente diversa da quella in cui vive, nella quale tutti i suoi amici sono presenti, ma in vesti e con vite molto diverse da quelle che hanno. Altro punto importante dell’episodio è che FINALMENTE si conclude la storia di Wo Fat, che per quanto ben scritto e molto cool, iniziava un po’ a rompere il cazzo. Insomma, la quinta stagione è una delle migliori, episodi molto fighi, Steve si toglie spesso la maglia (lucky me) e tutto va bene. La sesta stagione tutto ok, nulla da ridire, e infine si arriva alla settima.

Ya welcome (ok, questa scena è nella seconda stagione, ma il fisichetto non cambia)

Ora. Un paio di note prima di iniziare la critica. Al momento di rinnovare il contratto a Grace Park (Kono) e Daniel Dae Kim (Chin), la CBS non ha voluto pagarli tanto quanto gli altri due attori protagonisti, due uomini bianchi. Io non voglio accusare nessuno di razzismo, ma fate un po’ voi. Anche perché dopo tante stagioni insieme non potete nemmeno dirmi che è una questioni di chi sia più famoso di chi, perché vi credo poco. In ogni caso, Grace e Daniel decidono di mollare alla fine della settima stagione, che sarà la loro ultima. E io li capisco perfettamente, anche se mi intristisce vederli partire.

L’uscita di scena di Chin è preparata bene già dall’anno precedente: si trova una fidanzata poliziotta di San Francisco, adotta la sua nipotina e più volte gli viene proposto o si trova a riflettere sulla possibilità di andare a Frisco a guidare un’unità di polizia basata sulla Five 0 (se quelli della CBS non fossero stati coglioni, avrebbero potuto sfruttare la cosa per tirarci fuori uno spin off da almeno un paio di stagioni ben fatte). Così quando durante l’ottava stagione si parla di Chin e la sua unità la cosa ha senso.

Il mio problema è l’uscita di squadra di Kono. Durante la serie il gruppo aveva affrontato pochissimi (se non addirittura nessuno, ora non ricordo alla perfezione) casi di violenza sessuale, quindi quando appare un caso di prostituzione minorile, Kono appare molto scossa e incazzata, com’è giusto e normale. Solo che questo avviene verso la fine della stagione e viene risolto in un episodio soltanto, come tutti gli altri casi più semplici. Certo, alcuni cattivi scappano, quindi è chiaro che verranno affrontati nuovamente, e in più Kono ogni tanto sente una delle ragazze che aveva salvato, ma la cosa finisce lì.

Qualche episodio più tardi, una volta arrivati al finale, la squadra riesce a catturare l’uomo che teneva prigioniere le ragazzine, le salvano con una mossa alla Capitan America made in Steve McGarrett che mi ha fatto quasi venire un colpo, accidenti a lui e il suo complesso da supereroe, e tutti sono felici. Tutti tranne Kono, che dopo aver accompagnato le ragazze dalle famiglie, molla tutto, amici e marito compresi, e va in Nevada. Così, praticamente dal nulla e senza salutare nessuno.

L’unica spiegazione che ci viene offerta sul momento è uno stralcio di conversazione nella quale la squadra scopre che i loro cattivi fanno parte di un’enorme rete che rapisce e costringe le minorenni a prostituirsi che si estende per tutti gli Stati Uniti, e Kono decide immediatamente di mettersi sulle loro tracce, senza nemmeno avvisare nessuno o dire addio alla sua Ohana. 100 e lode per la motivazione, 0 per la modalità scelta per concludere la storia di Kono nella Five 0.

Kono mi piace moltissimo, è un personaggio forte, che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno ed è pronta a sacrificare tutto pur di riuscire a proteggere i suoi cari. E’ un ottimo cecchino e lotta con gente grande due volte lei con la stessa grazia e abilità di una ballerina molto mortale. E’ simpatica, bella e divertente e un’ottima poliziotta. E per quanto le motivazioni dietro la sua scelta di lasciare la squadra sono più che ottime, è il modo in cui è stato scritto il finale che mi fa incazzare ogni volta che ci penso.

Bastava rendere chiara la sua sensibilità sul tema in precedenza, preparare il terreno qualche episodio prima, com’è successo con Chin, invece di farla quasi impazzire in due episodi. Non fraintendetemi, quando si parla di costringere qualcuno a prostituirsi sono la prima a invocare la pena di morte e suggerirei di aggiungerci un bel po’ di torture pesanti quando le vittime sono minorenni, ma in questo caso una poliziotta allenata e che ha visto di tutto perde le staffe all’improvviso solo perché alcuni sceneggiatori non sanno fare il loro lavoro e non hanno idea di come maneggiare un cambiamento tanto grande come la partenza di uno dei personaggi principali della serie in modo realistico.

Mostratemi Kono che fa volontariato in un centro di supporto a vittime di violenza sessuale o domestica. Fatemela vedere mentre aiuta in una palestra insegnando autodifesa e lotta a ragazzine e donne stanche di soprusi. Girate una scena in cui durante una delle tante serate fuori con il gruppo insegna a Grace, la figlia di Danny, come tirare pugni, oppure mentre prende a calci in culo un tizio che insiste un po’ troppo con una ragazza in un bar. Perché io so che, dato il personaggio, lei probabilmente queste cose le fa già, ma se mi devo immaginare tutto io, cosa guardo la serie a fare? Insomma, cara la mia CBS, preparate meglio il terreno. (Anche perché questa era l’opportunità perfetta per un secondo spin off.)

Dal canto mio, ho deciso che, nei momenti in cui non mi incazzerò al solo pensarci, ignorerò bellamente il finale ufficiale per crearmi il mio personale, nel quale Kono parte dopo una mega festa d’addio, con l’appoggio di tutti, e ogni tanto torna alle Hawaii, insieme al cugino Chin e famiglia, per un barbecue a casa di Steve. E magari sarà la volta buona in cui potremo assistere a uno scontro tra Sang Min e Hirsch per conquistare la bella (e sposata) Kono.

2 pensieri riguardo “Kono lascia la Five-0 (e io piango)

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