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Le donne del MCU e il dolore | #MoviesWithMom

Ieri sera mamma, papà ed io abbiamo guardato Ant Man and the Wasp. Ormai manca pochissimo ad Endgame e alla fine della terza fase e con ma’ nascono sempre più spesso delle discussioni molto interessanti sui personaggi, le loro caratteristiche e le loro avventure.

L’ultima di queste scoperte/chiacchierate è successa stamattina, mentre facevamo colazione sul balcone di casa dei miei.

(E’ dalle 7.12 di stamattina che non riesco a pensare ad altro.)

Mamma mi ha fatto notare qualcosa che non avevo mai realizzato prima, ovvero la differenza tra la sofferenza e il dolore degli eroi e le eroine made in Marvel, almeno per quanto riguarda gli Avengers. .

In ogni film vediamo i personaggi, sia maschili che femminili, combattere per qualcosa. Tra guerre, lotte interne, nemici più o meno potenti da sconfiggere, il conflitto è il centro del MCU. Com’è giusto e logico, ognuno lo affronta in modo diverso e ha conseguenze diverse per ogni eroe, dallo stress post traumatico e attacchi di panico di cui soffre Tony dopo New York alla depressione di Thor durante e dopo Infinity War.

Però, se ci fermiamo a ragionare sulla natura del dolore e della sofferenza, i personaggi maschili subiscono principalmente traumi di natura psicologica, fatta eccezione di Bucky durante buona parte del XX secolo e Tony durante la prigionia in Afghanistan. Per carità, si rompono ossa e prendono pugni con una frequenza spaventosamente alta, ma li vediamo recuperare la forza fisica piuttosto in fretta e subire poi le conseguenze a livello mentale.

Zoe Saldana e Brie Larson su Twitter, ph. (e pranzo) by RDJ

I personaggi femminili invece soffrono moltissimo a livello fisico e, in seguito, anche a livello psicologico. Non tutte nello stesso modo, ma sono quasi sempre le eroine ad essere torturate o in preda al dolore per periodi di tempo prolungati.

Partiamo dalla prima Avenger donna, Natasha. Del suo passato sappiamo, se ci basiamo sul MCU, quello che ci viene mostrato in Age of Ultron e quello che ci viene detto in Avengers e in altri film, ma il succo è che è stata cresciuta, torturata e manipolata per diventare un’assassina per anni e anni, fino a quando si è salvata grazie all’intervento di Hawkeye. Da quando era una bambina, Nat passa anni ad essere allenata ad uccidere, senza soste e senza pietà.

La seconda a soffrire è Jane Foster. Forse la Gemma dell’Infinito che assorbe inavvertitamente non le causa dolore fisico, eppure inizia ad ucciderla lentamente, e la scienziata si salva solo quando Malekith si impossessa della Gemma per gettare il mondo nell’oscurità.

Gamora e Nebula hanno un passato simile a Nat. La prima viene rapita da Thanos e cresciuta per diventare la donna più letale della galassia, costretta a lottare e sconfiggere sua sorella per evitare punizioni dolorosissime. All’inizio di Guardians of the Galaxy vol. 1 è una donna spietata, che cerca solo la libertà dal padre dispotico e crudele. Con il tempo e grazie al resto dei Guardiani e le avventure vissute insieme cambia, diventa più amichevole e dimostra di avere una tempra forte e un certo spessore morale, facendo spesso da mamma al resto del gruppo, ma scopriamo anche che gli anni di tortura le hanno lasciato segni indelebili, al punto da odiare se stessa e tutto ciò che ha imparato mentre, ancora bambina, doveva lottare costantemente per sopravvivere.

Nebula ha una storia addirittura peggiore. Ogni volta che veniva battuta da Gamora una parte del suo corpo veniva sostituita da un pezzo in metallo, con il risultato che le torture e il dolore che lei dovette affrontare furono ancora maggiori della sorella. Soffre per tutta la sua vita con Thanos, e quando finalmente riesce a scappare e a rappacificarsi con la sorella, decide di provare a uccidere il Titano solo per essere catturata, torturata e usata per spingere Gamora a confessare il luogo in cui si trova la Gemma dell’anima.

Janet Van Dyne passa 30 anni nel regno quantico, sopravvivendo in qualche modo fino al ritorno del marito. Hank stesso però rischia di morire nel tentativo di salvarla dal regno, e si salva solo grazie all’arrivo provvidenziale di Janet. Per quanto ne esca senza problemi visibili, quanto può aver sofferto la donna, se al marito sono bastati pochi minuti per rischiare seriamente di impazzire?

Ava, o il Fantasma, rimane ferita in modo inguaribile nell’incidente che uccide i suoi genitori e viene cresciuta e usata come arma dallo S.H.I.E.L.D. (anche lei come Bucky diventa una macchina da guerra usata da un’organizzazione che non si fa scrupoli a usarla e a sfruttare il suo dolore) con la promessa di una cura che non arriva mai.

Potrei parlare per ore del dolore di Wanda nel perdere i genitori prima e poi il fratello, quello di Valkirie nel perdere le compagne, Hope e la madre, Pepper e il terrore costante di perdere Tony, Laura e Clint, May e Peter; sembra quasi che le donne della Marvel o vivano nella paura di perdere qualcuno oppure debbano passare attraverso un inferno di dolore, e a volte addirittura entrambi.

Craig Kyle, uno degli scrittori di Thor Ragnarok, su Twitter

Tutti, maschi e femmine indistintamente, hanno perso qualcosa o qualcuno prima o durante il corso del MCU. Tutti hanno sofferto tanto fisicamente quanto psicologicamente, alcuni mostrandolo di più, altri invece in silenzio. Sono personaggi che si rialzano, combattono e sconfiggono i loro avversari, siano essi mostri, alieni o le loro paure, pur non essendo perfetti, e per questo sono tanto amati. Ognuno di loro ha la propria storia e i propri demoni e li dimostra e affronta in modo diverso. Allo stesso tempo però sono le donne quelle che si trovano più spesso ad essere torturate ed usate dai vari villains di turno.

Ora, non è mia intenzione puntare il dito o accusare la Marvel di essere sessista basandomi solo su questa riflessione, anche perché mi sembra che si stiano facendo moltissimi passi avanti, dal punto di vista della caratterizzazione dei personaggi femminili, sempre meno sessualizzati e più complessi, così come nel presentare eroi di colore. La quarta fase in questo sembra essere fino ad ora la più varia, data l’importanza che avranno eroi come Shang-Chi, Blade, Black Panther, Valkirie, Jane Foster nei panni di Mighty Thor e molto altro. E’ anche possibile che ci sia una grande differenza con i fumetti, io non li ho letti e con mamma ci siamo basate solo sui film.

Mi è sembrato però un ragionamento molto interessante e che credo valga la pena essere condiviso, anche solo per avere altre opinioni in merito. Cosa ne pensate? Credete che si siano fatti prendere un po’ la mano con le tragic backstories oppure siamo io e mamma che ci stiamo montando la testa?

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