Libri · Recensioni

La Spada del Destino, Andrzej Sapkowski – The Witcher #2 – Recensione

Vi ho già parlato dell’affarone concluso qualche giorno fa quando ho comprato la saga intera di The Witcher in inglese a 75€, quindi concentriamoci su quello che conta, ovvero il secondo libro. Il primo l’avevo letto mesi e mesi fa e mi era piaciuto molto (ps: se vi interessa qui c’è la recensione che scrissi all’epoca!), poi ho divorato la serie Netflix in due giorni e ho deciso di rileggere il primo e divorare tutto il resto della saga. Potrebbe essere anche per via della cotta che mi sono presa per Geralt (e Triss. E Yen. E Fringilla. E forse un pochino anche Cahir e Jaskier e Eskel e Coen e Istredd e Volgeforzt. E Tissaia, come dimenticarsi di Tissaia) ma sorvoliamo.

Trama

La spada del destino, come Il guardiano degli innocenti, è una raccolta di sei racconti nei quali Geralt, a volte accompagnato dal bardo Ranuncolo o dalla maga Yennefer, viaggia per il continente e affronta creature e mostri. Nel primo vediamo la caccia al drago che conclude la prima stagione della serie, seguito da un breve episodio che si concentra su Geralt, Yennefer e il mago Istredd; nel terzo lo strigo si trova a Novigrad dove inciampa in un Doppler che ha preso il posto di un hobbit mercante, mentre nel quarto cerca di fare da mediatore tra una Sirena e il nobile innamorato di lei. Nel penultimo, contrariamente a quello che vediamo nella serie, Geralt e Ciri si incontrano nella magica foresta di Brokilon prima ancora di sapere chi siano l’uno per l’altra, mentre nell’ultimo un Geralt ferito mentre difendeva un mercante chiede (DI NUOVO!) la legge della sorpresa come pagamento e incontra di nuovo il suo destino.

Commenti

Questa volta i racconti sono in ordine cronologico, cosa che li rende più facili da seguire rispetto al primo o alla serie. Vediamo di nuovo certi richiamo a fiabe dei fratelli Grimm (il più chiaro è quello alla Sirenetta nel quarto racconto), ma questa volta iniziamo a conoscere meglio il mondo in cui le storie sono ambientate. Se il primo accennava appena appena a ciò che non aveva a che vedere direttamente con le avventure di Geralt, qui si inizia a parlare di guerre e odio verso gli elfi e Ranuncolo ci spiega come Nilfgaard stia muovendo guerra al resto del mondo, riuscendo finalmente a unire l’ambientazione con le storie di Geralt. Il continente non è solo più cornice delle varie missioni di Geralt ma inizia finalmente a far parte della storia più grande. Immagino che nei prossimi libri sarà tutto ancora più chiaro, ma avendo visto la serie è abbastanza facile connettere quello che sta succedendo ai vari personaggi.

Ne approfitto quindi per un breve excursus a favore dello show: del passato di Yennefer nel libro se ne accenna giusto per un paio di righe, mentre la serie le dona una storia e un passato ricco ed interessantissimo che ho apprezzato davvero tanto. Una volta o l’altra mi ci soffermerò di più, perché il character arc di Yennefer nello show è uno dei migliori che abbia mai visto ed è fatto in modo magistrale. Allo stesso modo, nei libri Ciri appare all’improvviso mentre lo show si concentra molto su Calanthe, la guerra con Nilfgaard e la caduta di Cintra. Sono cose che mi sono piaciute tanto mentre le guardavo e che adesso apprezzo ancora di più perché mi permetto no di visualizzare meglio quello che sta accadendo, anche se molto spesso lo show diverge dai libri, modificando certe cose e aggiungendone altre.

Tornando a noi, volevo fare ancora un paio di considerazioni qua e là prima di concludere. Uno, il senso dell’umore di Geralt mi fa morire dal ridere. Adoro anche e soprattutto il momento in cui lui e Ciri si incontrano per la prima volta: Ciri è una bambinella viziata che minaccia Geralt varie volte per cercare (inutilmente) di fargli fare quello che vuole lei, mentre lo strigo inizia subito con i dad jokes. Due, il suo rapporto con Ranuncolo/Jaskier/Dandelion nei libri è completamente diverso rispetto a quello della serie e per quando mi piaccia di più il Jaskier della serie, preferisco l’amicizia lunga e profonda che i due anni nei romanzi. Ma chissà, magari book!Ranuncolo diventerà più interessante in futuro e Netflix!Geralt la smetterà di trattare il suo Jaskier come uno sconosciuto.

Detto questo, vi lascio con una serie di Vines dedicati a serie/libri/videogiochi perché sono esilaranti e perché mi va. See ya!

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